2. Le Pagelle, parte I - Dossier 2016/2017 su HELLASTORY.net
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2. Le Pagelle, parte I

 

NICOLAS ANDRADE David (42/-40) - Sul nostro portiere, che conosciamo oramai da diversi anni ma solo ora abbiamo potuto testare sul campo, il giudizio è discordante. Abbiamo ancora negli occhi la serataccia di Cittadella e qualche momento di amnesia di troppo, però dobbiamo anche tenere presente che in diverse occasioni ci ha veramente salvato. Considerando che abbiamo avuto bisogno di ogni singola parata e di ogni singolo punto ci sentiamo in dovere di dargli DISCRETO

SOUPRAYEN Samuel (41/-) - Premessa: è un terzino. Detto questo, noi abbiamo visto un giocatore con una grande corsa, una intensità e resistenza da maratoneta, grinta non comune e tantissima buona volontà. Poi ha un piede solo, va bene, non è aggraziato, va bene ancora, ma cosa vogliamo di più? Ha fatto anche tre assist. Uno dei migliori terzini sinistri degli ultimi decenni, sulla sua fascia veramente inarrestabile e non si è mai nemmeno preso una pausa. BUONO

BIANCHETTI Matteo (34/-) - E’ sicuramente cresciuto molto dall’ultimo campionato di Serie B che abbiamo disputato quattro anni fa. Non sappiamo quali margini di miglioramento possa ancora avere però sinceramente continua a non convincerci pienamente. Non si capisce se è solo a causa del suo stare in campo che sembra quasi indolente oppure se effettivamente non è un buon difensore. Per carità, abbiamo visto di peggio in questi anni però Bianchetti sta deludendo le aspettative che potevamo nutrire su un capitano dell’under 21. DISCRETO

CARACCIOLO Antonio (33/-) - Il miglior difensore che abbiamo in rosa, senza ombra di dubbio. Si rammentano pochissime amnesie mentre si annoverano parecchie situazioni in cui è uscito bene. Interventi puliti e decisi. Il suo innesto, quasi tardivo sul calciomercato estivo, ha saputo dare quella personalità al reparto che ci mancava e che è mancata anche l’anno scorso. Farà sicuramente la sua figura anche in Serie A. BUONO

PISANO Eros (25/3) - Stagione un po’ strana per il nostro vice capitano. Paradossalmente ha fatto molto meglio l’anno scorso con la retrocessione che non quest’anno. Non sappiamo cosa sia successo, a volte pareva distratto e non sempre integrato nella rosa. Forse era solo un’impressione oppure nel corso della stagione qualcosa è successo davvero. Non discutiamo sull’impegno messo in campo, quello c’è sempre stato e lì si vede il gran professionista. Tre gol per lui, come sempre pesanti. DISCRETO

FERRARI Alex (14/-) - Arrivato in sordina e quasi snobbato quando tutti magari aspettavano un giocatore già affermato e d’esperienza. In realtà ha avuto ragione Fusco e il rinforzo invernale per sostituire Cherubin è stato quanto mai azzeccato. Ha fatto il terzino e anche il centrale rendendo sempre bene e dimostrando di essere un ottimo prospetto per il calcio italiano. Ci piacerebbe rivederlo ancora anche se sarà molto dura. BUONO

BOLDOR Deian (9/1) - Esordio da titolare col botto, super prestazione e rete contro il Cesena a fine andata. Poi ancora qualche buona prestazione ma anche qualcuna sotto tono. Sicuramente ancora inesperto e troppo irruento in alcune situazioni. E’ un giocatore ancora da sgrezzare ma tutto sommato come rincalzo ci ha fatto comodo ed ha dato il suo contributo. DISCRETO

BESSA Daniel (41/8) - Un grande talento, c’è poco da dire. Già dalla prima partita abbiamo potuto notare con quale eleganza si muovesse e con quale classe toccasse il pallone. E’ un giocatore che può rivestire molti ruoli e Pecchia, per esigenze di rosa, lo ha giostrato in tutte le maniere, da mediano a mezzala fino a esterno offensivo. Indubbiamente da mezzala rende molto di più e può esercitare quella che è la sua arma più letale, ovvero il tiro dalla distanza. Il finale di stagione poi è stato veramente da incorniciare. Erano anni che non vedevamo un giocatore così. OTTIMO

ROMULO Souza Orestes Caldeira (39/4) - Dovessimo raccontarvi solo delle sue prestazioni nel finale di stagione allora sarebbe un bel ottimo pieno. Tuttavia non ci possiamo dimenticare la prima parte di stagione, quando caracollava in giro per il campo senza una meta precisa, con la voglia di fare tutto da solo, combinando poco o nulla di buono. Poi, il miracolo: è stato imbrigliato tatticamente come terzino e il rendimento ha ricominciato a salire. Per fortuna è andata così, non potevamo prescindere da quel valore aggiunto che solo lui in rosa ci poteva dare. Soppesando tutto, anche grazie al gol decisivo col Vicenza, alla fine il giudizio è BUONO

FOSSATI Marco Ezio (37/2) - Grandissimo inizio di stagione quando era letteralmente il padrone del centrocampo giallo blu. Recuperava palloni con estrema facilità, li difendeva e poi li smistava, senza mai sprecarne uno. Poi non sappiamo di preciso cosa sia successo ma per diverse partite è stato quasi irriconoscibile. Con l’arrivo di Bruno Zuculini il suo ruolo è stato ridimensionato e ridisegnato così, bene o male, verso la fine della stagione anche lui ha ripreso un po’ di vigore. DISCRETO

ZACCAGNI Mattia (26/2) - Ecco una bella sorpresa di questo campionato. Venendo dalla stagione scorsa non si sapeva di preciso cosa ci si potesse aspettare nel vedere scendere in campo Mattia Zaccagni. Siamo rimasti piacevolmente sorpresi invece nel vedere un giovane molto volenteroso, con grande dinamismo e con una buona base tecnica. Poi si vede che ancora molto dovrà imparare, però siamo certi ci potremo puntare seriamente per il futuro perché già dallo scorso anno ad adesso la differenza è veramente notevole. E’ giusto che la società scommetta su di lui. DISCRETO

VALOTI Mattia (22/3) - Mattia Valoti è sempre un giocatore di difficile collocazione tattica. Quest’anno ha trovato una buona disponibilità da parte dell’allenatore e così ha avuto più modo di esprimersi rispetto agli anni scorsi, anche nell’anno che ha fatto in prestito. E’ stato spesso l’asso nella manica di Pecchia quando serviva un giocatore che sparigliasse le carte tra centrocampo e attacco risultando in qualche caso veramente decisivo. Ancora qualche difetto in continuità che speriamo passi con il tempo e l’esperienza. Tutto sommato un campionato DISCRETO

ZUCULINI Bruno (16/1) - A gennaio si parlava di calciomercato deficitario e l’arrivo dell’altro Zuculini in rosa non è stato salutato con entusiasmo. Però c’è da dire che Pecchia ci ha visto veramente dentro. Sono servite alcune partite sottotono per ritornare in forma e prendere le giuste misure, poi, una volta piazzatosi davanti alla difesa il buon Bruno si è dimostrato quel tipo di giocatore che ci serviva. Ha dato equilibrio alla squadra e nell’ultima parte di stagione dalle sue parti non si passava proprio più. Non esageriamo se diciamo che il suo innesto è stato determinante nella conquista della serie A. Anche se ha giocato poco, quello che abbiamo visto è stato OTTIMO

FARES Mohamed (14/-) - Ci aspettavamo molto da Momo Fares in questa stagione. Questa doveva essere la sua consacrazione visto le buone premesse dell’anno scorso. La delusione invece è stata parecchia nel vedere un giocatore involuto e quasi timoroso. Tanto ha fatto un passo in avanti Zaccagni quanto l’ha fatto indietro Fares. Occasione sprecata, ora impensabile riproporlo in serie A. INSUFFICIENTE

ZUCULINI Franco (14/-) - E’ arrivato a Verona con la fama del gran lottatore e in effetti ci ha messo veramente poco a farsi stimare dal pubblico. Forse non avevamo mai visto a Verona un giocatore che mordesse così le caviglie agli avversari e al contempo avesse anche importanti doti tecniche. Lo stato fisico però è stato talmente precario che si è arrivati a farlo giocare solo spezzoni di partita pur di non privarsene completamente. In effetti anche un solo tempo fatto bene era sufficiente per accendere tutta la manovra del Verona e farci sembrare una squadra molto più forte. Non è colpa sua se ha giocato poco e per noi quel poco che abbiamo visto è stato OTTIMO

 

CHERUBIN Nicolò (5/-) - S.V.

 

MARESCA Enzo (8/-) - S.V.

 

GRECO Leandro (1/-) - S.V.



Valeriano




Hellastory, 14/06/2017

CIOFFI ALLA RICERCA DEL VERONA PERDUTO


Ho l'impressione che, dopo la confusione generata dal mercato, si continui crearne di nuova anche nelle soluzioni tattiche partita dopo partita. Laddove Tudor aveva trovato la fortuna del Verona dando continuità al lavoro di Juric migliorandolo gradatamente con il suo stile personale, Cioffi invece, ha stravolto priorità e leadership cancellando di fatto ogni tipo di continuità. Quando in conferenza stampa parla dei singoli, traspare evidente il suo concetto di base secondo cui «tutti sono in discussione, nessuno è sicuro di giocare». Questo probabilmente dipende dal fatto che lui ritiene efficaci alcune teorie aziendali (peraltro, recentemente messe in discussione dalle prove dei fatti) che mettono in competizione tutti i collaboratori ponendoli gli uni contro gli altri al fine di migliorare la produttività. Giovani contro vecchi, arroganza contro esperienza. Ma così facendo, il mister ha di fatto eliminato tutti i riferimenti degli ultimi anni. Ogni partita scende in campo una formazione diversa e i 5 cambi a disposizione, anziché consolidare, sperano di ribaltare quello che non sono riusciti ad esprimere in campo i titolari. O sbaglia la formazione iniziale, o non trasmette la giusta concentrazione, fatto sta che il Verona sbaglia quasi sempre l'approccio (salvo forse solo il primo tempo con la Lazio). Quello che emerge è infatti un Hellas continuo cantiere aperto dove la paura di sbagliare (e quindi di perdere l'opportunità a disposizione) condiziona ogni singolo giocatore che non riesce poi ad esprimersi al meglio per due partite di seguito. E' una squadra che non costruisce gioco, che fatica a difendersi, che non ha un'identità. Gunter, Ilic, Tameze, lo stesso Lazovic costretto a cambiare più ruoli, non sono più gli stessi. D'altra parte, in questa confusione generale, purtroppo continuano a trovare spazio i modesti Lasagna, Depaoli, Dawidowicz e Djuric di cui non comprendo il valore.

[continua]
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