GIANNI, NICO e LUCA: TRE per QUINDICI - prima parte - Hellas Verona: Le Ultimissime su HELLASTORY.net
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HELLAS VERONA / Le Ultimissime

GIANNI, NICO e LUCA: TRE per QUINDICI - prima parte


GIANNI, NICO e LUCA: TRE per QUINDICI - prima parte
GIANNI, NICO e LUCA: TRE per QUINDICI - prima parte
GIANNI, NICO e LUCA: TRE per QUINDICI - prima parte

E fu così che il tanto decantato record di gol in un singolo campionato di serie A, 15 per l'esattezza, stabilito dall'attaccante di Serramazzoni all'ultima giornata nel 1969, confermato poi sempre all'ultima giornata dal bomber di Chioggia nel 1983 è stato fatalmente raggiunto, stavolta con largo anticipo, da un campione che arriva da Pavullo. Probabilmente la storia non finirà nemmeno qui perché viste le sette giornate che ancora mancano al termine del torneo, la mitica “quota 15” potrebbe essere facilmente superata, stabilendo un record ancora più sfidante di quanto non lo fosse già in precedenza. Fra quanti anni vedremo ancora un campione gialloblù segnare 15 o più gol in serie A non è dato a sapere, ma speriamo ne passino meno dei 32 che sono passati dalla sequenza di Nico Penzo.

Prima dell'exploit di Bui, Del Vecchio nel 1957-58 ne aveva segnati 13, poi per tutti gli anni '70 solo Clerici arrivò in doppia cifra segnandone 10 nel 1970-71. Ancora, dopo Penzo, ci riprova subito Iorio ma si ferma a 14 ed infine Maniero e Mutu toccarono quota 12.

Molto interessante notare che in tutte e tre le stagioni da 15 reti il Verona gioca un campionato da neopromossa rivelazione o “outsider” come piace dire al nostro ds. Un Verona quindi che arriva dal basso, con una voglia matta di stupire il calcio che conta e in tutte e tre le occasioni ci riesce pienamente.

Ma se è sacrosanto celebrare Toni nell'attualità è altrettanto doveroso ricordare anche i due bomber che dovranno abdicare o quanto meno convivere con il nostro eroe “di stagione” .

Se dei gol di Toni sappiamo tutto (uno più bello dell'altro come d'altronde sono belli tutti i gol della propria squadra), quelli di Nico Penzo e di Gianni Bui si perdono invece nella memoria di chi c'era e nelle cronache dell'epoca. Di immagini ce ne sono poche, qualcosa si può reperire per il 1982-83 ma per il 1968-69 bisogna interpellare direttamente l'archivio di Mamma-Rai oppure si deve attendere che la stessa rispolveri e rimasterizzi le bobine in bianco e nero per poi magari vedere 30 secondi di azioni sfocate e confuse, se va bene.

CAMPIONATO 1982-83: I QUINDICI GOL DI PENZO

L'annata del primo Verona in A di Bagnoli è indubbiamente una delle stagioni più esaltanti della storia gialloblù, forse seconda solo a quella dello Scudetto. Il Verona appena promosso rimase nella zona altissima della classifica per buona parte del campionato cedendo un po' solo verso la seconda metà del campionato dopo un lungo testa a testa con la Roma che poi diverrà campione d'Italia. Parallelamente i nostri cavalcano anche in Coppa Italia cedendo solo nella doppia finale contro la Juventus. Nico Penzo, già bomber nella precedente stagione in serie B con 14 reti, si conferma goleador anche l'anno successivo prendendosi, a 29 anni, una bella rivincita nei confronti di chi come la Roma diversi anni prima lo aveva bollato come inadatto alla serie A. Ci ha pensato Bagnoli a rigenerarlo e dargli quella convinzione nei propri mezzi che forse gli veniva a mancare nei momenti più critici. Penzo era un attaccante potente, molto abile di testa e devastante nella conclusione. Il Verona giocava un calcio molto pratico che con pochi tocchi sapeva liberare l'attaccante a rete. Dirceu era la ciliegina sulla torta, capace di innescare Penzo prevedendone i movimenti servendogli palloni d'oro. Con le sue incursioni offensive, Penzo era una continua spina nel fianco della difesa avversaria. Il campionato per il Verona termina con un incredibile quarto posto ma per Penzo non arriverà il sognato traguardo di capocannoniere del torneo, superato di poco da Platini e da Altobelli.

Raccontiamoli questi 15 gol, uno per uno.

10.10.1982 5a giornata Verona Hellas - Avellino 3-0 (Penzo , Di Gennaro, Gibellini)
13’pt, 1-0: Punizione liftata di Dirceu, Volpati svetta di testa e fa da ponte per Penzo. Il bomber, vistosi scavalcare dalla palla inventa una semirovesciata che manda il pallone sotto la traversa (vedi seconda foto).

17.10.1982 6a giornata Pisa - Verona Hellas 0-1 (Penzo )
65’, 0-1: Dirceu attira a se due avversari e libera sul filo del fuorigioco Penzo che tira una bomba imparabile per Mannini.

24.10.1982 7a giornata Verona Hellas - Catanzaro 3-1 (Penzo , Penzo, Borrello (C), Dirceu)
29’ 1-0 Dirceu scappa sulla destra, centro perfetto per Pezzo che svetta su Venturini e batte di testa un incerto Zaninelli.
32’ 2-0 fallo su Penzo al limite dell’area, Di Gennaro tocca a Penzo che tira una staffilata rasoterra secca e precisa che si infila in rete.
Quinta vittoria consecutiva, Verona agguanta la Roma al primo posto.

07.11.1982 9a giornata Ascoli - Verona Hellas 2-3 (Fanna, Oddi, Monelli (A), Penzo, Novellino (A))
74’, 1-3: Tricella pesca in area Penzo che al volo anticipa il difensore ascolano e sigla con un tiro secco il terzo gol gialloblu.

21.11.1982 10a giornata Verona Hellas - Cagliari 2-2 (Penzo, Uribe (C), Fanna, Piras (C))
11’, 1-0: Oddi avanza improvvisamente sulla destra, mette al centro un cross col portiere cagliaritano Malizia fuori posizione. Penzo di testa lo scavalca e mette il gol del vantaggio (vedi terza foto).

19.12.1982 13a giornata Verona Hellas - Cesena 1-1 (Schachner(C), Penzo ,rig.)
69’,1-1: il difensore Ceccarelli contrasta duramente Fanna in area quando questo ha già perso il pallone, l’arbitro decreta il rigore e Penzo trasforma con un rasoterra angolato sulla destra.

09.01.1983 15a giornata Verona Hellas - Sampdoria 1-1 (Penzo, Renica(S))
1’, 1-0: Dopo 21 secondi dal fischio d’inizio Fanna sulla destra supera in dribbling Pellegrini, mette in mezzo dove Guerrini respinge corto, un rimpallo favorisce Penzo che di sinistro insacca.
La partita, finita in pareggio sotto una fitta nebbia, priva il Verona della gioia del titolo di campione d’inverno in coabitazione con la Roma.

23.01.1983 17a giornata Verona Hellas - Roma 1-1 (Iorio (R), Penzo)
28’, 1-1: Marangon avanza sulla sinistra, lascia a Fanna che crossa dal fondo, Marangon fa velo per Penzo che appoggia sicuro nella rete di Tancredi davanti a tifosi.

27.02.1983 21a giornata Verona Hellas - Pisa 2-1 (Penzo, Fanna, Casale (P))
18’, 1-0: Punizione di Manueli, Fanna anticipa un avversario in presunto gioco pericoloso, l’arbitro lascia correre, la palla schizza a Penzo che in “mezzo volo” mette dentro il gol del vantaggio.

06.03.1983 22° giornata Catanzaro - Verona Hellas 2-1 (Trombetta (C), Penzo, Mariani)
67’, 1-1: Penzo sfrutta un calcio d’angolo di Fanna, aggiustandosi forse la palla con un braccio prima di infilare Zaninelli da breve distanza.

20.03.1983 24a giornata Verona Hellas - Ascoli 2-1 (Penzo, Greco (A), Sacchetti)
31’, 1-0: Angolo battuto da Fanna, pallone rimpalla in area tra i giocatori, Penzo si destreggia bene e infila un Brini incerto nell’uscita.

01.05.1983 28a giornata Cesena - Verona Hellas 1-2 (Fanna, Penzo rig, Garlini (C))
68’, 0-2: Genzano atterra Dirceu in area, Penzo trasforma il rigore dello doppio vantaggio con un potente rasoterra sulla destra.

15.05.1983 30a giornata Sampdoria - Verona Hellas 2-2 (Casagrande(S), Francis (S), Penzo, Penzo rig)
68’, 2-1: cross di Manueli e colpo di testa di Penzo ad accorciare le distanze
86’, 2-2: Fanna mette il turbo, entra in area e viene agganciato da Luca Pellegrini. Il rigore di Penzo fissa il 2-2 e regala il quarto posto al Verona che varrà la prima storica qualificazione in Coppa Uefa.

-fine prima parte-

Valeriano

[la scheda di Domenico Penzo]



Hellastory, 03/04/2014

CIOFFI ALLA RICERCA DEL VERONA PERDUTO


Ho l'impressione che, dopo la confusione generata dal mercato, si continui crearne di nuova anche nelle soluzioni tattiche partita dopo partita. Laddove Tudor aveva trovato la fortuna del Verona dando continuità al lavoro di Juric migliorandolo gradatamente con il suo stile personale, Cioffi invece, ha stravolto priorità e leadership cancellando di fatto ogni tipo di continuità. Quando in conferenza stampa parla dei singoli, traspare evidente il suo concetto di base secondo cui «tutti sono in discussione, nessuno è sicuro di giocare». Questo probabilmente dipende dal fatto che lui ritiene efficaci alcune teorie aziendali (peraltro, recentemente messe in discussione dalle prove dei fatti) che mettono in competizione tutti i collaboratori ponendoli gli uni contro gli altri al fine di migliorare la produttività. Giovani contro vecchi, arroganza contro esperienza. Ma così facendo, il mister ha di fatto eliminato tutti i riferimenti degli ultimi anni. Ogni partita scende in campo una formazione diversa e i 5 cambi a disposizione, anziché consolidare, sperano di ribaltare quello che non sono riusciti ad esprimere in campo i titolari. O sbaglia la formazione iniziale, o non trasmette la giusta concentrazione, fatto sta che il Verona sbaglia quasi sempre l'approccio (salvo forse solo il primo tempo con la Lazio). Quello che emerge è infatti un Hellas continuo cantiere aperto dove la paura di sbagliare (e quindi di perdere l'opportunità a disposizione) condiziona ogni singolo giocatore che non riesce poi ad esprimersi al meglio per due partite di seguito. E' una squadra che non costruisce gioco, che fatica a difendersi, che non ha un'identità. Gunter, Ilic, Tameze, lo stesso Lazovic costretto a cambiare più ruoli, non sono più gli stessi. D'altra parte, in questa confusione generale, purtroppo continuano a trovare spazio i modesti Lasagna, Depaoli, Dawidowicz e Djuric di cui non comprendo il valore.

[continua]
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