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BILANCI 2012-2020: ANALISI DEGLI 8 ANNI DI GESTIONE SETTI

Parte 2

 

 

IL GATTO E LA VOLPI. Nella prima parte di questo speciale sui primi 8 anni di presidenza Setti, abbiamo dato un giudizio molto severo sulle ricadute economiche della gestione sportiva di Sogliano. Ad onor del vero, è arrivato il momento di fare una considerazione che va in parte a sua discolpa: i suoi 3 anni di gestione economica così onerosa, rispetto a chi lo ha seguito, non sono stati solo il frutto del suo modo dispendioso di operare sul mercato, ma sono dipesi anche dal fatto che – evidentemente – quel Verona godeva di disponibilità economiche che poi non ha più avuto.
Nella tabella seguente abbiamo riepilogato la storia degli apporti (e distribuzioni) di capitale da parte dei soci del Verona (ossia da parte delle società controllanti che si sono succedute negli anni, tutte ovviamente riconducibili a Setti). Non sappiamo quale sia stato l'investimento iniziale di Setti per rilevare la Società dal povero Martinelli (all'epoca i giornali parlarono di un costo dell'operazione di circa 10 milioni di Euro, ma purtroppo i bilanci della società gialloblu non possono aiutarci a chiarire questa informazione). Di certo c'è che, dopo l'acquisto dell'Hellas, Setti ha iniettato nuovo capitale (principalmente per coprire le perdite d'esercizio e tecnicamente tramite denaro fresco o rinuncia ai crediti) nel 2012/13 per 3 milioni di Euro, nel 2014/15 per 2,5 milioni di Euro e nel 2015/16 per 7,5 milioni di Euro, per un totale di 13 milioni di Euro. Nella stagione 2019/20, per la prima volta, il Verona ha distribuito utili e riserve, per complessivi 7,1 milioni di Euro, restituendo quindi al proprio socio parte dei conferimenti effettuati in precedenza.

Tabella 3. Gli apporti netti di capitali all'Hellas Verona negli anni di presidenza Setti
Tabella 3. Gli apporti netti di capitali all'Hellas Verona negli anni di presidenza Setti

Cosa ci dicono questi numeri?
In prima istanza, che il Verona nei primi 3 anni di gestione Setti ha potuto cumulare perdite, che sono state coperte appunto con i 3 apporti di capitale di cui si è detto; dal 2016 in poi, invece, tutta la gestione è stata improntata con lo scopo principale di garantire l'autosostentamento alla società.
In secondo luogo che Sogliano, evidentemente, aveva una capacità di spesa che poi non è stata data ai suoi successori e questo spiega in parte la sua gestione più onerosa.
In terzo luogo, pur non volendo trarre conclusioni certe da circostanze che, per la loro voluta opacità, non lo sono, è facile notare come questa storia di apporti e distribuzioni di capitale mostri una coincidenza che appare non casuale con i fatti raccontati dai giornali relativamente ai rapporti tra Setti e Volpi (rapporti che, è bene precisarlo, risalgono in origine ancora a prima dell'acquisto del Verona). I legami tra Volpi, Setti ed il Verona sono stati parecchio chiacchierati negli anni, si è parlato di Volpi come socio occulto dell'Hellas ma Setti ha sempre smentito in maniera secca queste voci (nel novembre 2015 le definì in un'intervista a Telearena "leggende metropolitane" e nei mesi/anni successivi sono fioccati numerosi comunicati ufficiali sull'argomento). Quel che è certo è che il castello di società messo nella catena di controllo dell'Hellas Verona, ricorrendo anche a sedi in Lussemburgo e più volte smontato e rimontato negli anni in un tourbillon di creazione e cessazione di newco gestite da amministratori più o meno sconosciuti, appare inutilmente complicato se si fosse potuto e voluto operare in tutto e per tutto alla luce del sole. Nel 2017 i complessi intrecci societari a monte del Verona finirono nel mirino anche degli organi inquirenti e la Procura della FIGC aprì anche un'inchiesta che si concluse con la conferma che proprietario dell'Hellas Verona era Setti e nessun altro. D'altro canto il rapporto di Volpi con Setti - la cosa diventerà più chiara solo successivamente - non riguardava capitale di rischio ma capitale di debito. Debito contratto appunto dalle società riconducibili a Setti a monte della catena di controllo del Verona e che i giudici, nel dicembre 2019, hanno quantificato pari a 18 milioni di euro (comprensivi di 5 milioni di interessi, stando alle cifre qui riportate), da restituire in ultima istanza proprio a Gabriele Volpi. Questi importi mostrano una straordinaria coincidenza con il valore degli apporti al capitale del Verona nei primi anni della gestione Setti. Tutto lascia pensare, insomma, che nei primi anni Setti abbia goduto di un cospicuo supporto finanziario, sulla carta non a fondo perduto ma gli accordi informali tra le parti magari prevedevano altro, che hanno giustificato gli investimenti ingenti degli anni di Sogliano. Successivamente, forse perché qualcosa nella vecchia amicizia tra Volpi e Setti si è rotto o semplicemente perché i debiti sono arrivati a scadenza e Volpi (consigliato dal chiacchieratissimo collaboratore Fiorani?) non ha voluto concedere nuove dilazioni, dapprima questo supporto è venuto meno e poi, dopo le resistenze iniziali, hanno cominciato a farsi incalzanti le richieste di restituzione dei soldi prestati, a suon di ricorsi in tribunale. La distribuzione dei 7,1 milioni di Euro deliberata nel corso della stagione 2019/20, avvenuta proprio nei mesi in cui una sentenza dichiarava il fallimento della società H23 su iniziativa di Volpi (difficile pensare ad una semplice coincidenza), potrebbe essere destinata proprio ad onorare parte di questo debito; se così fosse e se le cifre riportate sui giornali fossero corrette mancherebbe ancora una fetta cospicua di rimborsi prima di chiudere la questione.

PLUSVALENZA PER LA SOPRAVVIVENZA. Il quadro sopra descritto aiuta a capire le dinamiche delle operazioni di mercato messe in atto dal Verona nel corso degli anni.

Tabella 4. Totale acquisti e cessioni Hellas Verona negli anni di presidenza Setti
Tabella 4. Totale acquisti e cessioni Hellas Verona negli anni di presidenza Setti

In otto stagioni di presidenza Setti e fermandoci quindi al 2019/20, il Verona ha acquistato calciatori per una spesa complessiva di 71,1 milioni di Euro, incassando dalle cessioni 91,2 milioni di Euro; il saldo netto positivo è di 20,1 milioni di Euro (-1 milione di Euro nella gestione Sogliano, +3,7 milioni di Euro nella gestione Bigon, +12,1 milioni di Euro nella gestione Fusco e +6,1 milioni di Euro nella gestione D'Amico, ma quest'ultimo dato è largamente incompleto e migliorerà parecchio con il bilancio 2020/21); a questo valore va aggiunto, per completezza, l'ammontare delle quote di compenso per il trasferimento di calciatori maturate negli esercizi successivi, pari complessivamente ad altri 19,3 milioni di Euro. Come se ce ne fosse stato bisogno, questi numeri confermano la necessità per le società di calcio di fare strutturalmente delle plusvalenze per poter garantire il proprio autosostentamento.

Tabella 5. Le plusvalenze e gli altri proventi da gestione calciatori negli anni di presidenza Setti
Tabella 5. Le plusvalenze e gli altri proventi da gestione calciatori negli anni di presidenza Setti

Per curiosità, riportiamo di seguito i 15 acquisti e le 15 cessioni di maggiore importo degli anni di presidenza Setti. I valori in tabella sono quelli riportati nei singoli bilanci della società e non includono le quote di corrispettivo maturate per bonus posticipati e/o variabili in esercizi successivi, che vengono registrate in bilancio non più come plusvalenze ma come "altri proventi da gestione calciatori" e dei quali purtroppo non viene fornito in bilancio alcun dettaglio. Come si può vedere in Tabella 5, questa voce aveva un importo tutto sommato poco significativo fino a pochissimi anni fa ed era verosimilmente associata ai proventi da valorizzazione maturati dalla Società per calciatori cresciuti nel proprio sistema giovanile e/o venduti prevedendo una percentuale di provento in caso di successiva rivendita. La tendenza, però, è ora quella di prevedere formule di compravendita sempre più complesse, in modo da dilazionare nel tempo non solo i flussi finanziari, ma anche gli impatti economici delle compravendite di calciatori; l'importo di questa tipologia di proventi è stato così pari a 3,5 milioni di Euro nel 2018/19, a 12,15 milioni di Euro nel 2019/20 e, lo possiamo già prevedere, sarà altrettanto cospicuo nel bilancio 2020/21.

Tabella 6. I 15 acquisti più onerosi dell'Hellas Verona negli anni di presidenza Setti
Tabella 6. I 15 acquisti più onerosi dell'Hellas Verona negli anni di presidenza Setti

Tabella 7. Le 15 cessioni più remunerative dell'Hellas Verona negli anni di presidenza Setti
Tabella 7. Le 15 cessioni più remunerative dell'Hellas Verona negli anni di presidenza Setti

La necessità per i club, nel contesto creatosi negli ultimi 20 anni, di generare plusvalenze dal trading dei calciatori, d'altro canto, è figlia dell'elevatissima incidenza che hanno assunto i costi del personale sul valore della produzione (in un nostro articolo del 2017 ricordavamo come all'epoca i costi del personale incidessero mediamente il 69% sul totale ricavi delle società di Serie A).

Tabella 8. Incidenza dei costi del personale sul valore della produzione dell'Hellas Verona negli anni di presidenza Setti
Tabella 8. Incidenza dei costi del personale sul valore della produzione dell'Hellas Verona negli anni di presidenza Setti

Nei 5 anni di Serie A dell'era Setti, il Verona ha speso mediamente 29,5 milioni di Euro per il personale, con un'incidenza media pari al 57,3% sul valore della produzione; il picco di spesa in valore assoluto fu raggiunto nell'ultimo anno di Sogliano, quando l'Hellas arrivò a pagare quasi 34 milioni di Euro, con un'incidenza del 66,4% sul valore della produzione, chiaramente non sostenibile. Notevole la resa della coppia D'Amico e Juric, che al loro primo anno di Serie A hanno portato il Verona al nono posto in classifica spendendo 27,4 milioni di Euro di personale ed un'incidenza sul valore della produzione pari "solamente" al 41,8%. In realtà i costi per il personale presenti nel bilancio 2019/20 beneficiano del risconto, effettuato dalla società, dei costi/proventi legati alle 10 partite della stagione disputate successivamente al 30 giugno 2020. Senza questo risconto (ossia nel caso in cui la stagione si fosse conclusa normalmente entro il 30 giugno) il costo annuo del personale sarebbe stato di circa 35,1 milioni di Euro, il dato in assoluto più alto della storia del Verona di Setti, ma anche il più sostenibile, visto che coincide appunto con l'incidenza più bassa di sempre sul valore della produzione (45,5%). E' importante sottolineare che queste incidenze sono calcolate sul valore complessivo della produzione, che comprende anche i proventi derivanti dalla cessione dei calciatori: il dato 2019/20 beneficia quindi degli ottimi risultati ottenuti con il trading dei calciatori. Se rapportata solamente alle due principali voci ricorrenti di provento per una società di calcio, ossia i diritti tv ed i ricavi da stadio (questi ultimi, chiaramente penalizzati dalla pandemia) l'incidenza del costo per il personale 2019/20 sale a più dell'80%: un valore altissimo, nonostante il Verona sia una società con un monte stipendi per i calciatori "da zona retrocessione" in Serie A (solo Crotone e Spezia sono più parsimoniose, stando ai dati forniti dalla Gazzetta dello Sport). Una conferma evidentissima che le società di calcio, in assenza di plusvalenze e tanto più in un contesto di stadi chiusi e diritti tv rinegoziati, si trovano ad operare in un sistema in cui il costo degli ingaggi riconosciuto a calciatori e staff le rende strutturalmente predisposte a "bruciare" soldi.

 

Enrico


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Hellastory, 13/01/2021

JURIC RESTA, JURIC PARTE. E IL VERONA SI FERMA.


Ha perfettamente ragione Juric quando ci mette di fronte alla realtà: il Verona, per il valore tecnico a disposizione, è sopravvalutato. Lo conferma il recente rapporto monte ingaggi - punti conquistati che ci pone incredibilmente al secondo posto di classifica, dietro solo allo Spezia. Lo conferma anche la Sampdoria che può cambiare il corso della partita con l'innesto di gente come Candreva, Keita e Gabbiadini che noi neanche ce li sogniamo. Lo ribadisce infine lo stesso Juric che, da un mese a questa parte, parla solo di quello che è riuscito a fare finora, lui e i suoi giocatori, in questa difficile stagione evitando però ogni riferimento al futuro. Insomma, sono gli altri che stanno performando al di sotto delle aspettative, mica noi. Vero. Il problema è che, con il passare delle giornate, l'equilibrio si riduce sempre di più e, alla fine, i valori reali finiscono sempre per emergere. Solo al termine della stagione si capirà chi è cresciuto realmente. Tuttavia, mentre ognuno cerca di esprimere il meglio di sé, o per recuperare o per confermarsi, ovunque si parla del futuro. Per questo motivo ho la sensazione che il Verona abbia già dato tutto quello che poteva, e che le voci insistite su di noi non aiutino certo a recuperare concentrazione e motivazione. Al di là dei valori tecnici a disposizione (aggiungiamoci, lato nostro, anche gli infortuni di Veloso, Magnani, Ceccherini e Kalinic) quella vista a Genova è apparsa una squadra distratta, che si è bruciata in soli 45 minuti perdendo poi palloni facili e prendendo gol evitabili. Ecco perché, in un momento delicato come questo, il fatto che Juric non chiarisca in un senso o nell'altro la sua posizione non sta aiutando l'ambiente, ma anzi crea tensione inutile, agitando tifosi e giocatori.

[continua]
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