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HELLAS VERONA / Flashback

FLASHBACK: UN RICORDO DI NAPOLI-VERONA!

Hellastory: Flashback

FLASHBACK:  UN RICORDO DI NAPOLI-VERONA!
FLASHBACK:  UN RICORDO DI NAPOLI-VERONA!

«Ogni partita che il Calendario mette a disposizione rappresenta un'incognita futura, ma anche la ripresa di un evento legato al glorioso passato gialloblu. «FLASHBACK» vuole proprio recuperare la nostra memoria storica, nei suoi momenti più felici o più tristi, non importa, da riproporre a tutti i tifosi gialloblu.

Il ricordo, questa volta, è di Massimo e va a una sfida Napoli-Verona della stagione 1982-83. Per completezza vi presentiamo anche il tabellino di quella gara, nonché la foto del gol e la scheda del protagonista di quella partita, Pierino Fanna».

02/01/1983 NAPOLI-HELLAS VERONA 1-2

Ho sempre avuto un certo imbarazzo a seguire il Verona a Napoli.

Forse un po' a causa della distanza, o dell'ambiente che trovi. Ma anche delle brutte figure che ci ha abituato il Verona quando gioca da quelle parti.

Ancora adesso mio padre mi racconta di quella partita del 1957/58, al primo anno in assoluto in serie A: ti fai 800 + 800 Km e vedi la tua squadra sommersa per 6 a 0! Un disastro assoluto! E poi anche oggi, ogni volta che la televisione celebra il divino Maradona, perché mostra sempre quell'incredibile gol da centrocampo che beffa in maniera impossibile il nostro povero Giuliani? Va bene onorare la perfezione balistica di questo campione, ma perché proprio noi dovevamo fare quella figura barbina? Che vergogna, ragazzi!

Però nella vita è giusto provarle tutte. E così nella stagione 1982/83, partimmo in 3 col treno alla conquista di Napoli. Che emozione! Ovviamente avevamo creato un alibi che, se le cose fossero andate male, ci saremmo fatti comunque una passeggiata a via Partenope e mangiati una pizza a livello da Ciro a Mergellina. E' facile imbrogliare se stessi in certe situazioni.

Il treno si fermò a campi Flegrei, la stazione più periferica di Napoli, e lì, con nostra sorpresa, scoprimmo che il quartiere Fuorigrotta è l'unico posto della città dove non si vede il mare. Che delusione! Ma 200 metri oltre il piazzale della stazione, si erge il mostruoso stadio San Paolo.

Non so chi di voi è entrato in quello stadio. Ciò che ha visto, non lo dimentica più. Immaginate uno stadio grande il doppio del Bentegodi, con il triplo delle persone che siete abituati a vedere la domenica, tutti impegnati a cantare, urlare, battere già da un paio d'ore prima dell'inizio della partita. Da pelle d'oca! Uno spettacolo del genere, l'ho visto solo allo stadio Olimpico quando gioca la Roma. Chiunque si trova lì, si sente già in partenza in inferiorità numerica. E davvero preferirebbe essere altrove. Magari a farsi una passeggiata nel lungomare.

L'ingresso in campo dei giocatori, ci riportò ai significati veri della nostra missione: il Verona in elegante completo giallo e bordi blu, e il Napoli in assoluto azzurro cielo. Cominciò finalmente la partita e, credetemi, non sembrava davvero di giocare in trasferta. Certo quel Napoli non era una grande squadra, molti giocatori erano alla fine della loro carriera, ma gente come Kroll, Diaz, Ferrario e Vinazzani sapevano stare in campo. Eccome. Viceversa, Bagnoli aveva messo su una squadra organizzatissima, strafottente come tutte le formazioni neo promosse, pronta a ribattere colpo su colpo e a vendere cara la pelle: Penzo, davanti a tutti, a prendersi le legnate di Amodio e Ferrario, cercava di continuo Dirceu e Pierino Fanna; dietro a loro, Guidetti, un grande ex partenopeo a dirigere il traffico e a farsi rimpiangere; in difesa infine, gente tosta e senza scrupoli come Spinosi, Volpati, Tricella e Oddi. Bestiale!

Così, meritatamente, Fanna si trovò nel posto giusto al momento giusto e con un gran diagonale infilò Castellini. Niente di più di quanto avevamo meritato fino a quel momento. Solo che, a questo punto, 60.000 tifosi napoletani e 11 giocatori in maglia azzurra l'avrebbero fatta pagare a 3 tifosi veronesi con i loro 11 poveri compagni di sorte gialloblu.

In realtà la matematica talvolta è bizzarra, e i conti non sempre tornano. I padroni di casa entrarono in confusione e i ragazzi di Bagnoli, concentratissimi, sfrecciavano fulminei da tutte le parti alla ricerca del raddoppio. Poiché la stupidità umana non ha limiti, ogni volta che ci avvicinavamo in contropiede alla porta di Castellini io, temendo che i nostri sbagliassero il gol, chiudevo rigorosamente gli occhi e urlavo dalla paura. E fu così che persi, alla grande, il secondo gol dell'uomo più veloce e più bravo al mondo: ancora Pierino Fanna.

Il cielo si oscurò. Forse venne persino a piovere: avevamo riscritto la storia. E una volta tanto, non ci dovevamo vergognare di quello che era successo in quello stadio.

Quando finì la partita, uscimmo con pudico silenzio (anche perché non avevamo più voce) ma con il cuore impazzito di gioia. E fu allora che, rivolgendomi al più vecchio della mia piccola compagnia, gli chiesi esterrefatto: «Ma cosa è venuto a fare a Verona uno come Fanna?». Con la saggezza della sua età (ha solo 18 mesi più di me) e l'estasi del miracolo che si era appena celebrato, mi rispose semplicemente: «Grandi cose! Vedrai, grandi cose!»


Massimo

[Leggi la scheda di Pietro Fanna]

Hellastory, 21/01/2004

Napoli, 02.01.1983. Serie A, Giornata 14

Napoli 1

SSC NAPOLI
  60' Pellegrini

Castellini; Celestini, Amodio, Ferrario, Krol; Iacobelli, Vinazzani, Dal Fiume (46' Vagheggi), Diaz (73' Scarnecchia), Criscimanni; Pellegrini.
ALL. Pesaola

ARBITRO

G.Menicucci della sezione di Firenze (FI)

Spettatori: 29.850 paganti, 33.632 abbonati.

[1949]

IL VERONA SI ARRENDE. E NOI CON LUI


Ognuno di noi si racconta una storia per mettere a tacere i propri fantasmi. La mia storia sul campionato del Verona ha sempre fissato come obiettivo limite la classifica dopo la trasferta di Sassuolo. Uno spartiacque per capire se, in un modo o nell'altro, ci sarebbero state ancora possibilità e speranze di salvezza. Gennaio e febbraio, infatti, per un gioco di combinazioni, hanno offerto l'opportunità di recuperare punti contro avversari non impossibili (Milan e Napoli a parte), ci sarebbero stati poi nuovi stimoli provenienti dal mercato e alla fine avremmo individuato obiettivi concreti a cui aggrapparci. Da marzo in poi gli avversari e la loro motivazione avrebbero reso tutto molto più complicato, per concludere con un maggio impossibile contro Juventus, Como, Inter e Roma. La salvezza doveva essere a nostra portata già da oggi e poi difesa, partita dopo partita, con stimoli diversi. Giusta o sbagliata che sia la mia ipotesi ha avuto comunque il merito di darmi pazienza e speranza (col tempo sempre più ridotte), di costruirmi una narrazione, di rinviare la presa di coscienza verso ciò che stava accadendo in realtà. Fallita anche l'ultima prova mi accorgo che, forse già da tempo, il Verona si è arreso.

[continua]

Qual è stato il miglior gialloblu in campo in

Bologna-H.Verona?



Bologna    H.Verona


Akpa-Akpro J.

Bowie K.

Bradaric D.

Edmundsson A.

El Musrati A.

Frese M.

Gagliardini R.

Harroui A.

Montipò L.

Nelsson V.

Orban G.

Oyegoke D.

Sarr A.

Suslov T.

Valentini N.


 


Riepilogo stagionale e classifica generale




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