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Giornata 18: Lanerossi Vicenza-Verona

IL DERBY DI VICENZA

Nell'ultima giornata di campionato i Primavera del Verona sono attesi dalla trasferta a Vicenza, all'antistadio Menti, dove nella passata stagione hanno dovuto incassare una bruciante sconfitta per 1-0. Una trasferta quindi a rischio, nella quale i gialloblu vogliono riscattarsi e chiudere in bellezza il campionato, in attesa di giocare poi la gara di recupero con l'Inter, che potrebbe valere addirittura il primato assoluto nel girone A.

Caceffo dà spazio a Rossignoli, che viene schierato libero al posto di Fusaro. In attacco, le ali a supporto di Pasetto sono Pastorello e Stoppa. Il Vicenza ha uno degli attacchi più asfittici del torneo: solo 6 reti all'attivo, di cui 5 realizzate nei due derby con il fanalino di coda Padova, battuto sia all'andata (3-2) sia al ritorno (2-1, con doppietta di Sperotto). La sesta rete realizzata dai vicentini è in realtà un autogol di Manenti in Vicenza – Atalanta 1-0. È singolare osservare che, ogni volta che il Vicenza è andato a rete, ha poi conquistato la vittoria: ha quindi ottenuto il massimo dai gol realizzati.

Marcolongo e Fratton
Luigi Marcolongo e Gianfranco Fratton (foto per gentile concessione di Fusaro).

Il girone di ritorno dei ragazzi di Vicariotto non è stato propriamente esaltante: tolte le vittorie con Atalanta e Padova, e 2 pareggi a reti bianche con Brescia e Mantova, hanno dovuto incassare 3 sconfitte, con il Venezia e con le squadre milanesi. Pesanti i punteggi con cui si sono concluse le partite con l'Inter (0-4 ad Appiano Gentile) e con il Milan (0-5 a Milanello). Il derby con il Verona è l'ultima occasione per riabilitare un campionato sottotono, che li vede relegati nella bassa classifica.

Come spesso accade, i derby fanno storia a sé, e sul campo il Verona non riesce a far valere il tasso tecnico superiore. I 10 punti di distacco fra le due squadre si vedono solo a tratti: il Verona tiene palla e si fa vedere più spesso in attacco, ma la retroguardia vicentina, una volta tanto, non combina pasticci e si stringe davanti alla porta difesa da Bertella. Il Verona il gol lo troverebbe anche, ma l'azione viene fermata dall'arbitro perché viziata da fuorigioco. Dall'altra parte, è Sperotto ad avere l'occasione migliore per portare i suoi in vantaggio, ma la fallisce calciando a lato da buona posizione. Finisce con uno 0-0 non esattamente spettacolare, che per il Verona non cambia nulla nell'economia della qualificazione alle fasi finali, da tempo già acquisita, mentre complica la possibile rincorsa al primo posto nel girone, tenuto conto che l'Inter ha 3 partite da recuperare, di cui una proprio con i ragazzi di Caceffo.

Da Mompiano arriva però una notizia inaspettata: il Brescia ha inflitto all'Inter la prima sconfitta stagionale, con il punteggio di 1-0, grazie ad una rete di Giuliani all'11' del primo tempo. La cronaca de Il Giornale di Brescia riferisce di una partita giocata con grande attenzione da parte dei giovani bresciani, e caratterizzata da un bel duello fra Damiani, attaccante bresciano dell'Inter nato nel 1950, e Cagni, difensore delle rondinelle. Giuseppe "Oscar" Damiani è uno di quei giovani destinati a fare una grande carriera, anche se l'Inter, nel cui settore giovanile è cresciuto, non crederà in lui. Damiani esordirà in serie A con la maglia del Lanerossi Vicenza, prima tappa di una lunga carriera che lo vedrà disputare 327 gare in serie A con ben 71 gol all'attivo, il primo dei quali segnato proprio contro la "sua" Inter il 16 novembre 1969.

L'Inter, sconfitta a Brescia, rimane quindi ferma in classifica a quota 20, due punti più sotto del Verona, ma deve ancora giocare contro Milan, Padova e Verona stesso. Insomma, la lotta per il primato del girone è ancora aperta. La tiene viva anche il Milan che batte il Venezia per 1-0; identico punteggio anche per il Mantova che si congeda dal campionato battendo il Padova con un gol di Bagatti.

Diciottesima giornata, 17 marzo 1968

Brescia – Inter 1-0
Lanerossi Vicenza – Verona 0-0
Mantova – Padova 1-0
Milan - Venezia 1-0

Riposa l'Atalanta

LANEROSSI VICENZA - VERONA 0-0

LANEROSSI VICENZA: Bertella, Stella, Polo, Negretto, Marchioro, Savio, Filippi (Mecenaro), Ardizzon, Sperotto, Ballardin, Vaccari.

VERONA: Giacomi, Migliorini, Negri, Rossignoli, Gobbi, Marcolongo, Stoppa, Fratton, Pasetto, Cinquetti, Pastorello.

Sul fronte della squadra "maggiore", arrivano buone notizie dalla gara interna contro la Lazio di Lovati: il Verona si impone per 1-0, la rete decisiva è, tanto per cambiare, di Gianni Bui. La capolista Palermo espugna l'Arena Garibaldi di Pisa con una rete di Nova, e il Verona consolida il secondo posto allungando sul Pisa, distaccato ora di 2 lunghezze. La quarta in classifica, il Livorno, è a 4 punti dal Verona. Liedholm e Pozzan cominciano a raccogliere i frutti del loro lavoro. Il campionato di serie B è ancora lungo, ma l'obiettivo della promozione in serie A è più che mai vicino.

Paolo


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Hellastory, Online dal 17/3/2018

UNA STAGIONE ANOMALA


A 5 punti dalla quota salvezza e 1 gara in meno da recuperare a causa delle misure restrittive di contagio da Coronavirus, posso osare qualche riflessione di lungo respiro. Complice anche la domenica vuota. Ebbene, sono ragionevolmente fiducioso in merito alla conferma di Juric. Un po' perché sono convinto che Setti farà di tutto per formalizzare un accordo che, in linea teorica, dovrebbe essere automatico con la salvezza, un po' per come Juric continua a parlare del Verona, come lo ha trovato e come può diventare. Inoltre, lo sta facendo in maniera chiara usando un approccio manageriale. Infondo, a pensarci bene, la scelta di proseguire la collaborazione è profittevole per entrambi. Non solo dal punto di vista economico (sono aspetti dei quali non entro in merito, anche perché trovo complicato prezzare una professionalità sulla base delle risorse disponibili e delle aspettative aziendali. Davvero Gasperini vale economicamente la metà di Sarri?), quanto soprattutto dal punto di vista lavorativo e delle prospettive che potrebbe offrire il Verona. Per questo, ad esempio, non vedo Juric seduto nella panchina del Napoli dove troverebbe un ambiente molto più caotico e dispersivo e un'autonomia nettamente inferiore. Laddove è fallita l'esperienza di Ancelotti e il temperamento di Gattuso (ovvero il suo opposto) è continuamente in discussione, c'è spazio per la filosofia a tutto tondo di Juric? Se volesse misurarsi in un ambiente già organizzato e protetto, semmai, potrebbe esprimersi al meglio a Bergamo, dove potrebbe dare continuità al lavoro splendido di Gasperini, ma questa è un'ipotesi sostenibile solo nel caso in cui lo stesso Gasperini ritenesse di aver concluso il proprio percorso. Non ci sono prove in tal senso e neppure di volontà di Setti di rinunciare a lui.

[continua]
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