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Giornata 13: Padova-Verona

VITTORIA A PADOVA

Alla quarta giornata del girone di ritorno è di scena un altro derby per la squadra gialloblu, questa volta con il Padova. I giovani biancoscudati sono sempre ultimi in classifica e, anche se hanno quantomeno riabilitato il proprio cammino battendo il Mantova nell'ultima giornata del girone di andata, hanno raccolto la miseria di 3 punti in 10 gare. Negli ultimi 4 scontri diretti, compreso quello del torneo Galtarossa disputato nell'estate del 1967, il Verona si è sempre imposto sui padovani.

Anche questa volta la tradizione viene rispettata, e il Verona fa sua l'intera posta espugnando il terreno del Monti per 1-0. I gialloblu sfiorano il gol del vantaggio già al primo minuto di gioco, quando un tiro di Pastorello si stampa sul palo. Al quarto d'ora del primo tempo arriva il gol partita: a segnarlo è Fratton che calcia al volo su passaggio di Pangrazio e batte il portiere biancoscudato Milani. Poco dopo, Pangrazio si mette in proprio e tenta la via del gol, ma il palo salva nuovamente il Padova.

Gianfranco Fratton
Gianfranco Fratton

Il secondo tempo è più equilibrato, ma il Verona non corre particolari rischi, come riporta L'Arena: "Nella ripresa il Verona ha badato più che altro a difendersi contrastando con grande caparbietà ogni pallone agli avanti biancorossi, riuscendo così a portare a casa una preziosissima vittoria".

Al 28' del secondo tempo inoltre il Padova rimane in 10 uomini per l'espulsione del centravanti Girotto che si rende colpevole di un duro fallo ai danni di Gobbi e viene allontanato dal direttore di gara. Il Verona può così gestire senza affanni il finale di partita e incamerare altri 2 preziosi punti in classifica.

Inter e Milan si impongono con lo stesso punteggio di 2-0 rispettivamente ai danni di Venezia e Atalanta. Ora i punti che separano il Verona dalla concorrente di serie B più vicina, il Venezia, sono addirittura 9, a cinque giornate dal termine del girone. La qualificazione è praticamente cosa fatta, ma Caceffo vuol tenere alta la concentrazione e puntare all'obiettivo prestigioso di contendere il primato del girone a Inter e Milan. Impresa non facile, viste le ottime prestazioni delle milanesi e soprattutto la solidità delle loro difese.

Tredicesima giornata, 11 febbraio 1968

Mantova - Brescia 1-2
Milan - Atalanta 2-0
Padova - Verona 0-1
Venezia - Inter 0-2

Riposa il Lanerossi Vicenza

PADOVA - VERONA 0-1

PADOVA: Milani, Dalle Fratte, Rimbano, Parisotto, Zanca, Brunello, Bedin, Dolci, Girotto, Bonello, Corsatto.

VERONA: Giacomi, Migliorini, Negri, Fusaro, Gobbi, Marcolongo, Pangrazio (Stoppa dal 25' st), Fratton, Pasetto, Cinquetti, Pastorello.

RETE: Fratton al 15' pt

IL TORNEO DI VIAREGGIO SCOMPAGINA IL CAMPIONATO

Sin qui il campionato Primavera si è svolto con regolarità, se escludiamo il rinvio del derby di Milano per neve il 4 febbraio 1968. Ma, a metà febbraio, le stesse Milan e Inter prendono parte al torneo di Viareggio edizione 1968, e di conseguenza le loro gare di campionato Primavera sono rinviate nel periodo del torneo giovanile di carnevale.

I risultati delle due squadre milanesi al torneo viareggino non sono particolarmente esaltanti: il Milan viene eliminato negli ottavi dal Vojvodina, lunedì 19 febbraio 1968, mentre l'Inter cede nei quarti di finale al Napoli dopo un incontro interminabile risolto da Costantino nei supplementari.

Le gare in programma per il campionato Primavera del 18 febbraio che vengono rinviate sono: Brescia - Milan e Inter - Padova. Si disputano solo Lanerossi Vicenza - Mantova e Atalanta - Venezia che terminano entrambe sul punteggio di 0-0. Il Verona osserva il suo turno di riposo.

Nella sesta giornata di campionato, il 25 febbraio 1968, sarebbe in programma lo scontro diretto fra Verona e Inter, ma la gara è rinviata sempre per il torneo Viareggio.

Vengono disputate invece le altre gare, fra le quali spicca il rotondo 5-0 rifilato dal Milan, sul campo di Milanello, al Lanerossi Vicenza. Abbastanza clamoroso il tabellino, dato che delle 5 marcature rossonere ben 3 sono frutto di autoreti vicentine: ai gol di Rosa e Marchi si devono difatti aggiungere un'autorete di Polo e addirittura 2 autoreti di Marchioro, autore di una prova davvero sfortunata. Il Venezia invece deve rinviare ancora una volta l'appuntamento con la vittoria, e viene fermato sullo 0-0 dal Brescia. Pareggio anche fra Padova e Atalanta, con gli ospiti in vantaggio per primi grazie a Sina, e raggiunti da un gol di Dolci.

Quattordicesima giornata, 18 febbraio 1968

Atalanta - Venezia 0-0
Lanerossi Vicenza - Mantova 0-0

Brescia - Milan e Inter - Padova rinviate per il Viareggio

Riposa il Lanerossi Vicenza

Quindicesima giornata, 25 febbraio 1968

Milan - Lanerossi Vicenza 5-0
Padova - Atalanta 1-1
Venezia - Brescia 0-0

Verona - Inter rinviata per il Viareggio

Riposa il Mantova

La notizia più importante che scaturisce da questi risultati è, per i colori gialloblu, la qualificazione riservata alle squadre di serie B. I due pareggi consecutivi a reti inviolate del Venezia, contro Atalanta e Brescia, consegnano ai ragazzi di Caceffo la qualificazione anche senza giocare. Il Verona ha raggiunto l'obiettivo con 3 turni di anticipo, nonostante il campionato sia stato decisamente disturbato dai rinvii delle gare interessate dalle milanesi.

Con l'obiettivo minimo raggiunto, il Verona può già guardare alla preparazione delle fasi finali che si svolgeranno nuovamente a Salsomaggiore nel mese di maggio. Ma prima c'è ancora un primato nel girone ancora tutto da conquistare.

I ragazzi della Primavera gialloblu intanto, complice anche le due settimane di sosta forzata, proseguono la loro esperienza nella squadra De Martino. Il 28 febbraio 1967 al vecchio Bentegodi è di scena il derby con il Vicenza. La gara è utile soprattutto per Liedholm che può valutare le condizioni di Paolo Nuti, attaccante della prima squadra reduce da un infortunio. La formazione gialloblu della De Martino è in buona parte costituita dagli elementi delle ultime 2 annate della Primavera:

Bertucco, Maggioni, Righetti, Tanello, Fasoli, Gobbi, Pangrazio, Marcolongo (Pistori), Stoppa I, Nuti, Rossi.

Il Vicenza va subito in vantaggio al primo minuto di gioco con Nicola Ciccolo, favorito da un errato retropassaggio di Gobbi. Ciccolo si inserisce, anticipa Bertucco, e deposita in rete. Il Verona chiude il primo tempo in svantaggio, ma rientra in campo dopo l'intervallo deciso a rimontare. Nuti segna la rete dell'1-1 su centro di Pangrazio. Poi arriva il gol della vittoria a firma di Angiolino Stoppa, che raccoglie un perfetto centro di Germano Pistori e realizza il 2-1 con una mezza rovesciata imparabile anche per il pur bravo Bardin, che si oppone poi ai nuovi tentativi di Nuti, Rossi e Stoppa di arrotondare il punteggio.

Con la vittoria per 2-1 nel derby la De Martino conquista, con una giornata di anticipo, la qualificazione alle fasi finali. L'Arena segnala anche una curiosità: l'arbitro Lavetti è sceso in campo con una maglia grigia, essendosi dimenticato la casacca nera. In un'epoca in cui siamo abituati a vedere gli arbitri indossare divise di qualsiasi colore fuorché il nero, anche questa nota di cronaca fa sensazione.

Paolo


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SETTI PRIGIONIERO DI SE STESSO


Tutto come prima, ma peggio di prima. Il Verona ha valutato che la scelta Grosso è ancora la migliore possibile. Questo lascia sconcertati i tifosi gialloblu che vedono polverizzarsi le speranze di riprendere la corsa della classifica con una squadra allo sbando a seguito di un'involuzione tanto preoccupante quanto senza sbocchi. Il problema di fondo è che, nella valutazione societaria, non esistono alternative a Grosso. Quali sono allora i lacci che imbrigliano la libertà di scelta di Setti? Innanzitutto quella di aver affidato baracca e burattini a D'Amico che ha voluto in estate (e difeso con argomentazioni francamente imbarazzanti) il suo vecchio amico in panchina. Ma chi è questo D'Amico? che esperienza ha? perché affidarsi a lui per un così complesso progetto di rilancio? Esonerare il mister significa inevitabilmente sfiduciare Setti, il suo direttore sportivo e il valore di gran parte della rosa (blocco Bari e Perugia) assemblata per rendere più agevole l'aggregazione. Qui non si tratta quindi solo di cambiare un allenatore, si tratta di mettere in discussione l'intero progetto che prevede: 1) contenimento dei costi dirigenziali (D'Amico), 2) ringiovanimento della rosa, 3) ruolo decisionale accentrato nel presidente. Nel Verona attuale manca infatti un direttore generale (sulla cui necessità si era espresso favorevolmente persino Fusco) che sia la sintesi tra la componente societaria, quella tecnica e la comunicazione (media, terzi e tifosi) e di un direttore sportivo autorevole nei rapporti tra allenatore e spogliatoio (la gestione del caso Pazzini su tutti). In più, abbiamo una rosa lunga, piena di giovani ma anche di giocatori che non riescono a dare il loro reale contributo perché impiegati male. Non si tratta quindi di valutare un cambiamento in panchina nell'ambito di una struttura dirigenziale consolidata ed affidabile, ma di ammettere che gran parte delle scelte fatte finora sono errate. Setti ha già dimostrato di non essere un decisionista (certi errori del passato non si dimenticano), e non ha neppure interlocutori terzi e di spessore che lo possano consigliare. E' rimasto solo col suo progetto, prigioniero di se stesso.

[continua]
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