PAZZINI, UN GIOCATORE VERO - Hellas Verona: Le Ultimissime su HELLASTORY.net
  lunedì 3, h 20:45  

HELLAS VERONA

1
UDINESE2

PROSSIMO IMPEGNO
  domenica 9, h 15:00  
SALERNITANA 

HELLAS VERONA

 
Hellas Verona english presentation

HELLAS VERONA / Le Ultimissime

PAZZINI, UN GIOCATORE VERO


PAZZINI, UN GIOCATORE VERO

Scrivere di Pazzini senza cadere nella retorica: lavoro durissimo, ma qualcuno deve pur provare a farlo. Faticoso prima di tutto ammettere che a settembre non ci sarà, che non vedremo più le sue giocate da vecchio lupo che non ha perso il vizio.

Quando arrivò al Verona era già un calciatore maturo, un campione fatto seppur reduce da importanti interventi e infortuni. Entrò in un momento disastroso, durante la stagione 2015 partita con calcoli finanziari più che sportivi e una scelta tecnica purtroppo sbagliata, penalizzata da numerosi infortuni (tra cui l'idolo Luca Toni) e finita con una retrocessione ben poco dignitosa. Una situazione generale che avrebbe smontato chiunque.

Non Giampaolo Pazzini, che dalle avversità trae maggior forza e determinazione. Le prime volte in campo, a dire il vero, vederlo giocare faceva tenerezza: caparbio da sempre, tentava le "sue" giocate, il dribbling secco e quel giochino con cui sui corner sparisce dal radar dei difensori per poi apparire dal nulla e incornare. Provava con tutte le forze i suoi scatti imprevedibili e i controlli orientati, provava a fare il Pazzo che tutti conoscevano e amavamo, ma era l'ombra di se stesso. Come nelle storie dei campioni veri, però, la frustrazione ha fatto da benzina alla cattiveria e la cattiveria è diventata preparazione, allenamento, dedizione.

Tutto pronto per la redenzione vista in ogni film d'azione, con l'eroe che sconfigge i suoi demoni e torna a salvare il mondo, piccolo magari ma il nostro mondo. L'anno successivo, con 23 goal, suo record personale in una stagione, Pazzini si impone come leader e trascinatore dei gialloblù e inanella una serie di perle meravigliose. Un po' come se l'imponente presenza dell'amico Toni avesse fino allora oscurato la sua luce, il Pazzo torna a splendere e riporta il Verona al suo posto, in serie A. Ci sono molti goal memorabili in quella stagione ma mi piace ricordare la partita col Brescia nell'ottobre 2016 - il momento in cui scoprii quanto può essere esaltante un pareggio e cominciai a scrivere "non succede, ma se succede". Era chiaro che il vento fosse cambiato e che a soffiare più forte di tutti fosse proprio lui, con la sua faccia pulita trasfigurata dalla gioia di essere tornato a fare quello che sa fare.

Gli anni seguenti non sono stati molto fortunati, tra allenatori non in grado di valorizzarne il potenziale umano e sportivo, una trasferta spagnola, molte panchine e gran poche soddisfazioni. Ed è in questa fase che abbiamo scoperto l'uomo dietro il calciatore, qualcuno in grado di sopportare silenziosamente, anzi col sorriso, scelte tecniche discutibili da parte di sedicenti allenatori rampanti. E il Pazzo, anziché farsi piccolo di fronte all'arroganza, è diventato ancora più grande, imponendosi come uomo di spogliatoio, come esempio di impegno e professionalità, sempre a disposizione per un consiglio e con la casa aperta per dare il benvenuto ai nuovi arrivati.

La persona che è arrivata cinque anni fa a Verona era un campione, un grande calciatore che non voleva arrendersi a un fisico fragile e che si è tolto diversi sassolini dalla scarpa coi tacchetti; ora salutiamo un veronese d'adozione, uno che c'è sempre, per fare il bene o solo per mandare gli auguri di compleanno alla sua tifosa numero uno durante il lockdown. Se ne va qualcuno che ha lasciato un segno nei tifosi, nella città e perfino in uno tosto come Juric, cui immagino non sia capitato spesso di dire "ero prevenuto, errore mio, mi sono sbagliato". Nel calcio moderno, quello del talento sprecato ma del profilo instagram (e conto in banca) milionario, Giampaolo Pazzini si è rivelato un campione di altri tempi; fino alla fine, con una conferenza stampa sobria e piena soltanto di bei ricordi, molto diversa da altre precedenti. Davanti al nostro striscione, era sorridente ed emozionato, cercava le facce amiche nella folla e si rigirava le mani senza sapere come accogliere tutto quell'affetto. Ha ancora molto da dare, fortunato chi lo prende. Quanto a noi, ad ogni goal sbagliato del nostro Verona, continueremo a dire nostalgici "eh, se ghera Pazzini!" ancora per molto tempo.



Barbara Salazer



Hellastory, 07/08/2020

CIOFFI ALLA RICERCA DEL VERONA PERDUTO


Ho l'impressione che, dopo la confusione generata dal mercato, si continui crearne di nuova anche nelle soluzioni tattiche partita dopo partita. Laddove Tudor aveva trovato la fortuna del Verona dando continuità al lavoro di Juric migliorandolo gradatamente con il suo stile personale, Cioffi invece, ha stravolto priorità e leadership cancellando di fatto ogni tipo di continuità. Quando in conferenza stampa parla dei singoli, traspare evidente il suo concetto di base secondo cui «tutti sono in discussione, nessuno è sicuro di giocare». Questo probabilmente dipende dal fatto che lui ritiene efficaci alcune teorie aziendali (peraltro, recentemente messe in discussione dalle prove dei fatti) che mettono in competizione tutti i collaboratori ponendoli gli uni contro gli altri al fine di migliorare la produttività. Giovani contro vecchi, arroganza contro esperienza. Ma così facendo, il mister ha di fatto eliminato tutti i riferimenti degli ultimi anni. Ogni partita scende in campo una formazione diversa e i 5 cambi a disposizione, anziché consolidare, sperano di ribaltare quello che non sono riusciti ad esprimere in campo i titolari. O sbaglia la formazione iniziale, o non trasmette la giusta concentrazione, fatto sta che il Verona sbaglia quasi sempre l'approccio (salvo forse solo il primo tempo con la Lazio). Quello che emerge è infatti un Hellas continuo cantiere aperto dove la paura di sbagliare (e quindi di perdere l'opportunità a disposizione) condiziona ogni singolo giocatore che non riesce poi ad esprimersi al meglio per due partite di seguito. E' una squadra che non costruisce gioco, che fatica a difendersi, che non ha un'identità. Gunter, Ilic, Tameze, lo stesso Lazovic costretto a cambiare più ruoli, non sono più gli stessi. D'altra parte, in questa confusione generale, purtroppo continuano a trovare spazio i modesti Lasagna, Depaoli, Dawidowicz e Djuric di cui non comprendo il valore.

[continua]
Qual è stato il miglior gialloblu in campo in H.Verona-Udinese?

H.Verona    Udinese


Ceccherini F.

Depaoli F.

Doig J.

Duric M.

Günter K.

Henry T.

Hien I.

Hrustic A.

Kallon Y.

Lasagna K.

Lazovic D.

Montipò L.

Piccoli R.

Tamèze A.

Veloso M.

Verdi S.


 


Riepilogo stagionale e classifica generale


Scarica e gioca con l'esclusivo CruciGialloBlu di Hellastory!
Scarica e gioca con l'esclusivo CruciGialloBlu di Hellastory!

[ Archivio e Soluzioni ]




Devi essere iscritto per visualizzare i dati dell'Almanacco del giorno
Username
Password
 
[Registrati]






HELLASTORY.net è online dall'11 maggio 2001 ( 7820 giorni)
Ogni contenuto è liberamente riproducibile con l'obbligo di citare la fonte.
Per qualunque informazione contattateci.
Leggi la nostra Informativa Privacy.
[www.hellastory.net] - {ts '2022-10-06 19:47:14'} - {ts '2022-10-07 02:47:14'} [browser]


1911191219131914191519191920192119221923192419251926192719281929193019311932193319341935193619371938193919401941194219431944194519461947194819491950195119521953195419551956195719581959196019611962196319641965196619671968196919701971197219731974197519761977197819791980198119821983198419851986198719881989199019911992199319941995199619971998199920002001200220032004200520062007200820092010201120122013201420152016201720182019202020212022