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SOGLIANO (PER ORA) RILANCIA, TRA MILLE INCERTEZZE


SOGLIANO (PER ORA) RILANCIA, TRA MILLE INCERTEZZE

Da un mese a questa parte si discute spesso intorno al silenzio di Sogliano in merito al suo possibile addio e relativo passaggio ad altre società (pare infatti sia stato avvicinato da Lazio, Roma e Lecce), ma tutto si giustifica con il rispetto del contratto in essere. O si chiudeva un accordo o era inutile parlarne. Altro discorso invece riguarda il suo attuale silenzio in merito al prolungamento contrattuale proposto da Presidio: Sogliano vuole giocarsi ogni opportunità di riscatto quest’anno. Non ha senso allungare il brodo, come è costretta a fare la proprietà per recuperare l’investimento. Anche perché, se il Verona non dovesse farcela a risalire subito in serie A si tratterebbe del secondo fallimento stagionale consecutivo. Questo è chiaro a tutti, al Direttore Sportivo in primis. Tutto ciò premesso, mi sento molto sollevato. Pensare di precipitare in B lasciando (quel che resta della) baracca e burattini in mano a questa proprietà mi metteva i brividi. La serie B è difficile da affrontare, abbiamo tutti davanti agli occhi le frequenti storie di insuccesso post retrocessione dalla Salernitana alla Sampdoria, dall'Empoli allo Spezia, al primo anno del Frosinone. Al contrario, sono poche le storie di un veloce riscatto; Sassuolo, Venezia e Monza hanno potuto contare sulla conferma dei giocatori più rappresentativi (condizione improponibile per il Verona) rilanciati attraverso scelte oculate in panchina. Noi invece siamo costretti a ricostruire tutto. Per l'ennesima volta, aggiungo. Quello che ci aspetta l'anno prossimo sarà dunque un campionato completamente diverso, al quale non siamo più abituati, dove il rango non conta, si lotta su ogni pallone e ogni partita fa storia a se. E poi, ci aspettano tutti quei derby !

Sogliano, fautore oltre che autore di 3 incredibili salvezze consecutive, ha anche lui le sue responsabilità per questa retrocessione. Lo sa benissimo e, proprio per questo, ha deciso di pareggiare i conti e prendersi la rivincita. Quest'anno non ha funzionato niente. Dalla scelta dei giocatori, forse superiori tecnicamente ma senza la personalità di Duda, Lazovic e Dawidowicz che, per esigenze anagrafiche e di mercato, hanno lasciato Verona senza però essere stati adeguatamente avvicendati in campo e nello spogliatoio. Le ripetute prestazioni dignitose, anche a stagione compromessa, testimoniano che il potenziale c'era (nonostante gli infortuni), ma è mancata la guida. Poi ci sono state le fisse: dal forzato rinnovo di un Montipò in declino, alla difesa ad oltranza di Zanetti prima e al suo tardivo esonero consegnando squadra e teorica salvezza nelle mani inesperte del tecnico della Primavera trasferendo di fatto un messaggio di resa: da adesso giocate per il cartellino. Sammarco, come prevedibile, ha fatto ancora peggio di Zanetti. Possibile che ci fosse solo D'Aversa a disposizione? Magari a quel punto (il 30 gennaio) sì !. Infine Zanzi, preoccupato essenzialmente di controllare i costi, probabilmente gli ha concesso troppa delega. Gli è sicuramente mancato un confronto serio e qualificato in società, soprattutto nella tempistica delle decisioni.

Sogliano rilancia ma deve prima raccogliere i cocci che ha lasciato. Plusvalenze a parte ci sono una decina di giocatori in prestito e in scadenza, qualche ragazzo in giro da recuperare, soprattutto un ambiente da ricostruire. Chi rimane, deve essere convinto di poter dare il massimo e non sentire la serie B come un ridimensionamento professionale. Soprattutto, occorre investire in giocatori che possano essere la nuova linfa vitale del Verona. Ci vuole dunque gente affamata e ci sono da trovare nuovi leader, tutto ciò che è mancato quest'anno. E, soprattutto, un tecnico adeguato. Ma i tecnici adeguati costano.

Sogliano sa bene anche che il giochino ti prendo gratis a luglio e ti rivendo come plusvalenza a gennaio non funziona più in serie B. Sono pochissimi i giocatori che dal campionato cadetto salgono in A perché, a parità di cifre, le società cercano stranieri all'estero ( vantaggio fiscale da una parte e Stanza di Compensazione dei trasferimenti di giocatori italiani dall'altra non favoriscono il mercato nazionale), magari puntando le riserve di squadre attrezzate o campionati minori tra le formazioni che hanno fatto le Coppe. Quest'anno, ad eccezione di Motta della Lazio arrivato a gennaio dalla Reggiana e Borrelli del Cagliari (gratis dal Brescia ... fallito), non ci sono state altre occasioni vincenti. Anche all'estero la visibilità del campionato cadetto è bassa, forse l'unica eccezione è Doumbia del Venezia. Occorre quindi puntare seriamente su prospetti italiani e non avere fretta di farli crescere . Ripeto, Zanzi e le sue plusvalenze permettendo. Occorre farlo anche per adeguarsi a tutto questo movimento che sta emergendo e che tende ad individuare tra le maggiori responsabilità della crisi del nostro calcio i troppi stranieri presenti e la paura di lanciare giovani. Di conseguenza, le Nazionali Under vanno, la prima resta a casa dai Mondiali ancora una volta. Il Verona di quest'anno è stato un pessimo esempio di questo malcostume avendo in rosa solo 3 italiani (i 2 portieri e Gagliardini) e buttato via un sacco di soldi inutili in provvigioni agli agenti. Una politica che, alla fine, non solo non ha pagato ma lo ha costretto a vendere i migliori giovani della Primavera per recuperare liquidità.

Naturalmente, la volontà di rivincita di Sogliano, alla quale tutti ci aggrappiamo, non nasconde una serie di rischi. In primis, il margine di manovra economico che gli concederà la proprietà. Puscasiu ha detto che il Verona ha dovuto fronteggiare tutta una serie di pendenze ereditate dalla precedente proprietà e ora risolte, ma con la retrocessione, ha ancora meno margine di manovra economica a causa della perdita di entrate nell'ordine del 25/30% (tra diritti televisivi, sponsor e introiti gare) solo parzialmente compensata dal famoso Paracadute (25 milioni) e dall'abbattimento degli ingaggi (-25%) a fronteggiare una situazione debitoria comunque impegnativa. Soprattutto, nelle sue dichiarazioni non abbiamo colto speranze di immissione di denaro fresco da parte di Presidio, si va avanti con le plusvalenze e il risparmio dei costi. In secondo luogo, Sogliano sa di non poter più sbagliare dal lato sportivo. Un Hellas in corsa, sempre tra le prime 4 posizioni di classifica, giustificherebbe il suo desiderio di rivalsa lasciando poi il campo a decidere. Ma, un Hellas incerto e incapace di adattarsi al campionato, lo avviterebbe ad una situazione di crisi che Presidio non sarebbe davvero in grado gestire. Come non è riuscito ad affrontare le difficoltà quest'anno con una squadra mai veramente in lotta per non retrocedere.

Sogliano, nella sua storia, ha dimostrato più volte di saper difendere la categoria, ma l'ultima promozione l'ha conquistata proprio a Verona nel lontano 2012. Dopo di allora, a Genoa, Carpi, Bari e soprattutto a Padova non è più riuscito ad ottenere i risultati che avrebbe voluto. Eccezionale nel gestire le emergenze deve dimostrare a noi tifosi e a se stesso di essere in grado anche di saper costruire per vincere. La prossima sarà dunque la sua sfida più difficile, ma, con tutto il cuore, credo davvero che non poteva andarci meglio.

Massimo

Colonna sonora: Winter Has Come, Ramin Djawadi

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