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5. Il Campionato in numeri

"TUTTI I VIVI ALL'ASSALTO"

In maniera molto prosaica faccio mio questo titolo di un libro di Alfio Caruso, pubblicato nel 2003, che tratta dell'Armata Italiana in Russia nel 1942.

Avevo salutato Juric, al termine della stagione scorsa, evidenziando la sua abilità nell'approntare dei sistemi difensivi efficaci, senza togliere spregiudicatezza all'azione offensiva.
I record ottenuti allora erano tutti riferiti al fatto di limitare il più possibile le reti passive.
Il croato sopravvenuto, dopo la mesta trilogia "eusebiana" (intesa come complesso di tre tragedie), il possente Igor Tudor, al contrario, ha spronato la truppa, compresi i mezzi-morti e le mezze-pippe, vivificandoli a tal punto che l'approccio ad ogni partita doveva essere un assalto alla baionetta (guardare più volte la gara di Sassuolo, please), per cui i record del secondo croato derivano tutti dal gran numero di reti messe a segno.

I nuovi numeri:

15 giocatori vanno in gol (14 – 19/20)
1 quaterna in una gara (Simeone in Verona-Lazio 4-1)
1,71 la media reti per partita (1,63 – 13/14)
4, per 5 volte, il massimo delle reti segnate in una gara (4, per 3 volte – 13/14)
65 il primato delle reti segnate (62 – 13/14)
31 il primato delle reti segnate in trasferta (27 – 13/14)
1,101 il miglior quoziente reti (0,958 – 20/21)
4-0, per 2 volte, la maggiore vittoria interna (4-0, per 1 volta – 13/14)
+6 la miglior differenza reti (-2 – 20/21)
3 giocatori in doppia cifra (Simeone 17, Caprari 12 e Barak 11 che con 40 reti complessive cancellano le 35 di Toni 20, Iturbe 8 e Jorginho 7 del torneo 13/14)

A corollario di tutto ciò, bisogna aggiungere anche altri primati stagionali, sempre rapportati alle 7 partecipazioni del Verona alla Serie A a 20 squadre:

come la conferma del miglior piazzamento, già ottenuto da Juric nel 19/20
23/57 il primato dei punti in trasferta (21/57 nel 13/14 e nel 20/21)
3, con 0 pareggi, le partite consecutive senza vittoria (5, con 1 pareggio - 13/14)
2, in 2 occasioni, le partite consecutive vinte in trasferta come nel 13/14 e nel 20/21
13 il minor numero di sconfitte complessive, già ottenute da Juric nel 19/20
6 il minor numero di sconfitte in trasferta (7– 14/15)
4 i calci di rigore contro (6 - 15/16)
29/57 il miglior punteggio nel girone di ritorno (25/57 - 14/15)

Come si nota da quanto suesposto, prosegue l'opera di ridimensionamento del tecnico di Ravenna, il quale però mantiene il record che più di tutti la truppa gialloblu voleva migliorare, vale a dire il punteggio finale in classifica: i 54 punti del campionato 2013/14 sono stati solo sfiorati.
53 per Tudor e compagni con 14 vittorie, 11 pareggi e 13 sconfitte.
30 in casa (9v-3p-7s) e 23 in trasferta (5v-8p-6s).
24 all'andata (6v-6p-7s) e 29 al ritorno (8v-5p-6s)

Nel 31mo campionato del Verona nella massima serie si sono superate le 1000 partite giocate, 1018 per la precisione (271v-335p-412s).

31 i giocatori schierati, con Tameze che non ha saltato un incontro (38) e Montipò che ha avuto il minutaggio più alto (3060).
Degno di nota il superamento delle 100 presenze in A di Lazovic (104) e di Faraoni (102). Il serbo diventa in questo modo lo straniero più utilizzato, superando Moras (96) e Elkjaer-Larsen (91).
Tra i 13 debuttanti in maglia gialloblu, un plauso particolare a Casale (36), Coppola (4) e Terracciano (1), tre prodotti del nostro vivaio.

Le 65 reti attive (le stesse dell'Atalanta dei "miracoli") con una media a partita di 1,71 ci piazzano al posto assoluto della graduatoria.
15 i realizzatori con un plauso speciale a Simeone (17 gol) autore di 1 quaterna, 1 tripletta e di 2 doppiette, a Caprari (12) con 1 doppietta, a Barak (11) con 1 tripletta e a Kalinic (4) e Zaccagni (2) con 1 doppia segnatura entrambi.
Le marcature multiple totali in serie A ora constano di 1 cinquina, 1 quaterna, 4 triplette e 84 doppiette.
6 i nuovi goleador che portano il totale a 204 (la palma del 200mo è toccata a Simeone).
La squadra più battuta rimane la Fiorentina con 68 reti (36 in casa, 32 fuori), poi Lazio 63 (34+29) e Milan 63 (39+23+1) e Consigli il portiere che ha subito più gol dal Verona, ben 22 (18 col Sassuolo e 4 con l'Atalanta).
Il totale delle reti fatte è salito ora a 1083 (670 in casa, 409 fuori casa e 4 in campo neutro), con una media a partita passata dal 1,03 iniziale all'attuale 1,06.
In una particolare classifica relativa ai gol messi a segno dai subentrati (chiamiamoli riserve) il Verona si piazza all'ultimo posto con una percentuale del 5% sul totale delle reti attive: solo 3 su 65 (al primo posto il Genoa col 26%: 7 reti su 27 totali).
2 le autoreti a favore (Henry del Venezia e Koopmeiners dell'Atalanta) che portano il totale a 55.

Le 59 reti passive, con una media a partita di 1,55, ci pongono in 12ma posizione su 20 squadre.
Ne subisce 50 Montipò in 34 partite, 6 Pandur in 3 e 3 Berardi in 1.
2 gli autolesionisti: Ilic in Verona-Roma e Gunter in Milan-Verona.
Diventano 1389 le reti subite in totale (556 in casa, 822 fuori casa e 11 in campo neutro), con una media a partita pari a 1,36.
La Juventus con 106 (37 in casa e 69 fuori) è la squadra che ci ha fatto più gol, seguono l'Inter con 101 (52+49) e il Milan con 97 (44+53).

Ben 7 gli espulsi, in ordine cronologico: Veloso (Sassuolo), Bessa (Napoli), Kalinic (Napoli), Magnani (Torino), Ilic (Salernitana), Ceccherini (Napoli), Faraoni (Napoli).
Il totale ora è di 124 con una media giusta di 4 a stagione.
Il Napoli è la squadra più beneficiata: 13 volte siamo rimasti in inferiorità numerica contro i partenopei.
Assurge agli onori della cronaca anche il preparatore atletico Brignardello cacciato per atteggiamento provocatorio nei confronti di un avversario in Verona-Fiorentina.

89 sono le ammonizioni:
Casale-Ceccherini-Gunter (10), Simeone (8), Faraoni (6), Ilic-Veloso (5), Barak-Caprari-Tameze (4), Bessa-Dawidowicz-Depaoli-Hongla-Magnani (3), Kalinic-Lazovic (2), Cancellieri-Di Carmine-Lasagna-Montipò (1)
1 sanzione per Di Francesco e 6 per Tudor.

17 le giornate di squalifica a carico di Ceccherini (3), Casale-Faraoni-Gunter-Ilic-Veloso (2), Bessa-Kalinic-Magnani-Simeone (1).
1 giornata anche per Tudor, sostituito in panchina da Bocchetti, il collaboratore tecnico.
Finiscono la stagione in diffida Barak, Depaoli e Tameze, mentre salteranno la prima del prossimo campionato, perchè squalificati, Casale, Ceccherini e Veloso.
Ho contabilizzato le ammende comminate all'Hellas in tutta la stagione che ammontano a 60.000 €.
Da ricordare, dopo Verona-Napoli del girone di ritorno " l'obbligo per la Soc. Hellas Verona di disputare una gara con il settore Curva Sud Inf. e Sup. privo di spettatori".

8 i rigori a favore con 7 realizzazioni: Barak (4), Caprari (2), Zaccagni (1). A sbagliare è il Cholito in Empoli-Verona che prima si fa parare la conclusione, che però deve essere ripetuta. Ha il coraggio di ripresentarsi sul dischetto ma prende il palo.
Il totale dei rigori attivi si attesta a 155 con 121 realizzazioni, lo 0,78%. Contro la Fiorentina, nostra vittima sacrificale, ne abbiamo battuti 13 (11 andati a segno e 2 sbagliati).

4 i rigori contro con 3 realizzazioni: Criscito (Genoa), Kessiè (Milan), Djuric (Salernitana). Caputo, in Verona-Sampdoria, si fa ipnotizzare da Montipò, ma segna sulla ribattuta del portiere.
Il totale dei rigori passivi arriva a 175 con 127 realizzazioni, lo 0,72%.
La squadra che ne ha fruiti di più nei nostri confronti è la Sampdoria con 17, ne ha segnati 10, sbagliandone ben 7.

Sono 24 gli arbitri che hanno diretto le 38 partite del Verona.
Doveri per 4 volte (0v-2p-2s) il più presente, che ora con 14 direzioni totali è entrato nella top ten della classifica per la serie A (), però con lui si vince poco (2v-4p-8s).
Le facce nuove (6) sono quelle di Camplone (Pescara), Colombo (Como), Gariglio (Pinerolo, TO), Maggioni (Lecco), Marcenaro (Genova) e Pezzuto (Lecce) che portano il totale a 201.

9.376 è il buon numero di abbonati per questa stagione.
Stagione tribolata relativamente alla presenza degli spettatori negli stadi. Sono stati posti dei limiti all'affluenza, si è passati dal 50% al 75%, alcuni turni poi sono stati giocati con un limite massimo di 5000 persone, per arrivare infine al 100% solo dal 1° Aprile scorso.
Come segnala il sito "stadiapostcards.com" il Verona (10° su 20 squadre) ha avuto quest'anno 263.680 spettatori totali, con una presenza media a partita di 13.878.
Questo il podio delle più viste:
Verona-Milan: 30.154
Verona-Torino: 24.001
Verona-Juventus: 22.314
Fanalino di coda Verona-Salernitana con 3.016, ma quel giorno la Curva Sud era deserta, erano tutti fuori per protesta.

Riuscire a confermarsi e a staccare qualche numero positivo, un anno via l'altro, deve essere la nostra missione.
Il croato sopravvenuto ha indicato la strada: "avanti miei prodi!"

Carlo

Scarica le statistiche della rosa della Stagione 2021/22




Hellastory, 08/06/2022

UNA REGOLA SBAGLIATA CHE PUO' DANNEGGIARE IL VERONA


Lo spettacolare pareggio dell'Olimpico con la Lazio chiude adeguatamente una stagione strepitosa. Tudor, stupendo condottiero, ha migliorato la posizione di classifica dell'anno scorso, ha ottenuto il record di gol realizzati (65) e sigillato il saldo positivo reti fatte/subite (+ 6), risultato questo non riuscito né a Mandorlini (-6) né a Juric (- 2 e -4) prima di lui. Adesso però inizia una settimana decisiva per capire cosa farà, quando scioglierà la riserva circa la permanenza o meno in gialloblu. Perso D'Amico, la questione che tiene in sospeso tutti non è un problema di soldi, contano le sensazioni. Bisogna vedere se ci sono i presupposti. Da cosa scaturisce questo stato di incertezza? Tutto ci porta ad affrontare un periodo di incertezza societaria che non aiuterà certo a lavorare con la stessa serenità che ha trovato e che, infondo, ha agevolato il conseguimento di prestazioni di questo rilievo. Non c'è alcun dubbio che D'Amico, anche lui sotto contratto, abbia colto l'opportunità Atalanta anticipando in tal modo la conclusione di un ciclo. Un ciclo vincente, aggiungo, visti gli splendidi risultati ottenuti non solo sul campo (grande calcio, 1 promozione e 3 piazzamenti stabilmente tra il 9º e il 10º posto), ma anche e soprattutto dal punto di vista della rivalutazione della rosa e degli indici di bilancio. D'Amico, direttore sportivo silenzioso e scrupoloso, è stato anche in grado di porre rapido rimedio nei rari errori di valutazione (l'esonero veloce di Di Francesco e l'aver tolto dal mercato Tameze in agosto quando ci si è accorti che Hongla non avrebbe risposto subito alle aspettative). Ora però se ne sta aprendo un altro di difficile valutazione. Non tanto perché Marroccu, che è comunque un dirigente esperto, valga meno di D'Amico, quanto per il contesto in cui si troverà ad operare. E Tudor deve stabilire se valga la pena oppure no restare alle nuove condizioni.

[continua]
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