LA PARTITA
Finisce 17-10 a favore dell’hellaswall l’attesa amichevole contro i frequentatori del guestbook di hellastory. Il risultato però non deve trarre in inganno circa l’andamento della partita: l’hellaswall ha infatti preso il largo solo negli ultimi minuti di gara, quando l’hellastory ha mollato del tutto gli ormeggi. Dopo l’iniziale vantaggio degli arancioni di hellastory, i blu di hellaswall hanno sempre mantenuto 1 o 2 gol di vantaggio per poi dilagare nel finale. I gol sono fioccati con una frequenza inversamente proporzionale al fiato delle squadre in campo. A tratti la particolare acustica del «fungo» faceva rimbombare versi e grugniti animaleschi, qua e là intermezzati da passi del Vangelo secondo Mosconi che soprattutto i membri dell’hellaswall citavano a memoria, e da frasi smozzicate del tipo: «Goooooooog, le man! Meteghe le man!» Partita comunque godibile che ha messo in risalto alcune individualità di tutto rispetto ed altre assolutamente aliene dal gioco del calcio.
Per l’hellastory prestazione encomiabile da parte di Canegrandis che ad onta della chioma sale e pepe si rivela centrale difensivo rocciosissimo (voto 8), ottimi anche Alberto (7,5), Enrico (7) e Dandy (7,5) che, nei tocchi e nel passo mostrava doti smaccatamente sudamericane. Completavano la squadra di hellastory Teo (7), che sulla fascia ricordava il miglior Cassani, Zi (7), quintessenza di Gervasoni e poi, i punti dolenti Andrea (genio della tastiera ma poco avvezzo a spedire la palla in rete) e Davide, ottimo elemento da dopo-partita ma triste realtà tra i pali, per entrambi una sufficienza risicata. Dall’altra parte un hellaswall arcigno e ben messo in campo, come testimoniano le pagelle di Cris:
«Gog voto 8: grandi parate, a metà tra le parate di piede di Garellik e le prese plastiche di giaguaro Castellini. SARACINESCA! Hellassacheizuga voto 8: tempestivo e puntuale nelle chiusure, attento nel gioco aereo, imposta senza sprecare un pallone. ROCCIA! Motosega voto 8: dinamismo e intelligenza al servizio della squadra. Forse la chiave tattica che ha fatto saltare i meccanismi degli avversari. SUPERLATIVO! The Snake voto 8: incontenibile da laterale, ottimo in avanti e in copertura. UOMO OVUNQUE! AR voto 9: semplicemente.....AR, alcune reti da standing ovation. IMMENSO! Odorissi voto 8: è forse l'uomo chiave, carica i suoi a suon di birre e pizzette prima della gara. Mezzo voto in meno per non avermi detto (dopo 1000 raccomandazioni) dell'arrivo delle nuove felpe, mezzo voto in più (e quindi semo pari!) per essere arrivato al campo con il sacchetto di naylon con acqua, birre e spumante. Non giocava da 3 anni, gol da cineteca, scivolate e un out che rimarrà nella storia. ANTIDOPING!»
Cris voto.....: l'unico a non aver partecipato al concitato prepartita. Solo per questo dovrà lavare l'onta...nell'alcool!!!
Il voto a Cris lo diamo noi e, tanto per non fare ingiustizie, diciamo pure 8.
IL DOPO-PARTITA
La scelta del bistrot «da Silvion» come locale per il dopo-cena, smentisce, se ancora ce n’è bisogno, il luogo comune che vuole i tifosi dell’Hellas beceri, maleducati e violenti. La compagnia, privata purtroppo della presenza di alcuni protagonisti della partita, è stata fatta accomodare nella saletta-suite riservata con vista su Porta Nuova, prenotata con mesi d’anticipo. Silvion in persona ha accolto i butei con il consueto bon-ton, mentre si univa alla compagnia anche Zordan, vicentino di fede gialloblu, accolto calorosamente con un coro di benvenuto da brivido! Nonostante il ricco menù-a-la-carte, tutti i butei hanno optato per la pizza della casa e al posto dell’ormai abusato champagne hanno accompagnato il prelibato piatto con birre selezionate d’abbazia, servite in raffinate caraffe di cristallo temperato. La suite, con il suo perfetto equilibrio architettonico, esempio di stile in bilico tra passato e presente, il sobrio sottofondo musicale (il cantatù di Silvion) e la predisposizione dei presenti alla conversazione colta, hanno contribuito a rendere indimenticabile, ed unica, l’atmosfera della serata. L’uso di ingredienti di prima qualità, e la perfetta dosatura degli stessi, fanno della pizza di Silvion un piatto unico sostanzioso ma nello stesso digeribilissimo, una vera e propria icona della cucina moderna in cui gusto, leggerezza e contenuto energetico si sposano perfettamente. Per quanti però non fossero ancora sazi, l’ottima porchetta di Lampedusa ha offerto la possibilità di arricchire ulteriormente il palato con il sapore antico di una specialità che gli archeo-dietologi fanno risalire a qualche migliaio di anni prima di Cristo. La porchetta offerta da Silvion infatti, è stata rinvenuta accanto alla mummia di un pescatore fenicio che gli esami al carbonio14 hanno datato attorno al 2800 a.c. Studi successivi hanno mosso qualche dubbio sul fatto che la bestia in questione fosse un suinide, sembra infatti che si tratti di un mustelide di grosse dimensioni, tipico dell’area mediterannea chiamato «panteganicus vulgaris zozzum et sporcum». Il pezzo forte del bistrot però, com’è noto, sono i distillati. Silvion esordisce offrendo ai presenti un’intera bottiglia di «amaro del frate» (probabilmente frate Bisceglie n.d.r.). Ma il momento più atteso, il vero «pezzo forte» del locale, è la cosiddetta «roulette russa del distillato». Funziona così: Silvion prende tanti bicchieri quanti sono gli ospiti e in 2-3 ci versa qualche amaro o grappa, in tutti gli altri… quello che capita. Può succedere di bere dell’idraulico liquido, del wcnet, del detersivo per piatti, fino al fatale topicida «kaputtratt!» che si presenta abbastanza denso, con sfumature verdognole e un sapore che richiama le erbe alpine. La serata si conclude nella sala convegni, dove la compagnia segue sul megaschermo al plasma, le performance delle pattinatrici artistiche. Come tutte le cose belle, però, la serata ormai è alla fine. Pagato il conto, la compagnia si scioglie e i butei si disperdono, nella triste notte veronese, bagnata da una pioggia malinconica e anonima come la classifica dell’Hellas. È già, finita la baldoria si torna alla realtà e… se troviamo quello che ci ha fatto innervosire…
Davide