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Giornata 11: Milan-Verona

IL MILAN FALLISCE DUE RIGORI

Domenica 28 gennaio 1968, per la seconda gara del girone di ritorno, il Verona Primavera è atteso dal Milan che, a differenza della stagione precedente, gioca le gare interne sul terreno di Milanello. I ragazzi rossoneri sono ad un punto di distanza dal Verona, ma soprattutto accusano 3 punti di ritardo in classifica dai cugini dell'Inter, con i quali si contendono l'accesso alle fasi finali per formazioni di serie A. Non possono quindi permettersi passi falsi, in vista del derby di ritorno previsto per la terza giornata. Nonostante il ritardo in classifica, i Primavera del Milan hanno numeri di tutto rispetto, avendo segnato 16 gol contro i soli 3 subiti. C'è però da dire che 10 delle reti segnate il Milan le ha realizzate nelle 2 sfide contro il malcapitato Padova: 7 all'andata e 3 al ritorno.

Caceffo può schierare la migliore formazione in cerca di un risultato di prestigio. Dopo il passo falso con il Mantova, i Primavera del Verona hanno bisogno di voltare immediatamente pagina e di ritornare sulle prestazioni del girone di andata.

Mario Giacomi
Mario Giacomi

La gara è equilibrata e interessante, anche se giocata prevalentemente a centrocampo. Dopo soli 7 minuti dall'inizio della gara l'ala milanista Marchesi viene atterrata in area e l'arbitro concede il rigore, che però viene parato da un ottimo Mario Giacomi.

Nella ripresa si infortuna Migliorini, che in uno scontro di gioco riporta una ferita al mento ed è costretto ad uscire dal campo. Ma le emozioni non sono finite, e l'arbitro decreta un secondo rigore in favore del Milan, che fortunatamente viene calciato a lato. Finisce 0-0 e per il Verona è un piccolo passo verso la conquista dell'accesso alle fasi finali.

Nelle altre gare, si disputa il derby fra le altre squadre venete di B e il Venezia rispetta il pronostico imponendosi per 1-0 sul Padova. L'altra veneta, quella di serie A, ovvero il Vicenza, dopo le pesanti sconfitte con Verona e Inter, torna al successo battendo di misura l'Atalanta grazie ad un'autorete di Manenti su tiro di Scalchi. Infine, a Mantova è di scena l'Inter, ma non ci è stato possibile rintracciare il risultato sulle varie fonti disponibili. Sulla base di successive informazioni riguardanti il distacco in classifica fra Inter e Verona, è stato possibile solo desumere che l'incontro fra Mantova e Inter è finito in parità, ma rimane sconosciuto il punteggio, e non è dato sapere se la gara sia stata disputata effettivamente il 28 gennaio.

Undicesima giornata, 28 gennaio 1968

Lanerossi Vicenza - Atalanta 1-0
Mantova – Inter RNP
Milan – Verona 0-0
Venezia – Padova 1-0

Riposa il Brescia

MILAN – VERONA 0-0

MILAN: Mora, Baldan, Brambilla, Maldera, Saporiti, Anelli, Marchesi, Bagnaschi, Sartori, Rosa, Sigarini.

VERONA: Giacomi, Migliorini, Negri, Fusaro, Gobbi, Marcolongo, Pangrazio, Fratton, Pasetto, Stoppa, Pastorello.

NOTE: il Milan fallisce due calci di rigore.


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Hellastory, Online dal 28/1/2018

UNA STAGIONE ANOMALA


A 5 punti dalla quota salvezza e 1 gara in meno da recuperare a causa delle misure restrittive di contagio da Coronavirus, posso osare qualche riflessione di lungo respiro. Complice anche la domenica vuota. Ebbene, sono ragionevolmente fiducioso in merito alla conferma di Juric. Un po' perché sono convinto che Setti farà di tutto per formalizzare un accordo che, in linea teorica, dovrebbe essere automatico con la salvezza, un po' per come Juric continua a parlare del Verona, come lo ha trovato e come può diventare. Inoltre, lo sta facendo in maniera chiara usando un approccio manageriale. Infondo, a pensarci bene, la scelta di proseguire la collaborazione è profittevole per entrambi. Non solo dal punto di vista economico (sono aspetti dei quali non entro in merito, anche perché trovo complicato prezzare una professionalità sulla base delle risorse disponibili e delle aspettative aziendali. Davvero Gasperini vale economicamente la metà di Sarri?), quanto soprattutto dal punto di vista lavorativo e delle prospettive che potrebbe offrire il Verona. Per questo, ad esempio, non vedo Juric seduto nella panchina del Napoli dove troverebbe un ambiente molto più caotico e dispersivo e un'autonomia nettamente inferiore. Laddove è fallita l'esperienza di Ancelotti e il temperamento di Gattuso (ovvero il suo opposto) è continuamente in discussione, c'è spazio per la filosofia a tutto tondo di Juric? Se volesse misurarsi in un ambiente già organizzato e protetto, semmai, potrebbe esprimersi al meglio a Bergamo, dove potrebbe dare continuità al lavoro splendido di Gasperini, ma questa è un'ipotesi sostenibile solo nel caso in cui lo stesso Gasperini ritenesse di aver concluso il proprio percorso. Non ci sono prove in tal senso e neppure di volontà di Setti di rinunciare a lui.

[continua]
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