HELLASTORY.net | Incontro con...Paolo PIUBELLI | Introduzione
  domenica 13, h 15:00  

HELLAS VERONA

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HELLAS VERONA

 
Hellas Verona english presentation


PAOLO PIUBELLI, "PAN E BALON" «
LE GIOVANILI GIALLOBLU E LE PRIME CONVOCAZIONI   
STAGIONE 1990-91   
STAGIONE 1991-92   
STAGIONE 1992-93   
STAGIONE 1993-94   
L'INFORTUNIO E UNA "NUOVA" VITA   


 

Paolo Piubelli, "Pan e balon"

L'8 settembre 1991 il Verona, appena tornato in serie A con mister Fascetti, scendeva in campo a Marassi contro la Sampdoria campione d'Italia per la seconda giornata di campionato. Con Calisti infortunato, Fascetti decise di assegnare la maglia numero 2 al debuttante Paolo Piubelli, classe 1972, al suo esordio nella massima serie dopo le 8 presenze in B l'anno prima.

Venticinque anni dopo, Paolo Piubelli ha cortesemente accettato l'invito di Hellastory a raccontare la sua storia. Una storia che avrebbe potuto parlare di molti anni di carriera da calciatore professionista, ma che invece ad un certo punto ha dovuto virare forzatamente su altre strade.

Ci incontriamo con Piubelli in centro a Verona per un aperitivo e cena, e cominciamo subito ad assillarlo con le nostre domande e le nostre curiosità cui, anziché mandarci al diavolo, risponde con grande obiettività.

Paolo

Hellastory.net incontra Paolo Piubelli
Hellastory.net incontra Paolo Piubelli


  LE GIOVANILI GIALLOBLU E LE PRIME CONVOCAZIONI »

SETTI ACCOMPAGNA IN B IL VERONA


Dopo la decima, gravissima sconfitta consecutiva, il Verona è quasi condannato. E pensare che lo Spezia, per condizione e posizione di classifica, avrebbe potuto essere l'avversario più adatto per chiudere decentemente l'anno solare ed accendere speranze di salvezza. Invece no, ci sono stati superiori non solo nel risultato ma anche nel gioco e in intensità. Il Verona sta pagando le sciagurate scelte societarie, come ha ammesso Marroccu dopo Monza. Setti invece, che vive evidentemente in un altro pianeta, non si rende conto di quello che ha combinato e nemmeno perché, chiunque a Verona raggiunge un certo livello qualitativo, poi chiede di andare via. Non si rende conto che è lui l'artefice di questa condizione di precarietà che non consente di trovare in questa società la propria dimensione sportiva. E per questo, ogni anno batte cassa frettolosamente al valore acquisito, vivendo di nuove scommesse e di improvvisazione. In effetti, a voler essere precisi, non è ancora stato chiarito se tutto ciò dipenda da costanti bisogni personali, oppure dalla sua supponenza (sono il Presidente che ha disputato più stagioni in serie A, conosco il calcio meglio di tutti voi ...). Fatto sta che questa volta Longo, D'Amico e Tudor hanno capito in fretta quello che sarebbe successo di lì a qualche mese e, vista l'impossibilità di proteggere un giocattolo troppo prezioso per le sue mani grezze, si sono defilati con lungimiranza. Come se uno, vincendo casualmente alla lotteria, finisce per sprecare tutto e si riduce a chiedere l'elemosina sotto i ponti. Povero e abbandonato. Forse perché erano proprio loro la componente saggia e competente della società, quella che ha permesso di rivalutare fino a quel punto il Verona. Loro, e non certo Setti che ha solo avuto la fortuna di averli per sè. Comunque, tutti i nodi sono venuti rapidamente al pettine: ceduti male Barak, Simeone, Caprari e Casale, rimpiazzati solo numericamente con giocatori scadenti (alcuni persino pagati cari), preso Marroccu come suo braccio destro (velocissimo a squalificarsi nel giro di poche settimane) e infine scelto Cioffi per l'ennesima scommessa assurda anche se l'ambiente, svilito e senza indirizzo, stava cercando invece disperatamente continuità, esperienza e buon senso. Cosa è rimasto di quel Verona che tanto ci ha divertito e sentiti rispettati? Niente. Per non parlare della soluzione frettolosa e senza alcuna logica di affidare la squadra a Bocchetti, che non ha niente a che vedere con quella adottata dal Monza con Palladino. Infatti, il povero cristo è stato assunto a uomo simbolo della società dopo essere stato prima dirottato in Primavera e poi, come un profeta, beneficiario di addirittura 5 anni di contratto. Lui che non ha neppure il patentino da allenatore. Ora cosa ci aspetta? un lento ed umiliante cammino verso l'inferno o abbiamo ancora qualche briciolo di speranza di salvezza?

[continua]
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Riepilogo stagionale e classifica generale


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