Ok: siamo arrivati quarti e abbiamo ringraziato ad alta voce i meriti del nostro grande Verona per quello che ha fatto finora. Credo che pochi di noi avrebbero ipotizzato 78 punti finali (c'è chi con meno punti, in passato, è andato in A diretto). Credo, allo stesso modo, che quello che viene a partire da questo momento è decorazione, intarsio, cesellatura, cornice. Probabilmente la cosa più bella, più appariscente da vedere. Ma nessuno di noi deve dimenticare l'arte, la tecnica sottostante, l'abilità che ha permesso tanto. Questo ci consentirà di affrontare i playoff con maggiore fatalità e senso della realtà. Leggerezza. Anche perchè, nel frattempo, leggendo qua e là, ho scoperto la settimana scorsa che Sampdoria e Varese non erano proprio così contente di affrontare subito il Verona. Del resto siamo la squadra più regolare, fortissimi in casa, non perdiamo da 6 partite, anche se i 3 pareggi (con Empoli, Albinoleffe e Modena, mica con Chelsea, Bayern Monaco e Real Madrid...) sono stati poi decisivi per farci sfuggire qualcosa di più importante. E' proprio vero che la percezione del rischio cambia a seconda del percettore e in funzione del percepito.
Da parte mia, non cambia. Il Verona partecipa ai playoff per il terzo anno consecutivo, ma ritengo che l'esperienza accumulata gli anni precedenti serva a poco o nulla. È cambiata la categoria; è cambiato lo spessore delle contendenti; è cambiata persino la condizione fisica delle squadre, molto più precaria perché carica di ben 42 partite sul groppone. Inoltre, per la prima volta entriamo nel tritacarne senza il favore del pronostico. Due anni fa, si sapeva che sarebbe stato un discorso tra noi e il Pescara, l'anno scorso tra noi e la Salernitana. In entrambi i casi la finale si è disputata proprio secondo pronostico. Quest'anno invece è molto più opinabile stabilire in anticipo chi ha le credenziali giuste per vincere i playoff. Personalmente temo molto il potenziale della Sampdoria, ma è la squadra in condizioni fisiche peggiori. E poi se la vede subito con il Sassuolo, altra corazzata che ha investito molto quest'anno per la promozione e ha conquistato un importante terzo posto. Se ci aggiungiamo la pericolosità offensiva del Varese, che già l'anno scorso partecipò ai playoff, ci rendiamo conto che tutte sono temibili per qualche motivo.
Anche il Verona è percepito dagli altri come un avversario che è meglio evitare. Nonostante la tenuta di qualche giocatore importante e le difficoltà di portare a casa un risultato prestigioso lontano dal Bentegodi. Non importa. Abbiamo poca pressione societaria, un tifo da A, una squadra compatta che ha già vinto in Lega Pro, un tecnico con i fiocchi. Chi segue di sfuggita il campionato cadetto vedrebbe di buon occhio il ritorno di noi o dei doriani, mentre del Varese non interessa a nessuno e il Sassuolo è giudicato una meteora che non può permettersi neppure uno stadio proprio. Anche questo conta, nell'immaginario collettivo.
A differenza di altri, tuttavia, avrei preferito affrontare subito la Sampdoria. Non mi fido affatto della presunta stanchezza dei doriani: appena retrocessi, loro puntavano sulla risalita diretta. Hanno fatto 2 faraoniche campagne rafforzamento (in agosto e a gennaio), cambiato il tecnico e, con l'arrivo di Iachini, sono approdati ai playoff. Ora, tutto è virtualmente azzerato e per me rimangono sempre la squadra da battere. Affrontando subito la Sampdoria, a mio avviso, i gialloblu si sarebbero liberati anche da una serie di ostacoli psicologici: se eliminati, saremmo usciti probabilmente con la formazione che probabilmente verrà promossa; se li avessimo eliminati noi invece, ci saremmo caricati ulteriormente per affrontare Varese o Sassuolo con una consapevolezza diversa. Tipo il Chelsea dopo Barcellona. Inoltre avremmo potuto sfruttare subito il loro calo di condizione. più tempo concediamo, più chance avranno di riprendersi.
Ma non mi fido neppure del Varese. Non sarà certo l'avversario che abbiamo massacrato 3 a 0 la settimana scorsa. Questi ci tengono, hanno la sfrontatezza e la leggerezza di chi spera di fare una grande impresa. Inoltre, ho l'impressione che se il Verona li supera non acquisisce alcun vantaggio psicologico, visto che in campionato abbiamo fatto 7 punti più di loro e, negli scontri diretti, 4 punti su 6. Se perdiamo invece usciamo contro un avversario che, durante la stagione, non ha mai dimostrato di essere migliore di noi. Da questo punto di vista, il Verona ha solo da rimetterci.
C'è un punto però che mi rende sereno. Ci siamo lamentati tutto l'anno del fatto che Mandorlini non vince gli scontri diretti. È vero. Ma, l'anno scorso, in Lega Pro, è successo esattamente lo stesso: il suo Verona perse in casa con il Gubbio (1 a 2), in trasferta ad Alessandria (2 a 1) e a Sorrento (2 a 0). L'unica vittoria importante contro una squadra che ci ha preceduto in classifica è stata quella in casa con la Salernitana (2 a 1), venuta grazie a un calcio di rigore e un'autogol. Quest'anno, considerando le prime 6 classificate, abbiamo avuto la meglio solo con Torino e Varese, subendo però Pescara, Sassuolo e Sampdoria. Ciò non significa nulla: un conto è giocare in campionato, quando entrano in ballo il turnover, le combinazioni del calendario e la condizione collettiva, con ogni partita che deve essere inevitabilmente contestualizzata all'interno di un'intera stagione. Un altro sono i playoff, quando la concentrazione, il risultato che non concede deroghe e le alternative a disposizione si completano ed esauriscono nell'arco di 180 minuti. In questo, l'esperienza positiva dei precedenti playoff è molto più importante. Così come lo sono state le prestazioni gialloblu in Coppa, sempre esemplari anche contro avversari più quotati di noi.
Insomma, io credo che ce la possiamo giocare con chiunque. Sono playoff che non premiano e bocciano nessuno in partenza. Lo sappiamo noi e anche i nostri giocatori. Questo apre molte più possibilità di quante ci possiamo immaginare.
Massimo
Colonna sonora:
Last train home - Pat Metheny. Bellissimo il lungo video Railway version su Youtube (
http://www.youtube.com/watch?v=qmJdCpEPIWs):non solo musica, ma anche paesaggi sconfinati, fumo soffocante di locomotive a vapore, senso di avventura e orizzonti persi nell'ignoto. Playoff, insomma.