Lo scorso 8 gennaio Zanzi, Presidente esecutivo del Verona (immagino che questo sia il ruolo visto che dopo 1 anno, nel sito ufficiale, l'organigramma è ancora Coming Soon ...) ha rilasciato una bella intervista all'interno del programma televisivo Diretta Verona e, con fare molto rilassato, ha lodato un anno di Presidio (il bilancio è molto positivo), felice di avere con sé Sogliano (il miglior direttore sportivo d'Italia) e come obiettivo quello di fare un grande Verona e lo stadio è tra gli asset principali per la crescita calcistica. Peccato solo per la classifica, un dettaglio trascurabile. Del resto, l'impresa di Napoli lasciava intravvedere una decisa inversione del trend negativo per rimontare e poi c'era comunque il mercato invernale, che ci ha salvato gli ultimi 3 campionati, a darci sicuramente una mano. Ebbene, dopo quella partita abbiamo perso 4 gare su 5 e dal mercato non è arrivato finora praticamente nessuno in grado di cambiare la storia. Anzi, abbiamo perso Giovane, l'unico in grado di combinare qualcosa da centrocampo in su. Il vuoto comunicativo di Zanzi, che lo fa assomigliare molto di più ad un politico di inizio millennio, dove l'effetto mediatico e il sorriso rassicurante (va tutto bene, siamo eccezionali, non parliamo però di numeri, mi aspetto grandi cose, ci stiamo impegnando al massimo ...) si scontrano con una realtà sconcertante: se tu produci calcio e il tuo prodotto è costantemente in fondo alla classifica, di cosa stiamo parlando Presidente? C'è qualcos'altro di più importante?
Oggi, Presidio ha in mano un bene svalutato di almeno un 20% rispetto a quando lo ha acquistato. Ha completamente fallito la strategia aziendale puntando esclusivamente sull'autofinanziamento attraverso le plusvalenze. In questo, ad onor del vero, ha contribuito molto l'operato di Sogliano con le sue scommesse spesso vincenti, ma in quanto scommesse sempre ai limiti del “o la va o la spacca”. Questo modo di procedere genera opportunità di breve termine, ma non può essere un modus operandi destinato ad avere successo nel lungo termine. Contando solo sulle plusvalenze non puoi crescere e l'urgenza di vendere limita inevitabilmente la crescita stessa del talento. Sogliano, da parte sua, fa con ciò che Presidio gli mette a disposizione, cioè niente. Il mercato estivo, fatto ovviamente sulla base di plusvalenze ha raccolto in prestito, in giro per l'Europa, 7-8 giocatori che avevano bisogno di rilanciarsi dopo stagioni scadenti e non certo abituati a lottare per la salvezza. Le uniche operazioni vere (Giovane e Belghali) sono costate una miseria e si è dovuto racimolare gli svincolati Gagliardini e Akpa Akpro per completare una squadra privata di personalità come Duda e Lazovic e senza una soluzione tecnica adeguata a tamponare al lungo infortunio di Suslov, che risale allo scorso 16 agosto.
Il Cagliari, sabato sera, ha dato una lezione di gioco a Zanetti e manageriale a Zanzi e Sogliano riscattando in estate Caprile e Gaetano, prendendo gratis dalla B Borriello e a poco Felici, e puntando su prestiti di qualità come Palestra, Mazzitelli, Esposito e Folorunsho. Notare che mi sono soffermato esclusivamente su giocatori italiani. Il tutto, tra entrate ed uscite, con uno sbilancio negativo di soli 3 milioni (fonte Transfermarkt). Il Verona, al contrario, che di italiani ha una miseria sia quantitativa che qualitativa, ha dovuto mettere sul mercato Giovane e Cissè per racimolare qualcosa da investire. Alla fine, arrivano le ultime scommesse Bowie ed Edmundsson che troveranno ad accoglierli però un ambiente depresso che forse ha già alzato bandiera bianca come dimostrano le ultime prestazioni. Passiamo dall'improvvisazione all'emergenza. Perché c'è voluto tutto questo tempo per rinforzarci? Semplicemente perché, per affacciarti sul mercato, devi prima vendere. Solo noi?
Nel frattempo, come accennato, dopo l'impresa di Napoli abbiamo perso con Lazio e Bologna e affrontato i 3 turni più favorevoli (Cremonese, Udinese e Cagliari) portando 1 solo punto alla classifica. Insomma, il Verona di Zanzi è quello che è stato affondato da Baroni al Bentegodi, non certo quello episodico e illusorio di Napoli.
Presidio, all'atto pratico, ha pensato di acquistare un appartamento ammobiliato che si chiama Hellas Verona e di mandarlo avanti vendendosi, una dopo l'altra, prima la cucina che ha trovato, poi il letto, l'armadio e infine il divano. Rimane a disposizione l'arredo del bagno, già pronto per quest'estate. Mi chiedo se il Presidente, mentre si compiaceva per i risultati aziendali ottenuti si stava anche rendendo conto che una eventuale (ma sempre più probabile, ahimè) retrocessione in serie B comporterà un crollo dei ricavi da diritti televisivi, gestione gara e sponsor intorno al 30-35%, oltre che alla svalutazione dei pochi giocatori ancora appetibili (Belghali e forse Suslov) mentre la situazione debitoria rimane inalterata rendendo ancora più difficile la gestione finanziaria. Al punto tale che nemmeno il famoso paracadute può compensare il gap. Non sarebbe male neppure dare uno sguardo al campionato cadetto e rendersi conto della fine che hanno fatto Sampdoria, Salernitana ed Empoli. Il Frosinone, proprietario anche dello stadio, ha impiegato un anno per mettersi a posto. Senza tralasciare le insidie di avversari che, da sempre, non concedono nulla sul piano sportivo.
Se le cose dovessero andare male, a fine stagione, vorrei che oltre al sacrosanto addio di giocatori in prestito e in scadenza, ai migliori dirigenti d'Italia e agli allenatori più aziendalisti che capaci, cambiasse anche la linea comunicativa di Presidio: parlare di stadio nuovo, crescita societaria, Hellas Garden etc hanno un senso solo dopo aver valorizzato adeguatamente il prodotto sportivo che producono. Non so in Texas, ma in Italia ha sempre funzionato così.
NOTA: al momento, non abbiamo notizie circa il ventilato esonero di Zanetti. In questo, anche il Pisa è apparso più reattivo. Fa pensare che l'eventuale candidato, sempre secondo i media, potrebbe essere D'Aversa. Se fosse vero, questa sarebbe l'ennesima scommessa gialloblù, visto che il mister è reduce della retrocessione dell'Empoli e prima ancora del Parma, oltre ai precedenti esoneri di Sampdoria e Lecce, solo per elencare le ultime 4 stagioni di cui si è reso protagonista.
Massimo
Colonna sonora: per la situazione attuale va benissimo la meravigliosa THE MASH Suicide is Painless, cantata da The Ron Hicklin Singers.
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