Il turno infrasettimanale ci ha fatto bene. L'impegno superforzato ha strappato via la tensione e la paura di non farcela. Ha cancellato il tempo nocivo lasciato a riflettere e a lamentarsi e dirottato testa e gambe esclusivamente nel confronto con l'avversario. Come spesso accade, la combinazione dei risultati che sono usciti fuori non è stata probabilmente quella più prevedibile, ma forse è la migliore in assoluto. Il Verona ha faticato con l'Empoli, si è appigliato ad un calcio di rigore non concesso ma alla fine ha mostrato solo tanta buona volontà e i limiti di condizione di Crotone. A Reggio invece ha tenuto bene il campo, ha sofferto il giusto e si è accorto che non era impossibile provarci. Il miracolo è riuscito al redento Berrettoni che ha colpito e affondato con un diagonale dei suoi. La settimana si è conclusa in casa con il Livorno; l'inizio ha replicato la gara con l'Empoli: Verona contro le barricate amaranto, questa volta il rigore ce lo hanno dato ma proprio l'eroe di Reggio lo ha sbagliato. Il finale, per fortuna, è sembrato più la versione di Reggio con Lepiller nel ruolo di giustiziere di turno. Complessivamente, 7 punti in 3 gare sono un buon viatico anche se, dal punto di vista della classifica, non è cambiato molto. Il Pescara in piena escandescenza è davanti a tutti, il Sassuolo alita alle suespalle, e poi ci siamo noi (oltre ai punti, contano anche gli scontri diretti). Il Torino è messo bene e gioca stasera con lo stordito Padova, teoricamente può conquistare la vetta ma la partita è pur sempre da giocare. Forza Padova! Rispetto a dieci giorni fa, tuttavia, è cambiato lo spirito dei gialloblu: sarà promozione diretta o duello ai playoff, la squadra ha recuperato quella forza dentro di sé che assicura i tifosi che non mollerà niente a nessuno. Di qui al termine chiunque sarà costretto a soffrire le pene dell'inferno quando giocherà contro di noi.
Reggio, a mio avviso, è stata la partita della svolta. Dopo 3 sconfitte esterne consecutive (Nocera, Brescia, Crotone) e con la miseria di 4 punti in 8 gare lontano dal Bentegodi, questa era una gara decisiva. O ci avrebbe affondato definitivamente ad affrontare mestamente il proseguo della stagione ai playoff, o avrebbe potuto accendere un minimo di speranza per il secondo posto. Anche il pareggio, probabilmente, sarebbe stato un risultato importante ai fini del morale (molto di meno ai fini della classifica). Ma vincere in Calabria ha restituito quella cattiveria e quel clima post Torino che a marzo ed aprile non siamo riusciti a capitalizzare. Siamo ancora in grado a giocare una partita fuori casa senza subirla caratterialmente.
A Reggio, a parte i problemi ambientali, i gialloblu affrontavano una squadra disperatamente alla ricerca del sesto posto in classifica. Ma in campo, si è visto subito, non abbiamo mai subito i nostri avversari. La squadra era reattiva, attenta nelle chiusure, propositiva. La vittoria è venuta per il coraggio e la testardaggine, interrompendo un equilibrio di fatto. Ha vinto forse non il migliore, ma quello che non si è mai accontentato. Esattamente il contrario di Brescia. Questa è stata l'occasione giusta, il salto tra chi subisce le avversità e chi le affronta per sconfiggerle. Ne sono convinto: qualunque cosa buona potrà venire di qui in futuro, prima è passata da Reggio.
E veniamo alle altre buone notizie:
- Il Verona non prende gol da 3 gare e mezzo. Lo stupendo campionato di Abbate, difensore di fascia insuperabile, autore di ben 4 reti, si illumina anche di giudiziose prestazioni da centrale, vecchio ruolo che ricopriva quando era a Piacenza. Per la nostra difesa il non aver concesso nulla a gente come Tavano, Maccarone, Ragusa, Bonazzoli, Paulinho e Dionisi è stato davvero un risultato importante. Bene così.
- Si è fermato Gomez che non segna da 4 gare. Oltre a lui, Ferrari e Pichlmann continuano a lottare con i loro incubi, mentre Bjelanovic ha realizzando un'incredibile doppietta con il Bari che ha del miracoloso visto il modestissimo Bjelanovic di questo campionato. Un contributo esagerato che non modifica il giudizio negativo. Per fortuna ci sono stati altri a prendere in mano la situazione: Berrettoni in primis, autore di 3 reti nelle 6 ultime gare; Lepiller in secundis, decisivo con il Livorno (dopo Modena e Grosseto); e perfino Galli, che si è ripreso dai problemi fisici e ha dimostrato di essere una buona alternativa sulla trequarti. Insomma, nel momento cruciale della stagione, proprio quando il nostro bomber sta incontrando qualche difficoltà, il Verona ha trovato in panchina giocatori che riescono ad essere decisivi. Del resto, il terzo miglior attacco della categoria, con un solo giocatore in doppia cifra, è conseguenza diretta del numero impressionante di realizzatori (16).
- L'Hellas ha sbloccato le ultime 2 gare negli ultimi 10 minuti. Questo significa che la condizione fisica è ancora accettabile e quella mentale è pienamente recuperata. Il Verona ha rotto il fiato, come si sul dire. Non è bulimico come il Pescara e neppure regolare come Torino e Sassuolo. Ma Mandorlini è riuscito a trovare un equilibrio tale che riesce ancora acompensare le difficoltà della squadra e a contrastare efficacemente la tenacia degli avversari.
In termini di probabilità di promozione diretta, a questo punto, ogni ipotesi è valida. All'interno del Team di Hellastory le posizioni divergono moltissimo: si passa dall'entusiasmo di Valeriano, al possibilismo di Enrico, alla prudenza (scaramantica?) di Davide ed Andrea, all'agnosticismo statistico di Carlo. Da parte mia, non riesco proprio ad andare oltre alla singola giornata e preferisco concentrarmi a cogliere esclusivamente i segnali che vedo.
Certo, i prossimi 10 giorni saranno decisivi. I successivi, e quindi ultimi 180 minuti, saranno molto condizionati da quello che succederà nel prossimo turno e nei recuperi del 15 maggio perchèPescara – Torino, Torino – Sassuolo e Pescara – Livorno (partendo dallo 0 a 2) sono gare in grado di cambiare il corso della storia. Proprio come “elClasico” Barca – Real messo inopportunamente in mezzo alle semifinali di Champions League che ha finito poi per aiutare clamorosamente il Chelsea e il Bayern Monaco a conquistare una finale alla quale in pochi credevano. Naturalmente noi dobbiamo fare il nostro dovere a Bergamo contro l'Albinoleffe retrocessa e sperare che il Livorno, ancora sconvolto dalla morte di Morosini ed entrato in crisi nera (5 sconfitte consecutive), sappia resistere in pochi giorni al Sassuolo prima ed al Pescara poi. Ma, se non fanno risultato, i labronici rischiano realmente di retrocedere.
Il Verona ha forse poche possibilità di conquistare il secondo posto in classifica. Deve vincerle tutte, sperare che il Sassuolo molli qualcosa e si perda per strada e fare la corsa sul Torino. I punti sprecati in trasferta ora si fanno sentire. Però, se la promozione diretta dovesse sfuggirci, lo spirito di Reggio mi rassicura in ottica playoff. A quel punto salteranno molti valori e noi restiamo pur sempre la squadra che ha meno da perdere e che ha appena superato il suo momento difficile. Vediamo dunque quello che succede.
Massimo
Colonna sonora: ho scoperto, da pochi giorni, una nuova versione di On Green Dolphin Street, sorprendente e molto fresca grazie all'accoppiata Eric Dolphy – Freddie Hubbard. L'epoca è sempre la stessa (1960), ma lo sforzo interpretativo mi ha colpito per comesi riesce ad arrivare ad un ottimo risultato uscendo un po' dai canoni. O meglio, imponendo semplicemente il proprio. Come il Verona odierno che si batte, combatte, fa quello che può e porta a casa il risultato anche grazie ai giocatori della panchina.