3. Le Pagelle, parte 2 - Dossier 2021/2022 su HELLASTORY.net
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3. Le Pagelle, parte 2

TAMEZE Adrien (38/4) Già reduce da una stagione mirabile, quest'anno è partito un po' in sordina forse a causa del non perfetto stato di forma. Quando poi è entrato in pianta stabile tra i titolari ha migliorato ulteriormente il rendimento che già ci potevamo attendere dimostrandosi un giocatore a tutto campo, con grinta e fiato da vendere. Uno dei capisaldi di questo grande Verona. Giudizio OTTIMO

ILIC Ivan (32/1) Per lui questa era la stagione più difficile in assoluto. L'anno scorso da perfetto sconosciuto aveva goduto del bonus sorpresa e dell'assenza di pressioni da parte di tutto l'ambiente. Quest'anno doveva confermarsi e possibilmente migliorare, visto anche l'esborso economico per trattenerlo a Verona. Diciamo che ci è riuscito in parte, giocando anche più partite di quelle che si pensava inizialmente vista l'indisposizione di Veloso. Ha terminato la stagione sicuramente in crescendo. Per lui anche 1 gol e 5 assist. Giudizio globale DISCRETO

FARAONI Marco Davide (32/4) Ecco l'altro insostituibile, con Lazovic dall'altra parte del campo. Presidia la fascia destra, tutta, da cima a fondo e ha imparato ad accentrarsi per proporsi ancora più efficacemente in zona tiro in area di rigore. Abbiamo provato Depaoli per farlo giusto respirare e dargli un po' di cambio ma Faraoni resta ancora su di un altro pianeta. Teniamolo qua fin che ce ne sarà anche solo un pezzo, ci serve! Tante presenze, 4 reti e 6 assist sono un bel bottino. (32/4) OTTIMO

BARAK Antonin (29/11) L'avevamo battezzato tuttocampista e confermiamo assolutamente il soprannome. Lui te lo trovi praticamente dappertutto, forse non alla velocità di Tameze, ma con una concretezza di gioco incredibile. Dal recupero del pallone, alla gestione, alla difesa dello stesso, fino poi alla creazione dell'opportunità, al tiro, all'assist. Quest'anno ci ha aggiunto anche il dribbling (vedi a Napoli). È un giocatore completo, pronto per fare il salto di qualità gli auguriamo in un campionato più competitivo di questo. Rendimento OTTIMO

LAZOVIC Darko (34/1) Giocatore onnipresente, oramai colonna portante della nostra squadra. Un giocatore che vorremmo invecchiasse con noi e che rimanesse a vita, assieme a Faraoni. Sulla sua fascia è letteralmente imprendibile, crea spazio e giocate a ripetizione, non si risparmia mai, nemmeno un secondo. Unico neo relativo a questa stagione è che sembra aver dimenticato come infilare la porta. Un po' di sfortuna, forse, ma lo vorremmo più determinante come sappiamo che può essere. Però ha fatto anche 7 assist, non va dimenticato. Rendimento OTTIMO

BESSA Daniel (24/1) In un primo momento, con l'arrivo di Tudor, sembrava essersi ritrovato come giocatore e pareva potesse tornare a far parte del giro dei titolari ma, a ragion veduta, il suo inserimento nel giro dei titolari era stato solo un espediente per dare una scossa alla squadra visto che strada facendo Bessa è tornato ad essere il giocatore abulico e poco propenso al sacrificio che già da anni conosciamo. È a fine contratto, meglio così. Per essere buoni, visto che non bocciamo nessuno, giudizio SUFFICIENTE

VELOSO Miguel (22/-) Stagione molto sfortunata per il nostro capitano. Un vero peccato perché una vera alternanza nella zona più importante del campo tra lui e Ilic avrebbe fatto bene un po' a tutti. Non è andata così, tuttavia confermiamo per l'ennesima volta che quando c'è Veloso a metà campo a giostrare la palla si gioca sempre un bel calcio. Stravediamo da sempre per lui e siamo felici che possa fare ancora una stagione in gialloblu. Giudizio DISCRETO

DEPAOLI Fabio (18/1) arrivato nel mercato di gennaio, dove grossi interventi non ce n'erano da fare, Depaoli è stato preso per far rifiatare Faraoni, ben sapendo che non avrebbe potuto sostituirlo in toto. Dobbiamo dire che l'operazione è riuscita molto bene e che il buon Fabio ha fatto la sua parte in maniera onorevole. Per lui il rendimento è stato DISCRETO

HONGLA Martin (18/1) Ce ne ha messo di tempo per ingranare. Un inizio quasi disastroso (ma come tutta la squadra del resto), poi una parte centrale di stagione spesa ad imparare e a crescere, infine un finale di stagione che ha lasciato intravedere buone cose e a questo ci aggrappiamo sia per il giudizio di questo dossier sia per il futuro in gialloblu del giocatore. Nel mezzo anche una Coppa d'Africa da protagonista che fa sempre bene. Giudizio DISCRETO

ZACCAGNI Mattia (2/2) Ci sembrava di avere chissà cosa in rosa, ci sembrava di non poter vivere senza. Alla fine meglio che se ne sia andato. Lui ha trovato la sua dimensione e impara a diventare un giocatore completo, noi abbiamo guadagnato un giocatore come Caprari che ci ha fatto fare il salto di qualità. Bisogna sempre sforzarsi di guardare oltre senza fossilizzarci sui singoli. NG

CAPRARI Gianluca (35/12) Per Caprari vale più o meno quanto detto su Montipò. Anche lui è arrivato quasi snobbato se non criticato perché doveva sostituire un presunto “insostituibile”. Pochi ci credevano, noi sulla scheda avevamo avvertito che avrebbe potuto invece risultare determinate. Così è stato. Il vero faro dell'attacco, regista avanzato che detta i tempi dell'attacco, uomo assist che ti mette la palla dove vuole con una visione incredibile, uomo gol che ha l'istinto del tiro nel sangue. Cosa avremmo fatto senza di lui e se fosse rimasto il giocatore che ha sostituito? Giudizio oltre l'OTTIMO

SIMEONE Giovanni (35/17) La stagione che il Cholito conclude a Verona, con ogni probabilità l'unica, è la migliore della sua carriera. Siamo molto orgogliosi che questo suo record sia stato fatto a Verona e siamo altrettanto felici di averlo avuto in rosa perché si tratta di una persona, oltre che di un calciatore, veramente speciale. Prima ancora che del numero di gol segnati, parliamo del suo atteggiamento messo in campo: un leone mai domo, uno che si sfinisce pur di dare il massimo in ogni frangente. Uno spirito che Verona era destinata ad amare fin dal suo arrivo. Gol ne ha fatti tanti, magari troppo concentrati in poche partite, tanti altri ne poteva fare ma a volte l'eccessivo impeto ostacola la prestazione. Un giudizio ovviamente OTTIMO

LASAGNA Kevin (28/2) Kevin quest'anno è stato impiegato molto spesso come riserva, 17 volte su 28. Per lui l'inizio di stagione non è stato positivo, forse non era ben chiaro quale fosse la sua collocazione. Procedendo col calendario si è ritagliato la sua fetta di spazio in campo, qualche volta spaccando la gara subentrando dalla panchina. Di certo il ragazzo ha un considerevole credito con la fortuna vista la quantità di pali e gol mancati per un soffio. Se questo credito saprà riscuoterlo l'anno prossimo, magari affinando ancora meglio quelle fucilate dalla distanza che spesso prova, potremmo divertirci. In complesso, vista anche la forza d'animo impiegata non possiamo dargli meno di DISCRETO

CANCELLIERI Matteo (12/1) Sappiamo quanto può valere e non sappiamo ancora quanto possa crescere. Gli indicatori per lui prevedono un futuro da campione, lo scarso utilizzo da parte del mister dice che deve ancora maturare. Lo attendiamo fiduciosi nella prossima stagione. Però che carattere e che gol contro l'Empoli...Giudizio DISCRETO

KALINIC Nikola (14/4) L'avevamo lasciato a fine stagione scorsa che sembra un giocatore prossimo al ritiro. La cura Tudor invece è riuscito a rigenerarlo e per metà stagione ha lottato in mezzo ai difensori avversari con grande impegno e lasciando intravedere ancora lampi di classe e di mestiere. Per quel che ha giocato il giudizio è DISCRETO

Senza Voto: TERRACCIANO Filippo (1/-), PRASZELIK Mateusz (2/-), DI CARMINE Samuel (1/-).

Legenda: (presenze / gol segnati o subiti in campionato)

DI FRANCESCO Eusebio Riponevamo parecchie speranze, o almeno un po'. Siamo rimasti molto delusi, anche per il fatto che la squadra sembrava pure giochicchiare bene. Probabilmente c'erano problemi che difficilmente dall'esterno era possibile captare. In ogni caso, sono i risultati che contano quindi giudizio INSUFFICIENTE

TUDOR Igor Guardate come si deve comportare il vero condottiero di una squadra. Arriva a situazione critica, rivoluziona formazione e modo di giocare, instilla nei giocatori un modo di pensare positivo e votato al risultato, non dice mai una parola fuori posto, non critica i propri giocatori davanti alla stampa, non fa lui i programmi societari perché non gli compete, non racconta frottole, non si inventa scuse. Tiene sulla corda tutta la squadra anche a salvezza acquisita e non permette rilassamenti di alcun tipo. Poi a fine stagione, e solo a fine stagione, decide di affrontare nuove esperienze e se ne va, senza polemiche e con grande professionalità. Applausi pur rimanendo il rammarico per averlo perso. Giudizio assolutamente OTTIMO.



Valeriano




Hellastory, 03/06/2022

SETTI ACCOMPAGNA IN B IL VERONA


Dopo la decima, gravissima sconfitta consecutiva, il Verona è quasi condannato. E pensare che lo Spezia, per condizione e posizione di classifica, avrebbe potuto essere l'avversario più adatto per chiudere decentemente l'anno solare ed accendere speranze di salvezza. Invece no, ci sono stati superiori non solo nel risultato ma anche nel gioco e in intensità. Il Verona sta pagando le sciagurate scelte societarie, come ha ammesso Marroccu dopo Monza. Setti invece, che vive evidentemente in un altro pianeta, non si rende conto di quello che ha combinato e nemmeno perché, chiunque a Verona raggiunge un certo livello qualitativo, poi chiede di andare via. Non si rende conto che è lui l'artefice di questa condizione di precarietà che non consente di trovare in questa società la propria dimensione sportiva. E per questo, ogni anno batte cassa frettolosamente al valore acquisito, vivendo di nuove scommesse e di improvvisazione. In effetti, a voler essere precisi, non è ancora stato chiarito se tutto ciò dipenda da costanti bisogni personali, oppure dalla sua supponenza (sono il Presidente che ha disputato più stagioni in serie A, conosco il calcio meglio di tutti voi ...). Fatto sta che questa volta Longo, D'Amico e Tudor hanno capito in fretta quello che sarebbe successo di lì a qualche mese e, vista l'impossibilità di proteggere un giocattolo troppo prezioso per le sue mani grezze, si sono defilati con lungimiranza. Come se uno, vincendo casualmente alla lotteria, finisce per sprecare tutto e si riduce a chiedere l'elemosina sotto i ponti. Povero e abbandonato. Forse perché erano proprio loro la componente saggia e competente della società, quella che ha permesso di rivalutare fino a quel punto il Verona. Loro, e non certo Setti che ha solo avuto la fortuna di averli per sè. Comunque, tutti i nodi sono venuti rapidamente al pettine: ceduti male Barak, Simeone, Caprari e Casale, rimpiazzati solo numericamente con giocatori scadenti (alcuni persino pagati cari), preso Marroccu come suo braccio destro (velocissimo a squalificarsi nel giro di poche settimane) e infine scelto Cioffi per l'ennesima scommessa assurda anche se l'ambiente, svilito e senza indirizzo, stava cercando invece disperatamente continuità, esperienza e buon senso. Cosa è rimasto di quel Verona che tanto ci ha divertito e sentiti rispettati? Niente. Per non parlare della soluzione frettolosa e senza alcuna logica di affidare la squadra a Bocchetti, che non ha niente a che vedere con quella adottata dal Monza con Palladino. Infatti, il povero cristo è stato assunto a uomo simbolo della società dopo essere stato prima dirottato in Primavera e poi, come un profeta, beneficiario di addirittura 5 anni di contratto. Lui che non ha neppure il patentino da allenatore. Ora cosa ci aspetta? un lento ed umiliante cammino verso l'inferno o abbiamo ancora qualche briciolo di speranza di salvezza?

[continua]
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