Nuove elucubrazioni. Questa volta tutte basate sui numeri. Un mesetto fa, in uno dei classici scambi di opinioni che si sviluppano all'interno del team di Hellastory (tutti momenti di grande qualità, visto lo spessore dei partecipanti ... [red face]) Davide ci illustrò uno studio che aveva fatto e che partiva dall'analisi degli ultimi 6 campionati di serie B. Queste sono state le sue conclusioni: 1) per essere sicuri di arrivare nei primi 2 serve un girone di ritorno come il primo, bisogna fare almeno altri 40 punti e non è detto che bastino vista la classifica lunga. Ricorda, a tal proposito, che la prima ha in media 85 punti (media "falsata" dalla straordinaria partecipazione della Juventus che fece la bellezza di 94 punti con 9 di penalizzazione della stagione 2006/2007), la seconda 78, la terza 75. Parliamo sempre di frequenza punti medi e non di media assoluta, in quanto fa premio la distribuzione
dei punti e non i suoi picchi. 2) da
quanto ci sono i play-off, è sempre stata promossa in serie A la terza classificata, quindi, arrivare quarti, quinti o sesti vuol dire dover poi fare una vera e propria impresa per salire di categoria. Ci sarà anche un terzo punto, che vediamo in seguito. Prima soffermiamoci su questi.
Entrambe le osservazioni ci hanno lasciato interdetti. Un po' perchè il Verona, che ha appena concluso uno strepitoso girone di andata, ricco di ben 41 punti, tanto da sorprendere un po' tutti (tifosi in primis) forse è stato avvantaggiato dalla spinta naturale della promozione e dal vantaggio di poter contare sul blocco di giocatori collaudato del campionato precedente. Allenatore capace, innesti misurati ed entusiasmo sono buone giustificazioni per tale performance. Pertanto, da qui a pensare che questa squadra sarà capace di replicare un numero identico di punti, portandosi quindi a quota 82, ne passa. Eccome.
Tra l'altro, basandoci sull'esperienza passata, appare chiaro che la quota non è di per sé sufficiente a difendere il secondo posto (come è accaduto nella stagione 2007/2008), visto il livello di punti che hanno conquistato Torino, Sassuolo e Pescara (ed Hellas stesso). Di conseguenza, quest'anno è ragionevole pensare che
l'asticella promozione sarà molto alta.
Davide, con la sua analisi, ha mostrato insomma tutta una serie di insidie che ridimensionano in parte l'eccezionalità del risultato ottenuto dai gialloblu al termine del girone di andata.
Ma non solo. Ha offerto anche qualche certezza, fondamentale: 3) se una squadra è capace di fare 41 punti nel lungo tappone autunnale, ha altissime probabilità di candidarsi ai playoff. Risultato questo assolutamente imprevedibile all'inizio della stagione. Difatti, è confortante il fatto che in passato alla sesta arrivata sono bastati (in media) la miseria di 67 punti per potervi accedere, con una punta massima di 71 punti. Obiettivo che giudico francamente alla nostra portata.
Al quale aggiungo un ulteriore elemento positivo: l'imponderabilità dei dati stessi. La storia (o forse meglio, la statistica) è infatti un utilissimo punto di partenza per verificare il comportamento medio, quello che potrebbe ripetersi in quanto già accaduto, ma non rappresenta la Verità Assoluta. Prima dell'anno scorso, in Lega Pro, mai la quinta classificata aveva vinto i playoff. Forse perchè fino a quel momento era la squadra meno dotata, quella
arrivata per il rotto della cuffia. Ebbene, contraddicendo ogni certezza, l'anno scorso sono salite in B proprio le quinte di entrambi i gironi: l'Hellas e la Juve Stabia. Ovvero, la storia a volte si nega e crea un precedente.
Però l'asticella 85/78 punti rimane un dato attendibile con il quale fare i conti. La fase di campionato che corrisponde ai mesi di gennaio e febbraio, e che conclude il secondo terzo dell'intera stagione, è stata per noi molto insidiosa. E lo sapevamo. Un po' per colpa del mercato - non tanto il nostro in quanto inesistente, quanto quello delle avversarie che si sono tutte rinforzate pesantemente - ma anche a causa degli scontri diretti che ci hanno lasciato con le ossa rotte. Ebbene, con tutte le insidie del caso, oggi il Verona ha 2 punti di vantaggio rispetto alle prime 7 gare del girone di andata. La differenza, se vogliamo, sta tutta nel successo casalingo con il Gubbio (in Umbria invece pareggiammo), perchè adesso abbiamo 4 vittorie
(Juve Stabia, Grosseto, Ascoli e Gubbio), 1 pareggio (Padova) e 2 sconfitte (Pescara e Sassuolo); 8 reti fatte, 5 subite (tutte concentrate nelle sconfitte) e non prendiamo gol da 438 minuti. Mentre invece all'epoca ne avevamo
fatte 10 e prese 9. Se dunque Mandorlini, che fa quotidianamente questi calcoli, si è posto l'obiettivo teorico finale di 82 punti (41 per 2) per poi scoprire come è messo in classifica, in questo momento sa che la squadra sta perfettamente mantenendo la media.
Aggiungo un ulteriore dettaglio, non di poco conto. Le prossime tre partite (Sampdoria, Torino e Vicenza) saranno decisive da molti punti di vista. Non solo per il valore degli avversari, ma anche per tener aperto il confronto con il girone di andata. Ebbene, l'anno scorso, tra il 5 e il 15 ottobre, combinammo un mezzo disastro: pareggiammo bene in casa con i blu cerchiati ma poi le prendemmo di santa ragione con i granata e nel derby. Se dovessimo riuscire a fare meglio della miseria di 1 punto, potremmo presentarci nell'ultima parte di campionato con un vantaggio decisivo. Ultima parte di campionato, ricordo, che fu decisivo per la nostra scalata (2 pareggi e ben 9 vittorie). Risultato che è probabilmente
irripetibile, vista la difficoltà che si incontrerà nel finale di stagione ad affrontare ogni avversario impegnato per qualche obiettivo stagionale.
Ma di questo ne parleremo a suo tempo.
Rimane da fare un'ultima osservazione. Quella legata alla velocità e allo stato di salute dei nostri avversari. Indubbiamente la sosta forzata dovuta alle cause meteorologiche ci ha favorito. Tra allenamenti saltati, recuperi affrettati, impegni accavallati un po' tutte le squadre in testa hanno rallentato la corsa. Meno male. Il Torino, ad esempio, ha battuto la Sampdoria ma ha perso a Brescia. Due gare molto difficili che fanno comprendere quanto tutto sia incerto e provvisorio. A mio avviso, i granata si stanno però riprendendo dal torpore (eccesso di sicurezza?) di fine anno e gennaio. Merito di Ventura, della faraonica campagna di rafforzamento, degli stimoli ambientali. Non è mai troppo convincente, ma la conquista del primato di classifica è un ottimo energetico. Sono curioso di vedere se il Verona sarà in grado o meno di impensierire i granata oppure se loro - con tutte le loro
complicazioni - sono e rimangono
per noi irraggiungibili.
Qualche crepa si registra anche per il Pescara, squadra che è abituata a giocare a ritmi elevatissimi e che ha sofferto molto l'interruzione forzata a causa della neve. Il pareggio esterno con l'Albinoleffe e soprattutto la sconfitta interna con la Reggina hanno mostrato che il meccanismo si è momentaneamente inceppato. Cosa che, francamente, mi ha stupito. Anche il Sassuolo ha risentito della sosta forzata e il pareggio interno con l'Ascoli ci ha permesso di recuperargli 2 punti in classifica. Tuttavia gli abruzzesi, come noi, non sono stati allestiti per lottare per la promozione, viaggiano al di sopra delle loro aspettative, pertanto l'entusiasmo gli farà recuperare rapidamente la corsa. L'occasione si presenta subito con l'eccezionale sfida di sabato prossimo con il Sassuolo, cui farà seguito il recupero del 6 marzo con la Juve Stabia. Sono curioso di scoprire quali danni sarà capace
di combinare il Pescara (a sé o agli altri) sotto stress: se è in grado dunque di agguantare il secondo posto, oppure no.
Nel bene e nel male, dunque, se siamo abbastanza sicuri che di questo passo raggiungeremo i playoff, le chance di ottenere un risultato (o un posto di classifica) ancora migliore passa anche per le prossime tre sfide micidiali. Sono queste, forse, le ultime occasioni per smentire la nostra idiosincrasia agli scontri diretti. Al di là della regolarità, infatti, se non siamo capaci di fare punti pesanti in campionato contro le grandi, con quali speranze di successo pensiamo di affrontare le sfide dentro/fuori dei playoff?
Massimo
Colonna sonora: Si può, di Giorgio Gaber