Hellas Verona 1984/85

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10 Febbraio 1985: UDINESE - VERONA 3 a 5


dal nostro inviato Massimo

Cominciamo con una novità importante: a partire da oggi, e per tutte le giornate di Campionato che ce ne sarà bisogno, avremo il contributo non più solo di 1, bensì di 2 inviati speciali, uno seguirà come sempre la partita del Verona, l'altro di volta in volta ci fornirà indicazioni in tempo reale dell'avversaria più pericolosa in classifica. I grandi mezzi di Hellastory, soprattutto se gratuiti come questo, non conoscono limiti tecnici! Pertanto io adesso andrò ad Udine e qualcun altro, quello ovviamente più sfigato, si recherà a San Siro ad assistere alla partita che oppone l' Inter alla Lazio. Nessuna anticipazione quindi. Per il resto, il Torino le prende inopportunamente a Napoli (Junior, Maradona su rigore e Caffarelli) e viene raggiunto dalla Roma a quota 23 che pareggia tra i fischi dell'Olimpico 1 a 1 con l'Atalanta (Pacione castiga grandi e Cerezo). Si fa sotto invece la Juventus a 22 punti che liquida a fatica l'Avellino e dietro di lei il solito gruppone lento. Parliamoci chiaro, la lotta per il primato è una questione tra gialloblu e nerazzurri, una settimana prima del grande confronto diretto.


LE ALCHIMIE DELLA GARA. Come anticipato, il Verona, rinfrancato dalla vittoria netta con l'Ascoli e dalla pausa della scorsa settimana si prepara all'assalto dell'Inter. Un assalto che dura 180 minuti. Oggi i nerazzurri, ospitando la derelitta Lazio, puntano a superare in classifica o quanto meno a raggiungere i gialloblu. Anche perché non è assolutamente facile uscire indenni da Udine: i friulani sono a soli 5 punti dal terzultimo posto in classifica, ad un soffio quindi dalla serie B. E lo sono inopinatamente visto lo spessore dei giocatori a loro disposizione e di uno degli attacchi più forti della categoria (25 gol fatti), dietro appena di un soffio al Torino (26). Zico (al rientro), Edinho, Carnevale e De Agostini sfidano la capolista con l'impegno di dimostrare di valere qualcosa e soprattutto di non voler cadere nel baratro. Più agevole il compito degli interisti, reduci però dal brutto pareggio di Avellino, contro la squadra biancoceleste già scombinata di suo e senza alcuna possibilità in trasferta.

Inter e Udinese giocano per se stesse ma così facendo finiscono per aiutarsi l'un l'altra, proprio come Verona e Lazio. Un incredibile intreccio testa coda.

Bagnoli recupera Elkjaer dopo circa 3 mesi. Il guerriero, stanco di patire in panchina, è pronto ad affrontare il terreno pesante e gli interventi fallosi dei difensori avversari. Siccome sarà certamente battaglia, il mister tiene in panchina Bruni e compatta il centrocampo intorno a Di Gennaio con Sacchetti, splendido protagonista dell'ultima partita e Briegel. Il Verona non può permettersi di lasciar giocare l'Udinese e per questo sceglie un 4-3-3 muscolare e aggressivo: la miglior difesa è dunque l'attacco. E la difesa dell'Udinese è una delle peggiori del torneo.

Limito qui i contenuti della gara per lasciare spazio alla cronaca che sarà piena di episodi importanti. Anticipo solo una cosa: considerate che questa partita verrà ricordata, nella storia centenaria del Verona, come una delle più bizzarre ed emozionanti di sempre. Ci aiuteranno nell'impresa un cardiotonico e un pallottoliere. Nella speranza che da Milano non arrivino troppe notizie a crearci ancora più confusione. Chi è stato ad Udine questo giorno 20 anni fa, rivivrà le stesse trepidazioni di allora.

MINUTO PER MINUTO Il Verona, in completo blu cattivo, parte subito all'assalto. Dopo soli 3 minuti passa in vantaggio: Fanna batte un calcio piazzato, crossa alla perfezione in area dove irrompe Briegel che di testa batte Brini. Alè!

Passano solo 6' minuti e i gialloblu raddoppiano: Briegel scarica una bordata incredibile, il portiere udinese non trattiene il pallone, irrompe Galderisi con grande opportunismo ed è nuovamente gol! Il Verona è una macchina perfetta e dopo 9' di gioco comanda per 2 a 0!

L'Udinese stenta a riorganizzarsi ed assomiglia a un pugile frastornato, mentre gli uomini di Bagnoli si ritraggono un pochino pronti a colpire nuovamente alla prima occasione. Emblematico episodio al 20' minuto: rinvio lungo di Garella, Cattaneo manca incredibilmente lo stop, Elkjaer – un grande rientro il suo - si precipita sul pallone e fugge da metà campo, gli corre incontro il portiere e il bomber sa che in quel momento può fare tutto ciò che vuole: tirare con forza oppure dribblare Brini ed entrare in porta con la palla alla … brasiliana. Decide la cosa più spettacolare di tutte, alla … Elkjaer insomma: uno splendido pallonetto che gonfia la rete avversaria abbinando così la potenza dello scatto all'abilità del tocco di palla. Una cosa davvero grandiosa! Sono trascorsi appena 20' minuti e il risultato è già di 3 a 0 per noi. In pratica, ogni azione gialloblu si concretizza con un gol. Si prospetta una grande domenica per noi.

Al 32' capitan Tricella si sgancia e, presentatosi solo davanti a Brini segna il quarto gol! Alè! L'arbitro Casarin annulla inspiegabilmente per fuorigioco. La moviola dimostrerà il clamoroso errore arbitrale perché ben 2 difensori udinesi tengono in gioco il nostro giocatore. Questo episodio, sarà fondamentale per il proseguo della gara.

Al 41' Fanna viene toccato duro da un difensore avversario ed è costretto a lasciare il posto a Bruni. Dopo 3 magnifiche perle, il Verona subisce 2 fastidiose seccature. Attenzione!

Al 44', punizione per l'Udinese dal limite dell'area di rigore. Batte lo specialista Edinho e niente da fare per Garella. Il tempo finisce con questo risultato: Udinese 1 Verona 3. Nessuno dei presenti è convinto che questa partita pazzesca finirà in questo modo.

Poiché non ho sentito nessun intervento da San Siro, chiedo notizie in merito.

Qui a Milano il tempo si è chiuso a reti bianche con l'Inter sempre in attacco per cercare di superare la difesa della Lazio. C'è anche una crescente contestazione verso Castagner, il tecnico milanese, che non riesce a trovare soluzioni adatte a vincere la partita. E preoccupa anche il fatto che il Verona, in questo momento, ha addirittura 3 punti di vantaggio in classifica, tutto questo prima del confronto diretto.

Bene, interrompi quando vuoi se hai necessità. Durante l'intervallo Bagnoli dice ai ragazzi di prestare la massima attenzione perché è facile ipotizzare un assalto iniziale da parte dei padroni di casa. Infatti, dopo 4 minuti, palo clamoroso sempre di Edinho, Garella raccoglie tra le braccia il pallone respinto dal legno.

Adesso si creano furibonde mischie in area gialloblu, al 55' Carnevale, purtroppo, chiude in rete un batti e ribatti: Udinese 2 Verona 3. Mancano 35 minuti e la partita è virtualmente riaperta.

I friulani raddoppiano gli sforzi e dopo soli 4 minuti riescono addirittura a pareggiare con Mauro che realizza dopo l'ennesima azione confusa in area di rigore. Ci sono voluti 20 minuti per portarci sul 3 a 0 e 35 per subire la rimonta dei padroni di casa. A questo punto, il Verona rischia veramente di perdere l'incontro. Tra l'altro, l'uscita forzata di Pierino Fanna, limita molto il nostro contropiede. Signori, oggi è davvero dura!

Interrompo da san Siro per segnalare il boato dello stadio dopo l'incredibile rimonta friulana! A questo punto, se l'Inter segna, raggiunge il Verona in testa alla classifica.

Tricella urla ai suoi compagni parole di fuoco, Di Gennaro invita tutti alla calma, Elkjaer chiede di ricevere più palloni giocabili. Passano 2 minuti e lo Tsunami danese travolge l'intera difesa bianconera depositando la palla in rete. Udinese 3 Verona 4! Mi esplodono le coronarie.

Palla al centro, l'Udinese cerca di impostare la manovra offensiva ma due guastatori veronesi sradicano la palla a centrocampo, questa arriva a Briegel che s'incurva, accende il turbo, punta sparato verso la porta di Brini ed entra in rete con tutto il pallone. In 2 minuti il Verona segna 2 gol! Udinese 3 Verona 5! Se qualcuno me lo avesse detto prima, non ci avrei mai creduto.

Mancano 28 minuti alla fine e l'Udinese, orgogliosa fino a quel momento, stramazza al suolo colpita a morte e incapace di riorganizzarsi. Vinicio cambia il regista Criscimanni con Miano, ma non succede più niente: la partita più pazza del mondo dura in pratica solo un'ora di gioco. E' un grande Verona quello odierno spietato prima, in confusione poi, ma dalla grande personalità e volontà infine. Il primato di classifica è salvo.

Attenzione, Inter finalmente in vantaggio: a soli 6 minuti dalla fine, una legnata di Marini porta i nerazzurri in vantaggio. Il match clou di domenica prossima si giocherà con il Verona in vantaggio di 1 solo punto sui nerazzurri. Una brutta Inter però, confusionaria e sterile in avanti. Ma al Bentegodi sarà un'altra partita. Chiudo da Milano e torno a casa.

I SIGNIFICATI DELLA PARTITA . In una intervista rilasciata 10 anni fa sul quotidiano l'Arena, Elkjaer ritornò a parlare di questa pazzesca Udinese - Verona. Riporto testualmente: «Quando vinci partite così, vuol dire che sei forte sia come testa che come squadra. Da quel giorno ho pensato che avremmo potuto vincere lo scudetto» .

Anche Bagnoli disse la sua nello spogliatoio. E lui, sornione, si limitò a considerare: « Non ho mai visto una partita così!» Visitando tutte le fonti alle quali ho avuto accesso, mai il tecnico parlò del suo Verona come possibile candidato allo scudetto se non dopo la partita di Torino con la Juventus. Per il momento, per lui è giusto parlare esclusivamente dello spettacolo offerto e della grande prestazione dei suoi uomini.

Anche perché la prossima settimana ci sarà un match fondamentale, quello al Bentegodi contro l'Inter che segue di 1 solo punto in classifica.

Dopo questa gara abbiamo avuto un paio di conferme importanti: primo, il Verona è tornato (a mio avviso c'è sempre stato); secondo è tornato Elkjaer e questo è davvero importante. Galderisi e il bomber danese formano una coppia straordinaria per efficacia e diversità. Anche ad Udine abbiamo avuto la conferma: Nanu impersona la rapidità e l'opportunismo, Preben la potenza e la velocità.

Curiosità simpatica: tra Elkjaer e Briegel si instaurò in questo periodo una simpatica competizione tutta nordica tra bomber. «Quando segnavo io, lui non voleva essere da meno» conclude l'intervista strizzando l'occhio. E infatti Hans Peter ha realizzato anche lui 2 magnifiche reti, una di testa e una su azione personale. Ma con gente così chi ci potrà mai fermare?

Il Verona attende l'Inter nelle migliori condizioni psicofisiche possibili. Sa che saranno gli ospiti a dover necessariamente fare la partita e sa che ha molte frecce a sua disposizione per mettere in difficoltà i nerazzurri. Intanto tutti ci godiamo questo spettacolare 3 a 5, una grande manifestazione di forza corale e di volontà. Qualcuno è tornato a parlare del Verona come di una «squadra invincibile», e io comincio a fregarmene della scaramanzia e a crederci davvero.



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