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Giornata 17: Verona-Brescia

PAREGGIO COL BRESCIA

Il 10 marzo 1968 il Verona di Caceffo ospita il Brescia, già sconfitto all'andata per 1-0, per la diciassettesima giornata di campionato. I ragazzi delle "rondinelle" stanno disputando un buon girone di ritorno, e nell'ultimo turno di campionato hanno rifilato un pesante 4-1 ai pari età del Padova. Nelle ultime trasferte hanno pareggiato a Bergamo e Venezia, e vinto per 2-1 sul terreno del Mantova: sono pertanto una formazione che sembra esprimersi su ottimi livelli anche lontano dal terreno di casa.

Durante il precedente campionato 1966-67, il Verona di Conti si era imposto al vecchio Bentegodi per 3-0 nei confronti del Brescia, in una gara praticamente senza storia. Non è così in questa occasione: il Brescia, ben disposto in campo, fa quadrato davanti alla porta difesa da Togni, concedendo pochissimo agli avanti gialloblu. Un vento molto forte disturba inoltre la gara e rende imprevedibili le traiettorie aeree del pallone.

Dopo la classica "scorpacciata" di gol sul campo dell'Atalanta di 7 giorni prima, il Verona fa un passo indietro sul piano del gioco e della capacità di rendersi pericoloso. Non basta una sterile supremazia territoriale ad avere la meglio sulla formazione delle "rondinelle", determinata a portare a casa un punto prezioso dal terreno del vecchio Bentegodi.

Al 20' del secondo tempo, Caceffo prova a vivacizzare l'attacco inserendo Mario Stoppa al posto di Fratton. Il cambio non sortisce però gli effetti sperati dal mister veronese, e la partita si conclude con il punteggio di 0-0. "Niente di grave" sentenzia L'Arena, dato che la Primavera del Verona rimane in testa alla classifica, anche se con 2 gare in più rispetto all'Inter.

Conoscendoli, i ragazzi di Caceffo invece non devono essere molto soddisfatti del pari con il Brescia. Per la seconda volta nel campionato non sono andati a segno fra le mura amiche; l'altra volta era stata in occasione della sconfitta con il Mantova.

L'Inter, che non disputava una gara di campionato da circa un mese, torna in campo contro l'Atalanta e vince per 3-1. Negli altri incontri si registrano le vittorie esterne del Venezia a Mantova e del Vicenza sul campo di un Padova ormai in disarmo.

Diciassettesima giornata, 10 marzo 1968

Inter – Atalanta 3-1
Mantova – Venezia 1-2
Padova - Lanerossi Vicenza 1-2
Verona – Brescia 0-0

Riposa il Milan

VERONA – BRESCIA 0-0

VERONA: Giacomi, Migliorini, Negri, Fusaro, Gobbi, Marcolongo, Pangrazio, Fratton (Stoppa dal 20' del st), Pasetto, Cinquetti, Pastorello.

BRESCIA: Togni, Cagni, Andreoli, Petraz, Olivetti, Roberti, Micheli, Damonti, Dander, Ghisini, Giuliani.

Paolo


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Hellastory, Online dal 10/3/2018

VECCHIE LOGICHE, NUOVE IDEE


Non ho capito se la sosta di campionato, dopo sole 2 giornate, serva di più ai tifosi per assorbire lo stress accumulato dall'infinita sessione estiva del calciomercato oppure ai giocatori per completare le noiose incombenze ordinarie che scaturiscono da un trasferimento (traslochi, iscrizioni scolastiche per i figli, gestione utenze etc). In mezzo ci mettono un paio di gare della nazionale, generalmente senza troppo valore tecnico, quasi a non voler distogliere da motivazioni molto più serie. Scherzi a parte, alla fine il famoso giocatore di qualità non è venuto. E non è una cattiva notizia viste le ultime star che hanno svernato a casa Setti. Del resto, dopo il flop Balotelli, abbiamo fatto fatica ad identificare come tale i vari Simeone e Babacar. Buoni giocatori per la carità, cari di cartellini di categoria superiore, ma ancora alla ricerca di una vera identità da protagonisti. Mentre invece abbiamo scoperto il grintoso Amrabat e il tecnico Pessina, e presto avremo modo di conoscere l'effettivo valore di Stepinski che tanto ci ha fatto penare per averlo con noi e le potenzialità dei giovanissimi Adjapong, Salcedo e Wesley. Non solo: Bessa (un po' perché infortunato, un po' perché non ha avuto opportunità di mercato), Danzi e Tupta sono rimasti a Verona. Perlomeno fino alla fine dell'anno solare proveranno a conquistare Juric. Pare che persino Di Gaudio, a lungo ai margini, abbia rinunciato a qualche offerta per giocarsi qui le sue chance. Juric appare dunque sempre più padrone della situazione e, dopo lo svarione in Coppa Italia con la Cremonese, è riuscito davvero a creare un gruppo compatto e orgoglioso a sua immagine e somiglianza.

[continua]
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