Dossier 2025/2026
Preclusa la possibilità di arrivare ad eguagliare il record di 8 campionati di fila giocati in serie A, non ci resta che annotare un'altra retrocessione. Gli almanacchi dicono che è la 10ma, Brescia 13, Atalanta 12 e Bari 11 ci precedono nell'altalena giù e su.
Il campionato cadetto ci accoglie per la 54ma volta, qui siamo sul podio: le rondinelle bresciane (regine incontrastate della serie B) l'hanno disputato 66 volte e i canarini modenesi raggiungeranno con la prossima stagione quota 55. Da qui il titolo. La numerologia dell'ultracentenario Hellas sancisce che è questa la nostra dimensione e gli ultimi raffazzonati tornei son lì a dimostrarlo. Segnatamente quello appena concluso con primati negativi sconsolanti. Ma c'è in controtendenza un numero che non teme retrocessioni, quello che misura l'amore del popolo gialloblu per la sua squadra. Quest'anno la media degli spettatori al Bentegodi per vedere i propri beniamini: vincere 1 sola volta, uscire scornati in 13 occasioni, esultare per un gol ogni due ore e mezza quasi (19x90:12= 142,5 minuti), vedere la porta avversaria inviolata nelle ultime 6 partite, non riuscire a realizzare contro nessuna delle tre neo-promosse , la media, dicevo, è stata di 22.352 spettatori (11° posto nel rank degli stadi). Che resta comunque la seconda media più alta dall'inizio dell'era Setti. Quella dell'anno scorso (24.882) era però corroborata da 16.152 abbonamenti, quest'anno la Società ha comunicato un generico 13.000.
Si ferma quindi la storia del Verona in serie A. I grandi numeri dicono che le partecipazioni sono 35, giocate 16 volte a 16 squadre, 8 volte a 18 e 11 volte a 20. Gli incontri totali sono saliti a 1170, di cui 300 vinti, 375 pareggiati e 495 persi. I punti ottenuti sono 1117 (0,95 a partita) con una media a campionato di 31,91.
La stagione appena conclusa verrà di certo ricordata come una delle più fallimentari della nostra storia. Relativamente alla massima serie è da sempre considerato il punto più basso, in base ai numeri e alle prestazioni, il torneo 1978/79, ovvero quello della retrocessione nell'ultima recita di Garonzi presidente. Ebbene quanto fatto quest'anno ne emula le risultanze, compresa l'inopinata e tardiva sostituzione di Zanetti con Sammarco, come allora l'allontanamento del "non abilitato" Mascalaito a favore dell'esperto Beppone Chiappella.
I 21 punti (8+13) ottenuti (19ma posizione finale), sono frutto di 3 vittorie (1+2), 12 pareggi (5+7) e 23 sconfitte (13+10), che portano a una media di 0,55 a partita che è di poco superiore al minimo storico mai raggiunto (0,50) proprio nella stagione summenzionata, giocata però a 16 squadre, con i 2 punti a vittoria. Allora si arrivò a 15 (2v, 11p, 17s).
Proseguendo con lo sconforto, riprendendo quanto in premessa, come definire diversamente l'unica partita vinta al Bentegodi, delle 3 totali, i 49 punti su 57 lasciati agli avversari, sempre in casa, le 13 capitolazioni interne, i soli 8 punti fatti nel girone di ritorno, una media inglese che segna -55.
E' curioso segnalare la singolare distribuzione dei punti (8+13): cioè il numero di quelli ottenuti in casa uguale a quelli fatti nel girone di ritorno (8) e il numero di quelli ottenuti in trasferta uguale a quelli fatti nel girone di andata (13). Si era verificata la stessa situazione anche due anni fa, ma allora gli addendi erano 24 e 14.
Numeri impietosi anche riferiti alla capacità realizzativa. Mai così male nei tornei a 20 squadre. 25 le reti segnate, media a partita 0,65. 12 in casa e 13 in trasferta. Succede per la terza volta di essere la squadra col peggior attacco del campionato: precedenti illustri sono il già citato 1978/79 e il mai rimpianto 2017/18 di Fabio Pecchia. In 10 hanno contribuito a cotanto bottino e il più prolifico è stato Orban con 7 reti. Da menzionare anche l'autorete di Freuler in Verona-Bologna. Si contano alla fine anche 15 assist, in 9 vi hanno contribuito, il migliore con 4 è stato Giovane.
Ma di sicuro il dato più eclatante, come già anticipato, è quello delle 6 partite consecutive al Bentegodi senza riuscire a segnare (Genoa, Fiorentina, Milan, Lecce, Como e Roma ringraziano).
Salutiamo la A con un totale di reti attive arrivato a 1211 in 1170 incontri (1,03) – 740 in casa, 467 in trasferta e 4 in campo neutro.
61 le reti passive, 28 subite in casa e 33 fuori. Montipò ne ha incassate 54 e Perilli 7. Montipò in 35 partite ha mantenuto la porta inviolata in 5 occasioni e ha portato il suo score personale a 30 clean sheet in 179 gare. Perilli 1 clean sheet in 3 gare giocate, per lui un totale di 2 su 7 incontri. 297 è il numero dei "c.s." fino ad ora.
Per 6 volte la partita è finita a reti inviolate portando ora il totale a 137.
Ben 4 gli autolesionisti: Frese, Nunez, Nelsson e Edmundsson. Le autoreti a sfavore sono in totale 67.
Le reti subite in serie A sono ora 1626 in 1170 incontri (1,38) – 678 in casa, 937 in trasferta e 11 in campo neutro.
La partita col maggior numero di reti, 5, è stata Verona-Bologna 2-3. Quella più vista Verona-Juventus (27.784 presenze), la più snobbata proprio Verona-Bologna (17.585). Il Bentegodi ha ospitato quest'anno 424.697 spettatori.
La differenza reti finale è -36, con un quoziente reti pari a 0,40.
Sono stati schierati 34 giocatori e per 19 di essi è stata la prima maglia gialloblu. Un plauso a Nelsson presente in tutte le 38 partite con un minutaggio di 3316'. Per 13 dei 19 neo-gialloblu è stato anche l'esordio in serie A per un totale che adesso è salito a 241 con una media di 6,88 a stagione.
844 è la sommatoria del numero dei giocatori schierati nei 35 campionati in massima serie. La media a torneo è 24,11.
Nell'angolo dei cattivi sono finiti in egual numero (5) giocatori e tecnici. I primi sono Sarr, Valentini, Al Musrati (espulsi per doppia ammonizione), Orban, Suslov (espulsione diretta), con la compagnia di Sogliano (due volte), Guberti (il match analyst), Beati (il collaboratore tecnico) e Zanetti.
83 le ammonizioni.
Gagliardini (10), Akpa Akpro (9), Frese (8), Belghali e Valentini (6), Nunez (5), Al Musrati, Nelsson e Orban (4), Bella-Kotchap, Edmundsson, Harroui e Serdar (3), Bernede, Bradaric, Giovane ed Oyegoche (2), Bowie, Ebosse, Lirola, Lovric, Mosquera, Niasse e Suslov (1).
Zanetti e Sammarco hanno ricevuto entrambi 2 cartellini gialli.
13 le giornate di squalifica.
Gagliardini, Orban e Valentini (2), Akpa Akpro, Al Musrati, Belghali, Frese, Nunez, Sarr e Suslov (1).
3 giornate con l'aggiunta di 5.000 € di multa è il conto che ha dovuto pagare Sogliano. 1 giornata di squalifica a testa per Zanetti, Beati e Guberti.
27.500 € è il totale delle ammende comminate alla Società. Tra le varie voci di spesa anche un ingiustificato ritardo di circa due minuti (sic) all'inizio del secondo tempo di Fiorentina-Verona e l'invio di un fascio di luce-laser all'indirizzo di un calciatore neroverde in Verona-Sassuolo.
3 realizzazioni su 3 nei penalty concessi: Orban in Verona-Juventus e in Napoli-Verona e Harroui in Parma-Verona.
5 i rigori al passivo. 2 vanno a segno: Scamacca in Verona-Atalanta e Nkunku in Milan-Verona. Gli altri 3 sono stati brillantemente neutralizzati da Montipò, che capitola però nell'evolversi della ribattuta. Si tratta di Pinamonti in Verona-Sassuolo, Berardi in Sassuolo-Verona e Malen in Verona-Roma.
26 gli arbitri che si sono avvicendati nella direzione delle 38 partite. Guida il più presente con 3 (1 pareggio e 2 sconfitte). Il filotto di tanti campionati nella massima serie a partire dal 2013/14 (11 partecipazioni su 13) ha fatto sì che Daniele Doveri con 2 direzioni quest'anno, raggiungesse a quota 22 totali il primatista precedente, Carlo Longhi, un arbitro di tuttto rispetto degli anni '70 e '80 . Doveri (5v-8p-9s), Longhi (9v-6p-7s).
Ed ora apprestiamoci a tornare a Carrara dopo 79 anni, ad affrontare per la 31ma volta il Modena, la squadra tra le 20 più volte incontrata, a tenere a battesimo il Sudtirol/Altoadige, a preparare alchimie speciali in occasione degli scontri, che si preannunciano al calor bianco, con Vicenza, Padova e Mantova e da Palermo, salendo per lo stivale, a rituffarci in un contesto che abbiamo dimenticato, ma che, numeri alla mano, è quello che ci appartiene.
Carlo (che ringrazia Paolo per gli input statistici)
Statistiche della rosa della Serie A 2025/26
Hellastory, 10/07/2026
SOGLIANO (PER ORA) RILANCIA, TRA MILLE INCERTEZZE
Da un mese a questa parte si discute spesso intorno al silenzio di Sogliano in merito al suo possibile addio e relativo passaggio ad altre società (pare infatti sia stato avvicinato da Lazio, Roma e Lecce), ma tutto si giustifica con il rispetto del contratto in essere. O si chiudeva un accordo o era inutile parlarne. Altro discorso invece riguarda il suo attuale silenzio in merito al prolungamento contrattuale proposto da Presidio: Sogliano vuole giocarsi ogni opportunità di riscatto quest’anno. Non ha senso allungare il brodo, come è costretta a fare la proprietà per recuperare l’investimento. Anche perché, se il Verona non dovesse farcela a risalire subito in serie A si tratterebbe del secondo fallimento stagionale consecutivo. Questo è chiaro a tutti, al Direttore Sportivo in primis. Tutto ciò premesso, mi sento molto sollevato. Pensare di precipitare in B lasciando (quel che resta della) baracca e burattini in mano a questa proprietà mi metteva i brividi. La serie B è difficile da affrontare, abbiamo tutti davanti agli occhi le frequenti storie di insuccesso post retrocessione dalla Salernitana alla Sampdoria, dall'Empoli allo Spezia, al primo anno del Frosinone. Al contrario, sono poche le storie di un veloce riscatto; Sassuolo, Venezia e Monza hanno potuto contare sulla conferma dei giocatori più rappresentativi (condizione improponibile per il Verona) rilanciati attraverso scelte oculate in panchina. Noi invece siamo costretti a ricostruire tutto. Per l'ennesima volta, aggiungo. Quello che ci aspetta l'anno prossimo sarà dunque un campionato completamente diverso, al quale non siamo più abituati, dove il rango non conta, si lotta su ogni pallone e ogni partita fa storia a se. E poi, ci aspettano tutti quei derby !
[continua]

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