E' praticamente impossibile, in questo momento, capirci qualcosa. Non c'è dubbio, però, che la sosta del Campionato arrivi quanto mai opportuna per dare chiarezza a Baroni, valutare la portata e i tempi di recupero degli infortuni (sappiamo già, purtroppo, del crociato di Compagnon e Korac, ma anche Frese, Bradaric e Dawidowicz non sono al meglio) e far comprendere ai giocatori che stanno giocando un campionato insidioso dove nessuno ti regala niente. Baroni può sicuramente contare su una corazzata, basta vedere il valore tecnico della panchina in grado di cambiare, in pochi minuti, le sorti della partita. Ma tutti, mister compreso, devono superare gli approcci mentali errati avuti contro l'Ascoli e il Benevento. Persino il Vicenza ci aveva messo in crisi prima dell'ingresso di Cerbone, Livramento e soprattutto Mosquera. Questo a conferma del rischio che presenta ogni avversario, ma anche del potenziale devastante che il Verona ha a propria disposizione. Perché non è riuscito finora a trovare il giusto equilibrio? È solo un fatto di testa (la presunzione scompare di fatto all'arrivo della paura) o di armonia tattica (troppi galli nel pollaio) che fatica ad emergere?
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