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HELLAS VERONA / Le Ultimissime

RICORDI IN FORMATO PENNE RIGATE

Penso che il tempo sia un'astrazione soggettiva, la cui percezione va dal fastidio per la sveglia che strilla quando la natura del sonno non ha ancora fatto il suo corso, fino a diventare il lenzuolo calato per fuggire da una gabbia di lancette inesorabili e spietate. Sì, insomma, non è facile tararne la misurazione personale. Per questo quando in questi giorni è saltato fuori, mentre si discuteva sobriamente dell'insipido finale di campionato, che ci sarebbe anche da festeggiare il ventennale di Hellastory, mi sono stupito di come il conto non mi tornasse. E invece, calendari alla mano, sembra proprio che non ci siano errori e che sia davvero passato così tanto tempo. Il fatto è che il righello con cui misurare un'astrazione soggettiva è un bell'impiccio perché si chiama memoria, termine che in questa premessa ridondante di scetticismo rispetto all'esattezza degli orologi, mette definitivamente da parte ogni regola, perché la memoria è prima di tutto un colapasta a maglie larghe di quanto passa per i nostri sensi: ricordi in formato penne rigate. Ne scelgo 3.

La prima, qualche settimana dopo aver incontrato, in un baretto zona università i giovanissimi Francesco ed Enrico per offrirmi come collaboratore del sito, è una penna rigata piena di ansia: avevamo pubblicato le prime puntate dello speciale campionato 1982-'83 e aspettavo di sapere se i commensali avevano gradito la cottura. In tempi in cui non c'era ancora un guestbook ne tantomeno qualche cazzo di social, c'era un solo modo per capire se la cosa era piaciuta o meno: controllare il numero di accessi alle pagine in questione. Ricordo che quando, via e-mail, mi arrivò la conferma che lo speciale era stato visualizzato qualche centinaio di volte in pochi giorni, ebbi l'esatta percezione che là fuori, da qualche parte, c'erano persone che non solo amavano il Verona, ma che erano molto interessate a ripercorrerne sullo schermo di un PC la storia. Ero finito nel posto giusto.

La seconda penna, che per grandezza e tenuta di cottura sembra più un rigatone, riguarda lo speciale sulle Brigate Gialloblu. Avevamo in mano una prima puntata, frutto di un'intervista ad uno dei fondatori effettuata da Francesco ed Enrico, una testimonianza che però si fermò lì, perché l'interessato poi sparì, lasciandoci col cerino in mano. Si trattava di decidere se mollare l'osso, limitandoci casomai a pubblicare solo quella pagina, o provare in qualche modo ad affrontare l'argomento ampliando il raggio di azione, cercando altri soggetti, altri contributi, addentrandoci in un ambito tanto sensibile quanto limitato sotto il profilo bibliografico e documentale. Mi presi la briga di provarci io. Tramite amici, amici degli amici, conoscenti degli amici degli amici, segnandomi soprannomi, numeri di telefono fisso risalenti agli anni ‘80, punti cardinali segnati da bar e da luoghi di ritrovo che nel frattempo avevano cambiato i connotati, mi trovai ad ascoltare storie di persone che in gioventù avevano frequentato assiduamente i gradoni della sud ed erano piuttosto stupiti che qualcuno li cercasse per quel motivo. Incontrai ex brigatisti che la maturità aveva trasformato in mobilieri della bassa, dirigenti bancari, cazzeggiatori abusivi esistenzialisti figli di papà, macellai, cuochi, insomma un'eterogenia di personaggi che assieme a qualche testo e a qualche mezza giornata passata in emeroteca, mi diede il materiale per le tre puntate dello speciale. A darmi il senso del peso specifico di quel lavoro ci furono due elementi: l'utilizzo di alcune parti del testo prese pari pari da una emittente locale per un servizio speciale sulle BG, e il fatto che a diversi anni di distanza le pagine dedicate al tifo gialloblu fossero ancora di gran lunga le più lette sul sito.

La terza penna è di quelle talmente buone che non scuociono mai, roba fatta con il grano migliore: l'intervista ad Osvaldo Bagnoli nel 2017, forse l'ultimo vero contributo che ho dato ad Hellastory. Non solo l'incontro con l'allenatore dello scudetto, ma il faccia a faccia con uno degli ultimi esemplari di una razza di uomini ormai destinata all'estinzione nel mondo del calcio e non solo. Raramente mi sono sentito così emozionato di fronte ad una persona. Far parte della redazione di Hellastory ha costituito il lasciapassare per incontrare l'Osvaldo, l'uomo che ha tramutato i sogni in realtà, mi ha permesso di intervistarlo, di ritagliarmi un ricordo indelebile.

Vent'anni di Hellastory sono stati ovviamente molto altro, innanzitutto gli amici, quelli della redazione, cresciuta progressivamente nel corso degli anni, ma anche quelli che dai nickname del guestbook si sono trasformati in personaggi reali, con alcuni ho stretto legami solidi che vanno al di là del comune amore per il Verona. In vent'anni il Verona ha fatto un percorso dantesco attraverso il paradiso della serie A, il purgatorio della B e l'inferno della C. La percezione del tempo è cambiata mille volte in questi vent'anni, praticamente durante ogni gara, allungandosi nell'attesa spasmodica di un gol, tipo quello che poi ha messo dentro Zeytulaev a Busto Arsizio, quando il cronometro aveva messo il turbo e sembrava ormai intravedersi la fine della corsa nel baratro della quarta serie; fin quasi a fermarsi nei minuti finali di Salerno, quando sembrava essersi inceppato sempre a quei pochi secondi dal trionfo che non arrivava mai. Vent'anni sono tanti soprattutto in tempi in cui tutto dura poco e la virtualità intrinseca al web è costantemente superata da altra virtualità che promette di essere sempre più fedele al reale ma rimane sempre virtuale e così via. Siamo durati perché dietro la forma abbiamo continuato a caricare sostanza, fino a creare un enorme monumento dedicato al nostro Hellas Verona, issato lì, in quel mondo di mezzo, intangibile ma accessibile a tutti, che è l'universo di internet. E alla fine di queste righe, mi rendo conto che l'astrazione soggettiva del tempo mi sta portando di nuovo fuori strada, dall'altra parte però: mi sembra impossibile che tutta la roba che c'è sul sito sia stata caricata in soli vent'anni! Buon compleanno Hellastory, e forza Verona, sempre e comunque.

Davide



Hellastory, 11/05/2021
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