E' praticamente impossibile, in questo momento, capirci qualcosa. Non c'è dubbio, però, che la sosta del Campionato arrivi quanto mai opportuna per dare chiarezza a Baroni, valutare la portata e i tempi di recupero degli infortuni (sappiamo già, purtroppo, del crociato di Compagnon e Korac, ma anche Frese, Bradaric e Dawidowicz non sono al meglio) e far comprendere ai giocatori che stanno giocando un campionato insidioso dove nessuno ti regala niente. Baroni può sicuramente contare su una corazzata, basta vedere il valore tecnico della panchina in grado di cambiare, in pochi minuti, le sorti della partita. Ma tutti, mister compreso, devono superare gli approcci mentali errati avuti contro l'Ascoli e il Benevento. Persino il Vicenza ci aveva messo in crisi prima dell'ingresso di Cerbone, Livramento e soprattutto Mosquera. Questo a conferma del rischio che presenta ogni avversario, ma anche del potenziale devastante che il Verona ha a propria disposizione. Perché non è riuscito finora a trovare il giusto equilibrio? È solo un fatto di testa (la presunzione scompare di fatto all'arrivo della paura) o di armonia tattica (troppi galli nel pollaio) che fatica ad emergere?
Attenzione, le difficoltà di adattamento alla categoria sono comuni anche alle altre retrocesse. Il Pisa, stessi nostri punti, ha perso in casa con Padova e Virtus Entella. La Cremonese, che ha perfino sostituito Giampaolo con Pecchia, ha 2 punti in meno. Se tutti hanno bisogno di tempo per reclamare i propri diritti alla lotta delle posizioni di vertice ci sarà pure un motivo. Ma il tempo è tiranno, chi troverà per primo la soluzione vincente sarà destinato a scappare.
Il Palermo è l'unica squadra che ha il potenziale per vincere il campionato. A dire il vero lo aveva anche l'anno scorso per salire ma il Catanzaro ha fatto l'intruso e gli ha evitato il prevedibile scontro diretto con il Monza. Quali saranno gli intrusi di quest'anno? Al momento, Sudtirol, Mantova, Modena e Ascoli sono partiti fortissimi conquistando risultati importanti ed esprimendo un gioco frizzante. Bisogna vedere, col passare del tempo, se queste prestazioni sono frutto di una preparazione atletica particolare e quanto sono agevolati da una testa sgombra da pressioni. Ma quando la classifica sarà davvero significativa queste squadre saranno ancora lì a combattere per la promozione? Gli sta girando tutto bene oppure hanno messo davvero in conto di affrontare l'anno prossimo un campionato di serie A? A mio avviso no. La serie A non si improvvisa, il divario tecnico è abissale e non basta alle volte spendere molti soldi per costruire una squadra all'altezza. Logica vuole che, per il potenziale tecnico e le strutture societarie, a lottare con il Palermo fino all'ultimo saranno le tre retrocesse. Ma alle volte, si sa, la storia segue logiche tutte sue: il Frosinone, che l'anno precedente aveva evitato per un soffio i playout, l'anno successivo è volato in A con il Venezia. Anche in serie B il rischio di spendere male è alto e può condizionare l'esito finale della stagione.
Torniamo al Verona. Al momento, le questioni più urgenti per Baroni riguardano l'assetto difensivo e il recupero di Suslov. Sette reti incassate in cinque gare sono francamente troppe. Edmundsson appare confuso, molto lontano dal giocatore che avevamo apprezzato l'anno scorso (eppure era l'unico difensore decente che avevamo in A), Leali non dà sicurezza e l'infortunio di Korac complica la vita. Il mister non ha escluso il cambio di modulo e il possibile ritorno alla difesa a 3 che ha caratterizzato le ultime stagioni gialloblù. Per quanto riguarda Suslov la situazione è complicata da tutta una serie di equivoci: il giocatore avrebbe gradito essere ceduto, lui come Bernede soffre il ridimensionamento di categoria, in campo vuole strafare ed è troppo nervoso. Non escludo che il mercato invernale possa aiutare sia lui che il Verona a trovare una soluzione nell'interesse reciproco ma, nel frattempo, per tornare a farsi apprezzare dovrebbe giocare con maggiore disponibilità e umiltà. Suslov, con la motivazione giusta, sposta gli equilibri. Senza, rovina se stesso e finisce inevitabilmente in panchina.
In definitiva, ci troviamo di fronte a tanti spunti di osservazione ma nessuna conferma. Troppe variabili in gioco. Del resto, è ancora calcio di settembre. Palermo a parte sono tutte in rodaggio. È possibile che la prossima sosta, agli inizi di novembre, definisca meglio quanto appare oggi solo annunciato. L'importante è che il Verona continui ad essere quello visto l'ultima mezzora contro il Vicenza. Il resto (gioco, punti, classifica) verrà da solo.
Massimo
Colonna sonora: Right to be Wrong, Joss Stone