Dossier 2025/2026
Ci sono commedie cinematografiche della mia giovinezza che, nonostante non abbiano esattamente i crismi per entrare sul red carpet in un festival del cinema, mi sono rimaste nella memoria. Se qualcuno di voi, con più di 40 anni e con qualche diottria di meno, sta pensando a Edwige Fenech, ha ragione. Ma il film che cito oggi è Piedipiatti, diretto da Carlo Vanzina nel 1991, con Enrico Montesano e Renato Pozzetto.
In una delle scene iniziali del film, l'agente Vasco Sacchetti, interpretato da Montesano, arresta con un pretesto Angelo l'Americano per poterlo sostituire, presentandosi ad un incontro con il trafficante di droga Carlos. Il colombiano è diffidente e gli fa subito l'esame: "Perché ti chiamano l'americano?" E con battuta pronta, Sacchetti gli risponde: "Perché so' nato a viale Washington" .
Ecco, io temo che un giorno ci troveremo a dover fare, ai nostri americani di Via Olanda, una fatidica domanda: "Perché vi chiamate Presidio Investors?"
Presidio? Non hanno presidiato niente, ma hanno svalutato in poco più di un anno il patrimonio sportivo del Verona, con la retrocessione in serie B.
Investors? Non abbiamo visto un solo investimento, non hanno scucito un dollaro, continuando sulla strada battuta e meno rischiosa della vendita porta a porta del primo giocatore che infili due passaggi giusti di fila. La strada della scommessa su sconosciuti protagonisti dell'arte pedatoria da valorizzare e rivendere a Lotito o De Laurentiis. Non è che ci risponderete, con la battuta pronta come Montesano, che vi chiamate Investors perché avete tirato sotto una vecchietta sulle strisce pedonali?
Angelo l'Americano (interpretato da Angelo Bernabucci, diventato famoso soprattutto grazie al ruolo dell'ultras romanista nel film Tifosi), proprietario di discoteche e night club, se avesse studiato a Harward, si sarebbe potuto definire un imprenditore nel ramo dell'entertainment, il settore (o dovremmo dire, il core business) in cui opera Presidio Investors.
Proprio in questo termine ostico per noi veronesi, entertainment, si nasconde il paradosso dell'Hellas Verona. Entertainment, a me, fa venire subito in mente uno degli spettacoli più seguiti negli Stati Uniti, il wrestling. La WWE (World Wrestling Entertainment) ha recentemente organizzato eventi in Italia, fra cui il cosiddetto Clash in Italy, raccogliendo migliaia di spettatori. Segno che, anche in questo campo, gli americani stanno esportando con successo il loro prodotto, uno spettacolo i cui protagonisti sono atleti invidiabili che rischiano l'osso del collo ogni volta che si lanciano dalle corde del ring, ma in cui la simulazione teatrale e il risultato deciso a tavolino sono lontani anni luce dal nostro concetto di sport.
Che tipo di spettacolo hanno pensato di vendere gli americani della Presidio Investors una volta che si sono insediati a Verona?
Presidio è subentrata ufficialmente a Setti il 15 gennaio 2025. La prima gara casalinga successiva al cambio di proprietà è stata Hellas Verona – Lazio 0-3. Quella successiva, Hellas Verona – Atalanta 0-5. Qualcuno si è divertito? D'accordo, per la fine della stagione sportiva 2024-25 non si poteva certo pretendere che la nuova proprietà potesse incidere più di tanto, ma nella stagione successiva, la 2025-26, alibi non ce ne sono.
Lo spettacolo offerto agli utenti del Bentegodi si può sintetizzare in pochi freddi numeri, senza voler spoilerare l'attesissimo contributo statistico del maestro Carlo: ben 12 partite stagionali su 20 (includendo la gara di Coppa Italia con il Venezia) senza segnare gol. Addirittura, nessun gol segnato nelle ultime 6 gare giocate in casa, che costituisce un record negativo: nemmeno il Verona di Chiappella (stagione 1978-79) aveva fatto peggio, fermandosi a 5 gare interne consecutive senza segnare.
E ancora: 2 soli successi nelle 29 partite casalinghe sotto la gestione americana.
Le emozioni offerte da un incontro di calcio al tifoso vanno ben oltre il puro fatto estetico e la conta dei gol fatti: nessuno ha storto troppo il naso quando ci siamo salvati a 31 punti dopo lo spareggio con lo Spezia, anche se abbiamo dovuto masticare amaro con 10 sconfitte consecutive e con lo scempio dello 0-6 interno contro l'Inter. Quando invece si retrocede con il record negativo di punti nella storia del Verona, e le partite in casa sono un supplizio, qualcuno si dovrà pure capacitare del fatto che non c'è proprio entertainment. A meno che non ci si riferisca all'offerta di hot dog a 5 euro con la birra, ma solo per chi entra allo stadio 3 ore prima della partita per sorbirsi tutte le pubblicità sullo schermo gigante e farsi venire un'orchite.
Per la prima volta in Italia la nuova proprietà ci ha offerto per entertainment il double header, aggiungendo alla partita di serie A anche la gara del campionato femminile. Thanks. Temo che ricorderemo di più il fatto che, per la prima volta nella storia del club, abbiamo mollato gli ormeggi a febbraio. La scelta tecnica, e le dichiarazioni seguite alla (tardiva) sostituzione di mister Zanetti, avevano conclamato l'accettazione del verdetto serie B con 4 mesi di anticipo sulla fine del campionato.
Ci hanno propinato per settimane la solita solfa del "chiudere con dignità". Che significa chiudere con dignità? Giocare 10 ore di fila (sono passati per l'esattezza 608 minuti dall'ultimo gol casalingo di Akpa Akpro al Napoli) al Bentegodi senza fare gol? Forse qualcuno pensa di aver salvato la faccia imponendo il pari alla Juventus per due volte in stagione, relegandola all'Europa minore. Gli americani che cadono nel tranello del provincialismo: siamo noi tifosi quelli che, negli anni della serie C, sognavamo di tornare in serie A per fare uno sgambetto alle odiate strisciate. A noi, il provincialismo, lo si può perdonare proprio perché siamo nati in Provincia. Agli americani, che vengono da Houston, Texas, USA, e pensano di aver chiuso in dignità per avere pareggiato con Juventus e Inter, no. Anche mister Sammarco, il meno colpevole di tutti, pensa di aver dimostrato di poter stare in serie A solo perché Bowie ha uccellato De Gregorio e Di Gennaro.
Quarantuno anni fa, il Verona vinceva il suo unico scudetto in quello che all'epoca era considerato, a pieno diritto, il campionato più bello del Mondo. Capocannoniere di quella serie A Michel Platini, capitano della nazionale campione d'Europa. I campioni del Mondo invece eravamo noi.
Oggi, dopo un'era geologica calcistica, il campionato italiano è scaduto ad un ruolo marginale nel panorama calcistico. Abbiamo ancora un certo fascino, se per esempio la federazione greca si lamenta che mandiamo in amichevole gli under 21 invece che i nostri fuoriclasse titolari, quelli capaci di prendere 7 gol in due partite dalla Norvegia.
Quando il Verona vinceva lo scudetto, i migliori calciatori della serie A erano Platini e Maradona. Oggi il top player è Federico Di Marco, che sforna assist e fa la differenza solo nell'Inter e solo in campionato, ma in Nazionale si fa saltare come un birillo.
Una volta il Verona primeggiava fra gli eccellenti, oggi retrocede in uno dei campionati più scarsi mai visti. Lo dimostrano, oltre al declino della Nazionale, le squadre italiane che non arrivano nemmeno in primavera nelle competizioni europee, ma anche la pochezza di molte partite, non solo quelle del nostro Verona che arranca per passare il centrocampo.
In questi giorni vanno in scena i Mondiali, bell'esempio di entertainment planetario dove l'inserimento del cooling break sembra più per gli spot pubblicitari che per far tirare il fiato ai calciatori. Da un lato ai calciatori si concede la sosta, dall'altro si introduce la discutibile regola delle rimesse invertite se non eseguite entro 5 secondi. Le perdite di tempo hanno sempre fatto imbestialire tutti, specie chi deve recuperare uno svantaggio, ma ci sarebbe già lo strumento del cartellino giallo senza dover ricorrere alle regole da parrocchia: ogni 5 secondi un calcio d'angolo, ogni 3 calci d'angolo un rigore, ogni 3 rigori un hot dog gratis. Si cerca di punire le perdite di tempo con il cronometro, ma nessuno ha mai pensato a introdurre la regola del fallo antisportivo quando i giocatori si ammucchiano sulle bandierine del calcio d'angolo anziché puntare – come vorrebbe lo scopo dello sport – verso la porta avversaria. Usanza tipica da finali di gara in Italia.
Balletti, cantanti, stelle filanti, fuochi d'artificio, 5 sostituzioni, 5 secondi per non irritare gli sponsor, allarmi meteo ed evacuazioni, squadre confinate alle frontiere, arbitri rimpatriati, perquisizioni corporali ai calciatori, chi più ne ha più ne metta. Il Mondiale non ci manca. E il fatto che il Verona sia inadeguato, in questo calcio moderno, potrebbe anche suonare come un complimento. Quello che però vorremmo evitare è che, insieme alla perdita della categoria sportiva, gli americani ci conducano con il loro entertainment verso la perdita d'identità.
Non possiamo più pretendere i Mascetti o i Tricella, ma almeno non fateci arrivare in campo giocatori mascherati alla Rey Mysterio.
Che ci volete fare, noi siamo provinciali.
Paolo
Immagine generata con Intelligenza Artificiale. Il volto di Christian Puscasiu è stato ricreato digitalmente. Questo contenuto ha finalità puramente satiriche/artistiche e non implica alcuna approvazione o affiliazione reale con il personaggio
Hellastory, 06/07/2026
FRITTO MISTO
E' praticamente impossibile, in questo momento, capirci qualcosa. Non c'è dubbio, però, che la sosta del Campionato arrivi quanto mai opportuna per dare chiarezza a Baroni, valutare la portata e i tempi di recupero degli infortuni (sappiamo già, purtroppo, del crociato di Compagnon e Korac, ma anche Frese, Bradaric e Dawidowicz non sono al meglio) e far comprendere ai giocatori che stanno giocando un campionato insidioso dove nessuno ti regala niente. Baroni può sicuramente contare su una corazzata, basta vedere il valore tecnico della panchina in grado di cambiare, in pochi minuti, le sorti della partita. Ma tutti, mister compreso, devono superare gli approcci mentali errati avuti contro l'Ascoli e il Benevento. Persino il Vicenza ci aveva messo in crisi prima dell'ingresso di Cerbone, Livramento e soprattutto Mosquera. Questo a conferma del rischio che presenta ogni avversario, ma anche del potenziale devastante che il Verona ha a propria disposizione. Perché non è riuscito finora a trovare il giusto equilibrio? È solo un fatto di testa (la presunzione scompare di fatto all'arrivo della paura) o di armonia tattica (troppi galli nel pollaio) che fatica ad emergere?
[continua]

Qual è stato il miglior gialloblu in campo in
Modena-H.Verona?
Riepilogo stagionale e classifica generale
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