Hellas Verona 1984/85

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24 Marzo 1985: VERONA - CREMONESE 3 a 0


dal nostro inviato Massimo

Lo scudetto del Verona passa per l'incrocio odierno Torino – Milano. L'Inter, che non vince da 5 turni, viene umiliato dalla Juventus in forma Coppa dei Campioni per 3 a 1 (Altobelli, Tardelli, Boniek, Briaschi) e si ferma a 30 punti. Il Torino, espugnando San Siro versione milanista per 1 a 0 (Schachner), raggiunge i nerazzurri al secondo posto in classifica. Visto il temperamento di Radice e di Castagner, da questo momento in poi giudicherò i granata come gli inseguitori più pericolosi. La Sampdoria, formazione spumeggiante, viene anch'essa fermata a Como (come prima di lei Verona e Inter) da Ottavio Bianchi e da Giuliani e chiude al quarto posto a 29 punti. Da parte nostra, oggi c'è modo di rilassarsi un po' perché arriva a Verona la povera Cremonese, prima e ultima occasione della stagione di conquistare 2 punti facilmente.


LE ALCHIMIE DELLA GARA. Il destino ha posto la gara odierna all'interno di un gioco bizzarro di equilibri: dopo 7 partite dall'inizio del girone di ritorno e prima delle 7 partite finali. La Cremonese è quindi una sosta voluta, un pit stop ai box, un momento fondamentale dove i pensieri e gli sforzi non sono come al solito rivolti all'avversario di turno, quanto invece al recupero di nuove energie e concentrazioni.

Già me li vedo, Bagnoli e Mascetti, in una terrazza sopra al lago, allentare la tensione dei muscoli e subire il piacere del sole primaverile, davanti a una bibita, un caffè e a un ruolino di marcia.

Le prossime 7 partite gialloblu saranno suddivise in 2 tronconi netti e differenti relativamente ai rischi che correremo: la prossima settimana il Verona andrà a Genova contro una formazione in crescita costante di spessore e consapevolezza. Poi, dopo l'ultima sosta del Campionato, riceveremo al Bentegodi il Torino e successivamente raggiungeremo Milano per affrontare i rossoneri. Tre partite decisive: virtualmente, tutti i punti di vantaggio (3 più gli eventuali 2 che conquisteremo oggi), potranno essere messi in serio pericolo da questo trittico terribile. Anche perché Samp, Torino e Milan hanno quell'ardore e quegli stimoli che non abbiamo trovato in Inter, Roma e Juventus, già domate in precedenza. Insomma tutto verrà messo presto in discussione.

Poi però il cammino gialloblu cambia e il finale è in discesa: le ultime 4 gare vedranno coinvolte formazioni di minore consistenza e ben 3 verranno disputate al Bentegodi: Como, Lazio e Avellino non ci dovrebbero creare molti problemi; l'Atalanta a Bergamo neppure.

Conclusione: dopo San Siro, lo scudetto lo possiamo solo perdere noi. Con la nostra inesperienza e con la nostra paura di vincere. Ma Osvaldo sorride sereno e Ciccio chiude gli occhi, si orienta contro sole e si lascia massaggiare dal tepore. E' bello il lago in questo periodo.

La gara con la Cremonese è un ottimo pretesto per fare esperimenti. Recuperati in una sola volta gli squalificati Marangon, Bruni e Fanna, oggi si mischiano le carte. Bagnoli vuole segnare subito e sceglie pertanto due terzini di spinta, Volpati a destra e Marangon a sinistra; un centrocampo offensivo Bruni – Di Gennaro – Briegel; il tridente Fanna – Galderisi – Elkjaer. Ovvio che troveranno spazio durante la partita anche i mastini Ferroni e Sacchetti, ma questa non è la loro partita. Magari a loro toccherà la prossima. E poi, devono smaltire gli ultimi fastidi di una stagione piuttosto tribolata: da questo momento è vietato infortunarsi.

Un cenno speciale e pieno di affetto, prima dell'inizio della gara, lo merita Zmuda, grandioso libero della nazionale polacca e sfortunatissimo giocatore gialloblu: acquistato nella stagione 1982/83 come fiore all'occhiello per un campionato sereno, ha subito un doloroso infortunio al ginocchio e un lunghissimo travaglio. Io ero presente, in estate, nell'occasione in cui si verificò quel crack dovuto a una stupida torsione: mai e poi mai pensai che ciò avrebbe rappresentato la fine della sua gloriosa carriera. Dopo 2 stagioni inutili e sfortunate a Verona, Zmuda chiude in periferia, a Cremona, la sua vicenda agonistica. Peccato perchè avrebbe potuto dare ancora molto al mondo del calcio.

Ma il suo declino, violento e doloroso, ha coinciso con la crescita verticale del suo erede naturale: Roberto Tricella, oggi capitano gialloblu e senz'altro il miglior difensore in assoluto della storia veronese. L'immagine che li ritrae entrambi a metà campo mentre si scambiano l'uovo pasquale prima dell'inizio della partita è la formalizzazione di un passaggio di consegne. Avvenuto però, con 3 anni di ritardo.

Concludo con una nota di colore: se una partita come Verona – Cremonese invita 41.000 persone allo stadio Bentegodi, vuol dire che 16 veronesi su 100, città e provincia unite insieme, hanno sentito il forte richiamo di questi colori. Ovviamente gli altri 84, non potendoci entrare, hanno tutti le radioline accese.

MINUTO PER MINUTO. Il Verona parte subito all'attacco: al 9' minuto Borin evita il gol gettandosi a catapulta su 3 gialloblu e riesce a rinviare di pugno un pallone pericolosissimo. 1 minuto dopo, Fanna, tutto solo all'altezza del dischetto del rigore, incespica sul pallone e la difesa ospite allontana. 4 minuti dopo, tiro di Galderisi, respinge Zmuda ex gialloblu; raccoglie Di Gennaro e calcia a botta sicura, respinge Galbagini futuro gialloblu. Incredibile!

Al 23' Viganò perde la testa e picchia Fanna lontano dall'azione di gioco. Il guardalinee lo segnala all'arbitro Paparesta e questi lo allontana dal campo. Cremonese in 10 per i prossimi 67 minuti.

Non succede più nient'altro fino all'intervallo. Il Verona deve razionalizzare i suoi sforzi e chiudere presto l'incontro. Bagnoli toglie Bruni, troppo farfallino, e inserisce Sacchetti, più concreto e cattivo. Al rientro in campo, Fanna chiama Borin a un nuovo intervento prodigioso. Dopo pochi minuti, Sacchetti lancia Briegel, progressione incredibile sulla fascia sinistra e cross a centro area: Di Gennaro, tutto solo, batte il portiere cremonese. Verona 1 Cremonese 0

Gli ospiti provano un paio di sortite offensive. Nella prima Galbagini (il migliore dei suoi) chiama Garella a una respinta a pugni uniti e poco dopo Mazzoni spara una legnata deviata in tuffo. Di più non può, gli mancano la qualità e il numero dei giocatori: il Verona adesso prende in mano la partita che vuole chiudere in attacco.

Al 61' Fanna tira una gran botta da fuori area, Borin respinge, raccoglie Di Gennaro che centra per Elkjaer, il danese in tuffo di testa sigla il 2 a 0.

Al 71' minuto Ferroni fa fiatare Ironman Volpati e la gara si ferma. C'è tempo solo per un ultimo sussulto, proprio al 90': punizione ad effetto di Pierino, Borin devia sulla traversa, irrompe Briegel che ci regala un altro gol dei suoi. Ad una rete di Preben, risponde il raddoppio di Hans Peter: questa è la legge del Verona.

IL SIGNIFICATO DELLA PARTITA. Verona a + 5 sugli inseguitori, secondo copione. E' difficile però parlare di fuga decisiva. Certo, Bagnoli ha recuperato tutti e 13 i suoi cavalieri ed è pronto all'assalto di Sampdoria, Torino e Milan. Ma solo dopo la partita di San Siro potremmo effettivamente fare calcoli credibili e verificare quanto manca alla fine.

Nel frattempo c'è una novità importante. Con l'inizio dell'ultimo quarto del Campionato, qualcuno comincia effettivamente a ritenere possibile un successo finale del Verona. E ciò diventa persino «interessante». La stampa, sempre alla ricerca dei colpi a sensazione, riscontra nel fenomeno gialloblu una ricca fonte di argomentazioni: come ha fatto Bagnoli a comandare la classifica sin dall'inizio del torneo? Come hanno fatto tutte le altre a non opporsi degnamente? E qui si moltiplicano le campagne entusiastiche di approvazione e i processi sui fallimenti programmatici e sulla mancanza dei risultati di tutte le grandi. Parliamoci chiaro: se proprio dovesse vincere qualcuno che non appartiene al gruppo delle solite regine, meglio allora impalmare il Verona. Simpatico, bello e fuori da tutti i giri.

Il fenomeno mediatico Verona adesso dilaga, si moltiplicano i servizi televisivi e gli articoli sui giornali. Avere i giornalisti a favore, è sicuramente un fatto positivo e dà credito, anche se talvolta può distogliere chi non è abituato. Ma questo non può accadere dalle nostre parti: noi abbiamo troppe priorità incombenti, sogni da concretizzare e motivazioni uniche che ci inducono a non mollare più. La Sampdoria, ad esempio; la Storia, ad esempio; una città e una provincia intera.

Buona Pasqua a tutti.



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