Lo scorso 8 gennaio Zanzi, Presidente esecutivo del Verona (immagino che questo sia il ruolo visto che dopo 1 anno, nel sito ufficiale, l'organigramma è ancora Coming Soon ...) ha rilasciato una bella intervista all'interno del programma televisivo Diretta Verona e, con fare molto rilassato, ha lodato un anno di Presidio (il bilancio è molto positivo), felice di avere con sé Sogliano (il miglior direttore sportivo d'Italia) e come obiettivo quello di fare un grande Verona e lo stadio è tra gli asset principali per la crescita calcistica. Peccato solo per la classifica, un dettaglio trascurabile. Del resto, l'impresa di Napoli lasciava intravvedere una decisa inversione del trend negativo per rimontare e poi c'era comunque il mercato invernale, che ci ha salvato gli ultimi 3 campionati, a darci sicuramente una mano. Ebbene, dopo quella partita abbiamo perso 4 gare su 5 e dal mercato non è arrivato finora praticamente nessuno in grado di cambiare la storia. Anzi, abbiamo perso Giovane, l'unico in grado di combinare qualcosa da centrocampo in su. Il vuoto comunicativo di Zanzi, che lo fa assomigliare molto di più ad un politico di inizio millennio, dove l'effetto mediatico e il sorriso rassicurante (va tutto bene, siamo eccezionali, non parliamo però di numeri, mi aspetto grandi cose, ci stiamo impegnando al massimo ...) si scontrano con una realtà sconcertante: se tu produci calcio e il tuo prodotto è costantemente in fondo alla classifica, di cosa stiamo parlando Presidente? C'è qualcos'altro di più importante?
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