Tempi duri per l'Hellas e per i giornalisti che devono tutti i giorni inventare qualcosa in grado di attirare l'interesse di tifosi sempre più avviliti in questa stagione che tra papere, infortuni, mancanza di gioco, di soldi e di idee è diventata più di una “via crucis”.
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Capita così che per ammazzare la noia ci si metta a perculare i tifosi, rei di aver chiesto più e più volte la testa di quel bravissimo toso di Zanetti. Cosa abbia fatto a Sogliano e a certi giornalisti non ci è dato capire, tuttavia dopo mesi in cui il Bentegodi è stato costantemente violato da qualsiasi squadra e le vittorie casalinghe in due anni si contano con le dita di una mano, nessun tifoso gialloblu ha provato vergogna o amarezza nel vedere l'empatico oratore vicentino fare le valigie e togliere finalmente il disturbo.
Ma dato che al peggio non c'è fine, ecco che gli stessi appassionati giornalisti pubblicano nel medesimo giorno un bel copia-incolla dal sito calciofinanza.it dal quale emerge che - udite udite - l'Hellas è nell'Olimpo delle squadre più indebitate della serie A, addirittura davanti alla Lazio, la cui situazione finanziaria è sotto gli occhi di tutti.
Copia-incollare una notizia del genere senza nessuna spiegazione a corredo e senza nessuna contestualizzazione non può che avere l'effetto di creare ulteriore panico e disorientamento tra tifosi già rassegnati e disperati. Ecco allora chi invoca l'intervento della Guardia di Finanza, chi dei Tribunali Fallimentari, chi ipotizza milioni di euro trafugati nottetempo da vecchi e nuovi faccendieri che ruotano intorno al mondo gialloblu.
Immaginando che nella conferenza stampa fissata per oggi difficilmente il Presidente Zanzi, su specifica richiesta di questi giornalisti, possa andare oltre il solito vuoto giro di parole cui ci ha tristemente abituato, proviamo noi a fare un po' di chiarezza, per onore di verità.
La domanda di tutti è: come è possibile che l'Hellas Verona sia sempre costretto a vendere e a fare plusvalenze e ciò nonostante sia tra i club più indebitati? Dove finiscono i soldi? In una spiaggia caraibica? E chi li ha portati via: Setti o Presidio?
Proviamo a dare risposta:
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Punto 1: l'Hellas per sopravvivere in serie A ha bisogno almeno di 25 milioni di euro di plusvalenze all'anno. I ricavi da stadio, nonostante la sempre assidua e nutrita presenza dei tifosi (stabilmente nella Top 10 per numerosità), superano di poco i 5 milioni di euro l'anno (e su questo fronte siamo in fondo alla classifica della massima serie perchè i prezzi medi di ingresso al Bentegodi sono molto bassi, sicuramente penalizzati dalla vetustà e scarsa attrattività dello Stadio). Con 5 milioni di euro la Società non paga nemmeno un mese e mezzo degli stipendi di giocatori e staff che da anni superano i 40 milioni di euro l'anno.
Vero che ci sono anche altre fonti di ricavo (diritti tv in primis, sponsor, merchandising, e da quest'anno, grazie a Presidio, anche birre e hot dog) ma è ormai un dato consolidato che i ricavi extra player trading dell'Hellas si aggirino intorno ai 60 milioni di euro l'anno a fronte di costi che superano gli 85 milioni considerando interessi passivi e imposte. Quindi teniamolo bene a mente: i primi 25 milioni di plusvalenze che l'Hellas realizza ogni anno (se ha la capacità di farlo) non finiscono in nessuna spiaggia caraibica ma servono a far arrivare la Società a fine stagione! Solo tifosi, sponsor e tv, spendendo di più, possono ridurre questa necessità in un'ottica di società che si auto-finanzia.
Punto 2: nel mondo del calcio nessuno paga a vista. Anzi, e la recente cessione di Giovane lo testimonia bene, le formule di vendita sono sempre più creative con l'intento di dilazionare il più possibile i pagamenti. Le società hanno la possibilità di incassare subito tutto o parte di questi crediti (in base alle necessità) scontandoli a società finanziarie, generando, a fronte di questi crediti commerciali di lungo termine, liquidità e debiti finanziari. In una società come l'Hellas che fa tantissimo player trading questo fenomeno è estremamente gonfiato perché a tante cessioni corrispondono tanti crediti "lunghi" verso società calcistiche e di conseguenza maggior necessità di scontarli generando debiti finanziari più alti.
Punto 3: si evince che guardare solo i Debiti finanziari non dà una foto precisa della situazione debitoria di un club. E' come dire che LeBron James è obeso perchè pesa 120 kg, ignorando che è alto 2,06 metri ed è un ammasso di muscoli. Va vista l'intera foto che, nel nostro caso, è rappresentata dall'indebitamento netto, ossia la differenza tra crediti e debiti di qualsiasi natura. E qui il quadro dell'Hellas migliora significativamente dato che il club veronese ha 106 milioni di euro di attivo circolante (77,8 milioni di euro sono crediti verso società calcistiche) che sicuramente aiuterà il club a pagare l'ingente indebitamento lordo, pari a 155 milioni di euro. L'indebitamento netto, come si vede dalla seguente tabella, si riduce a 49,1 milioni di euro. Solo Lecce, Monza, Fiorentina, Empoli e Venezia avevano un indebitamento netto inferiore in serie A al 30/06/2025 peraltro tre di queste società (Monza, Fiorentina e Venezia) si trovano in posizione migliore solo perchè i proprietari continuano a ricapitalizzare le società coprendo le perdite di bilancio.
Si badi bene, anche 49,1 milioni di euro sono una cifra molto importante e pericolosa da gestire in caso di retrocessione in serie B e nel caso in cui Presidio, come Setti, si ostini a non scucire soldi di tasca propria in caso di necessità.
| Squadra | Ricavi | Costi | Plus/minus | Risultato netto | Debiti netti |
| Lecce | 55,5 | 83,4 | 52,5 | 20,2 | 18,8 |
| Monza | 63,1 | 136,5 | 20,0 | -48,0 | 26,1 |
| Fiorentina | 142,4 | 216,2 | 56,1 | -23,2 | 27,8 |
| Empoli | 49,9 | 69,5 | 23,5 | -0,3 | 34,8 |
| Venezia | 43,2 | 86,8 | 8,6 | -36,5 | 48,0 |
| Verona | 70,0 | 102,0 | 31,1 | -4,7 | 49,1 |
| Udinese | 69,4 | 130,2 | 71,8 | 2,9 | 55,5 |
| Parma | 40,0 | 103,7 | -0,6 | -63,3 | 56,7 |
| Bologna | 146,7 | 201,6 | 77,4 | 14,0 | 70,5 |
| Torino | 76,1 | 114,8 | 58,4 | 10,4 | 77,2 |
| Atalanta | 220,0 | 261,7 | 100,9 | 37,9 | 77,3 |
| Cagliari | 63,8 | 76,3 | 6,3 | -7,7 | 87,9 |
| Como | 48,5 | 156,4 | 2,9 | -105,1 | 103,5 |
| Genoa | 99,7 | 147,4 | 20,3 | -33,3 | 136,2 |
| Napoli | 188,3 | 315,5 | 102,5 | -21,4 | 137,1 |
| Milan | 438,6 | 477,6 | 55,1 | 3,0 | 183,9 |
| Lazio | 146,0 | 174,0 | 11,1 | -17,2 | 235,7 |
| Roma | 240,4 | 301,9 | 26,4 | -53,9 | 447,7 |
| Inter | 552,6 | 482,0 | 14,4 | 35,4 | 520,9 |
| Juventus | 439,8 | 559,4 | 89,7 | -58,1 | 533,5 |
Punto 4: la foto è datata 30/06/2025. Successivamente a quella data il Verona ha incassato quasi 23 milioni di euro dal mercato estivo con le cessioni di Ghilardi, Tchatchoua e Agbonifo ed altri 30 milioni a gennaio con le cessioni di Giovane, Tavsan e Cissè. Sono stati invece spesi circa 16 milioni per gli acquisti di Belghali, Bradaric, Bella Kotchap, Bowie ed Edmundsson. Il saldo è quindi positivo di 37 milioni di euro che consentono già di coprire il sopra citato buco di circa 25 milioni all'anno della gestione corrente e di abbassare con la parte rimanente il monte di indebitamento netto. Al 30/06/2026 è pertanto presumibile che la situazione debitoria registrerà un miglioramento significativo tanto più se, come immaginiamo, ci saranno altre dolorose plusvalenze ad aggiungersi alla lista (Bella-Kotchap e Belghali?).
Con questo non intendiamo assolvere nulla dell'operato di Presidio che in questo primo anno è stato disastroso su tutti i fronti, da quello sportivo a quello patrimoniale/finanziario dove sarebbe stato necessario iniettare una ventina di milioni di euro (rendendo più rotondo l'investimento che si è limitato ai 30 milioni di euro versati a Setti) per patrimonializzare a dovere la Società e dare una prospettiva più solida al club. Invece, in piena ottica di fondo speculativo, Presidio ha preferito proseguire nel cammino dell'autofinanziamento e si troverà ora con una gatta durissima da pelare se, come sembra ormai molto probabile, a fine stagione ci sarà la retrocessione in Serie B e se, ancora peggio, l'Hellas non sarà in grado di tornare immediatamente in serie A.
La situazione è seria e non va minimizzata ma i bilanci sono alla luce del sole e non c'è bisogno né di Guardie di Finanza né di Tribunali fallimentari per capire dove siano finiti i soldi incassati dal club dalle dolorose cessioni dell'ultimo anno (su chi li ha preceduti invece qualche velo pietoso andrebbe steso).
Francesco