Visto che passerà qualche settimana tra l'ultimo canone della stagione (questo) e lo spazio riservato all'interno del Dossier di fine campionato, pongo ora qualche interrogativo che spero possa trovare nel frattempo risposta. Il Verona di Setti ci ha lasciato due precise sensazioni. La prima è di frustrazione per non aver mai lottato veramente per non retrocedere. Ho persino invidiato i tifosi di Frosinone, Carpi e Palermo che, tra mille ansie e preoccupazioni, qualche speranza di salvezza l'hanno avuta e che hanno comunque visto la propria squadra lottare fino a che ha potuto. Noi no. Noi non ci siamo mai scrollati di dosso l'ultimo posto in classifica da ottobre in avanti impotenti di fronte al mondo intero. Soprattutto, di fron
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Hellastory, 16/05/2016
Quando arrivò a Verona ci siamo chiesti tutti se il suo passaggio sarebbe stato incolore come quello di altri grandi a fine carriera (Rossi, Boninsegna, Domenghini, ma anche i vari Saviola, Rafa Marquez, Pazzini...) giunti con addosso il peso dell’età, degli acciacchi fisici, della mancanza di stimoli. Spremuti da una carriera troppo ricca di emozioni per aver ancora qualcosa da dare. Non ancora eccessivamente vecchi per lasciare il calcio, forse alla ricerca di un ultimo tramonto rosso intenso che però sfociava inevitabilmente in un grigio malinconico partita dopo partita. Dalle sfide internazionali, agli scudetti, alla lotta per non retrocedere o per fare un buon campionato di B. Per una neopromossa un giocatore del genere avrebbe potu
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Hellastory, 09/05/2016
E' stato detto e scritto di tutto sulle cause del crollo del Verona e continuerà ancora per molto tempo perché una debacle del genere non solo era impossibile da ipotizzare, ma nemmeno si riesce a giustificare. Anche chi vedeva un lento e inesorabile impoverimento della rosa è rimasto sorpreso dalla velocità della crisi. Il peso delle responsabilità coinvolge un po' tutti, dai vertici assenti ai giocatori senza personalità, e pertanto ognuno di noi ha finito con il porre l'accento su ciò che a suo avviso è mancato di più. Una guerra tra poveri. Un fatto però è certo: l'Hellas quest'anno non ha mai lottato per non retrocedere, di fatto non è mai riuscito a schiodarsi dall'ultimo posto in classifica. Ogni volta che sembrava s
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Hellastory, 20/04/2016
Cominciamo dalla fine. Anche perché siamo arrivati alla fine. Bigon, nel dopo gara, raccolto nella sua mestizia (era lui che ad ottobre parlava solo di sfortuna?) ammette che “la serie B è un dramma economico per il club, il paracadute permetterà solo di fare un buon campionato cadetto”. Bella prospettiva. In un colpo solo ci svela il futuro prossimo che ci attenderà e smonta la teoria complottistica di un Verona che ha scelto scientemente di retrocedere. Magari per mettere a posto i conti, fare lo stadio nuovo e liberarsi di contratti e giocatori fardello (Romulo e Pazzini su tutti). Questo è un colpo basso per noi che, non riuscendo a spiegare razionalmente tutto il casino che Setti ha combinato, ci eravamo illusi che ci fosse s
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Hellastory, 07/03/2016
È venuto giù il Bentegodi. Quello giusto però. Derby stravinto, dominato nel primo tempo e mai in discussione nella ripresa. Anche nei minuti nei quali gli ospiti (estranei in tutti i sensi) hanno accorciato le distanze. Quanti pericoli ha corso Gollini? L'Hellas di Delneri – è bene sottolinearlo, merito esclusivamente suo tutto ciò che sta accadendo – ha concesso solo uno sterile possesso palla. Tutti gli spazi erano chiusi, non è facile giocare contro di noi in questo momento. Velocità, determinazione, cattiveria agonistica ce le siamo prese noi. La differenza in campo - perché sugli spalti, in città e provincia non esiste un termine di paragone - l'ha fatta la nostra voglia di vincere. La corrente più forte a cui continuare ad aggrapp
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Hellastory, 22/02/2016
«Maestro, riusciremo ad uscire? Non senza difficoltà Adso!» (Il nome della rosa). Torniamo al presente. E restiamoci il più possibile, sperando che non finisca mai. Cosa c'è di più bello?
Più mi lamento di quello che poteva essere (società distante, gestione tecnica precedente, errori vari, infortuni a ripetizione) e più vengo smentito dalla tenacia di Delneri e dei gialloblu. Come dice Guglielmo da Baskerville: la sola prova dell'esistenza del diavolo, è il nostro desiderio di vederlo all'opera. Fintanto che il Verona continua a giocare in questo modo, senza timore reverenziale né complessi di inferiorità dettati dalla classifica, fintanto che in campo vedo questa rabbia e determinazione, non ho alcun
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Hellastory, 08/02/2016
Gennaio è sempre stato un mese di svolta, quello del cambiamento, perché da qui tutto comincia. E' dedicato al dio romano Giano Bifronte, custode delle porte e dei ponti, che guarda al passato da una parte e al futuro dall'altra. Gennaio è dunque un mese carico di aspettative e promesse. Ma parte esattamente da dove ha lasciato Dicembre. Non è mai un salto. Dopo il recupero degli infortunati durante la pausa natalizia, per il Verona c'è stato il mercato invernale, gli scontri diretti casalinghi con Palermo e Genoa e le trasferte impossibili con Juventus e Roma. Cosa porta e cosa lascia?
Il volto che guarda alle spalle vede una situazione compromessa. L'arrivo di Delneri non ha portato i risultati attesi, probabilm
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Hellastory, 02/02/2016
La storia, con la sua analisi non emotiva, un giorno ci dirà se Setti verrà ricordato dai tifosi per essere riuscito a portare il Verona in serie A e averci fatto conoscere Luca Toni, il più grande attaccante gialloblu di sempre, oppure per aver allestito – e mal difeso - la peggiore squadra di sempre. Capace di battere tutti i record negativi ed entrare in competizione con le più scarse meteore del calcio. Personalmente ritengo che questa macchia sia destinata ad allargarsi in relazione al tempo necessario per riprendere la corsa e riportare l'Hellas in serie A. Una statistica recente ha stabilito che, per il 70% delle volte, una tra le formazioni appena retrocessa festeggia il pronto ritorno in A. Al Verona l'impresa è riuscita solo du
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Hellastory, 14/01/2016
Cosa poteva fare di più oggi l'Hellas? Niente. Le ha provate tutte, pressando 80 minuti su 95 nella trequarti offensiva, tirando da tutte le parti (anche alle stelle), sbattendo contro le gambe dei difensori avversari, contro la grande prestazione di Sorrentino (la ribattuta di suola su Pazzini è però emblematica e va oltre la sua bravura) e la pessima giornata dell'arbitro che non ha visto niente di anomalo nelle trattenute in area di Pazzini, Toni e Ionita. Nemmeno il beneficio del dubbio. Persino il rimpallo dei più improbabili è sbattuto sul palo, non avrebbe mai segnato da lì Souprayen, sia ben chiaro, ma è di per sé significativo. Anche perchè alla fine, inevitabilmente, noi il nostro golletto insulso e decisivo lo prendiamo sempre
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Hellastory, 11/01/2016
Delneri ha tracciato la strada per la salvezza: 30 punti nelle prossime 21 partite, sperando poi nel Genoa. Questo significa 9 vittorie e 3 pareggi; ci possiamo permettere il lusso di sole 9 sconfitte, possibilmente nessuna delle quali in scontri diretti. Che poi sono tutti al Bentegodi. Non mi pare il caso di discutere sulla fattibilità del piano - certo i miseri 8 punti su 17 gare fanno venire le vertigini - quello che conta invece è vedere il capitano scaricare la propria rabbia in occasione del gol domenica scorsa e l'entusiasmo di Sala dopo l'acrobatico salvataggio sulla linea. Finché loro ci credono, finché vediamo la grinta di Viviani e l'espressione rassicurante di Gollini quando abbranca il pallone (esattamente l'opposto di quel
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Hellastory, 22/12/2015