1903-1915 I Pionieri del...Fubal
Nell'estate del 1912 l'Italia è alle prese con la Guerra Italo-Turca, conflitto ai nostri giorni quasi dimenticato, travolto da pagine della storia ben più drammatiche che riguardano la Prima e la Seconda guerra mondiale. In realtà, tra il 1911 e il 1912, fu un accadimento particolarmente doloroso per la popolazione. I giornali non mancano di mettere gli avvenimenti bellici in prima pagina ma scendendo nella cronaca locale spesso si leggono lunghi elenchi di ragazzi caduti che hanno la stessa età dei nostri calciatori. In questo clima mesto, ma non ancora di guerra totale, nell'estate del 1912 ci si appresta a iniziare una nuova stagione calcistica.
L'obiettivo dell'Hellas, nelle intenzioni, è quello di fare meglio delle due stagioni precedenti, tuttavia ancora una volta la buona volontà cozza contro la cruda realtà. I cronisti fanno sapere che la squadra potrebbe risultare decimata. Ruberti è in Svizzera, Barbasetti a Berlino e non si sa quando torneranno. Bascheni e Girardi hanno problemi di studio, Cavallaro e Forlivesi lavorano fuori città, Benini non può giocare e Guarda non vuole. Si fa affidamento ancora sui vecchietti Masprone e Trerè che sono anche dirigenti. Si parla di mercato, si nomina il forward Carito del Milan, Marino portiere del Volontari Venezia, a Verona per il servizio di leva e, attenzione, si inizia a parlare di uno straniero, svizzero, del San Gallo.
A fine settembre iniziano a fioccare le amichevoli di preparazione al campionato ed è già un grande passo avanti rispetto alla scorsa stagione. Il campionato si preannuncia più impegnativo visto che in questa stagione sia la prima classificata che la seconda del nostro Girone Veneto-Emiliano passeranno il turno in una fase finale sempre a gironi.
Nella prima amichevole casalinga con i lombardi del Lambro, oltre ai nuovi Carito e Marino si attende lo svizzero del quale non si conosce il nome, indicato con una X nella formazione del giorno prima. Lo svizzero non si presenta, l'Hellas si presenta con molte riserve e soccombe per 5-3.
La settimana successiva l'Hellas è invitato ad un quadrangolare a Vercelli per la Coppa del Commercio. Deve affrontare il Milan col risultato già segnato in partenza ma nella formazione prevista appaiono due nomi stranieri, due svizzeri: Arnold e Liniger. A dispetto delle previsioni la formazione che scende in campo è ancora rabberciata, tanto che deve tornare in campo Carli che oramai aveva appeso le scarpette al chiodo. Anche lo svizzero Arnold non si presenta e di lui non sapremo più nulla. Il Verona tiene per un tempo e poi cede il passo al Milan ma la notizia più importante di quella giornata è che l'altro svizzero, Hans Liniger (o come sembra da documenti più approfonditi Adolf Liniger), centro halfback, pare essere veramente forte. Peccato che poi debba uscire per una contusione.
Il giorno successivo si riparla ancora del bernese Liniger, centro halfback di rara potenza che giocava nel Servette di Ginevra il quale "nonostante il lungo viaggio e la nessuna conoscenza dei compagni, si portò mirabilmente, sostenendo moltissimo la nostra squadra. Il Liniger si trova a Verona dove si è già stabilito. È un ottimo acquisto pel nostro valoroso club"
Domenica 13 ottobre l'Hellas annulla l'amichevole contro i Volontari Venezia perché arriva un inatteso e prestigioso invito a giocare una gara a Genova contro l'Andrea Doria, quasi una rivincita dei Giochi di Ginnastica di qualche mese prima. L'Hellas ha ancora una volta parecchie defezioni ma schiera regolarmente Liniger. Si perde per 3-1 ma l'Hellas dà tutto quello che può. Cosa non comune, della partita abbiamo anche una nitida foto della formazione sul campo della Cajenna, adiacente a Marassi. È la prima foto in cui compare Liniger.
L'Hellas in amichevole a Genova contro l'Andrea Doria, 13 Ottobre 1912, Le Tre Venezie
Per la penultima gara di allenamento si ospita la terza squadra di Milano, la US Milanese, non al livello di Inter e Milan ma sicuramente avversaria di valore e di prima categoria. Mentre la Milanese in porta schiera De Simone, portiere della nazionale, l'Hellas è ancora alla ricerca di un titolare vero. Il nuovo Marino viene scartato, restano Villardi e Pellegrini e si prova anche un tale Tosi in arrivo da una squadra riserve del Milan. L'attesa per il match è alta, nella stessa giornata, al mattino la terza squadra dell'Hellas affronta l'Ellade mentre prima della gara principale la seconda squadra affronta il Verona FBC. In serata c'è in programma anche l'inaugurazione della sede della Federazione Sportiva Bentegodi, al secondo piano del Caffè Vittorio Emanuele, in Bra, gestito da papà Guarda.
Una bella domenica di sport, con molto pubblico atteso, tanto che allo Stadium la tribuna viene spostata proprio a ridosso del campo e la società distribuisce un volantino con le regole del giuoco del calcio.
Peccato che l'Hellas se le prenda di santa ragione e la gara finisce 5-1 per la US Milanese.
In serata lungo banchetto al Caffè Vittorio Emanuele con tante personalità chiamate a parlare, tra le quali anche Liniger che ritiene la sconfitta una offesa personale da rimediare quanto prima. I brindisi si sprecano, si va avanti fino a tarda notte, assieme anche ai giocatori della squadra di Milano.
L'occasione di rivincita agognata da Liniger arriva con l'ultima amichevole, contro i neopromossi in Prima Divisione del Volontari Venezia. L'Hellas strapazza i giovani veneziani del Lido con un roboante 9-0. I gol sono messi a segno da Bianchi (quaterna), Masprone (tripletta), Liniger e Vigevani. Ottimi i marcatori, molto bene Trerè a sinistra e Bascheni al centro dell'attacco. In porta questa volta ci va Villardi. Una vittoria provvidenziale per il morale della squadra che troppe bastonate aveva preso nelle precedenti amichevoli.
Tra mille polemiche in seno alla FIGC si decide di stravolgere il formato del campionato in modo da dare una possibilità anche alle squadre del centro-sud. Si creano così tre gironi al nord: Piemontese, Lombardo-Ligure, Veneto-Emiliano e tre al sud: Toscano, Laziale e Campano. Un girone tra le migliori dei tre gironi nord decreterà la finalista che si contrapporrà alla finalista vincitrice del girone tra le migliori dei tre gironi sud. Il tutto tra l'annoso snobismo dei piemontesi, lombardi e liguri che si ritenevano quasi offesi dal doversi scontrare con veneti, emiliani e meridionali.
La prima giornata del campionato di Prima Categoria 1912-13 presenta subito il big match, oramai derby per antonomasia. Il Vicenza, "formidabile ed antica avversaria" come la appella Paride Nicolato, si presenta a ranghi completi, il Verona schiera in porta il Villardi, torna in campo Forlivesi e Masprone è sempre lì al proprio posto in attacco. Manca ancora Ruberti ma il suo posta da "back" viene preso da Ferrari.
La partita si mette subito bene per noi grazie ad un colpo di mano in area del vicentino Ciscato che determina un calcio di rigore. Botta sicura di Bianchi che segna il primo gol. I veronesi, si legge, non contenti del risultato su rigore premono "per segnare un gol regolare" (!) ma ci pensa Forlivesi su assist di Masprone a raddoppiare. Il secondo tempo riparte con un gol vicentino che scatena il pubblico e lo innervosisce. I nostri sentono la pressione e dopo varie discese con cross inefficaci riescono finalmente a segnare il terzo gol con Masprone su cross rasoterra di Forlivesi. Sempre Forlivesi la chiude poco dopo tra il delirio assoluto del pubblico veronese. Elogi per tutti i giocatori: Liniger migliore in campo, Cavallaro degno compagno dello svizzero, Guarda bravo ma "handicappato dalle scarpe nuove", Forlivesi in grande spolvero nonostante non fosse allenato, Bianchi e Bascheni abili tiratori e dribblatori, Masprone e Vigevani efficacissimi sulla destra, nella linea di difesa Benini irruente ed infaticabile, Ferrari superbo e calmo forte della sua tecnica ed infine il portiere Villardi, anello debole, mai seriamente impegnato. La giornata si conclude con vermouth offerto ai vicentini a cui seguono bottiglie di champagne e, testuale, "tra hurra e bumballaka!" che sinceramente non sappiamo cosa volesse significare.
L'Hellas inizia il campionato in maniera trionfale e sembra rispettare quello che era il favore dei pronostici, soprattutto degli osservatori imparziali mentre internamente regna sempre una certa diffidenza. Tuttavia ci si avvicina alla seconda giornata con fondate speranze di conferma, ma Venezia non è mai stato un campo docile.
Al Sant'Elena è battaglia vera. Le squadre non si risparmiano ma mentre il Venezia finalizza di testa e si porta in vantaggio, gli attacchi veronesi restano sterili. Sul finire del primo tempo il rientrante Ruberti sbaglia un rigore sparando alto, la squadra si demoralizza e nel secondo tempo subisce altre due reti.
Squadra e numerosissimi tifosi al seguito tornano sulla terraferma con la coda tra le gambe, pronti però a dare battaglia la settimana successiva contro il neopromosso Modena.
La squadra emiliana arriva da un secondo posto nella Seconda Divisione, dietro al Volontari Venezia e nelle prime due partite ha dato filo da torcere alla capolista Venezia e al Bologna, pur perdendo entrambe le gare di misura. L'Hellas, fa sapere la stampa. si presenta in campo con "rinovellato ardore e ferma fiducia nell'avvenire".
Il cronista della partita segnala che tanto fu il divario tecnico tra le due formazioni che il pubblico appariva quasi annoiato. Hellas sempre costantemente all'assalto della porta difesa da Raffaldini (futuro nostro portiere), il quale nel primo tempo fa i miracoli per evitare il tracollo che però avviene inevitabilmente tra il 23 e il 29simo quando i cognati Masprone e Trerè mettono a segno due reti che chiudono partita e primo tempo. La ripresa è una valanga di reti con i modenesi che si affacciano una sola volta nella nostra area senza impegnare più di tanto Villardi. La sequenza dei gol del secondo tempo: Bianchi, Bascheni, Liniger, Bianchi, Bianchi, Liniger. Il tutto nonostante un catenaccio serrato modenese e l'eroico Raffaldini che impedisce che si vada oltre il mirabile 8-0.
La settimana successiva l'Hellas è impegnato sull'accessibile campo del Bologna ma probabilmente prendendo la partita un po' troppo alla leggera i nostri si presentano con quattro assenze di rilievo: Benini, Ruberti, Forlivesi e Masprone. Squadra ridisegnata, spunta la vittoria con particolare affanno tanto che i cronisti dubitano sia sulla capacità dei nostri di poter vincere il girone sia sulla serietà della nostra società. Tra i giocatori inseriti, pescato dalla squadra riserve, spicca il nome di Aldo Fagiuoli (I), piccolo fenomeno dell'epoca, che fa l'esordio a 14 anni e 10 mesi.
Archiviata in qualche maniera la quarta giornata del girone, arriva la pausa invernale. La classifica è molto corta, nessuno è a punteggio pieno e Venezia, Hellas e Vicenza hanno dimostrato di equivalersi. Assieme alla pausa segnaliamo una curiosità legata alla Nazionale di calcio. Siamo anche qui in periodo molto pionieristico e nel 1912 si parla solo di sporadiche apparizioni degli "azzurri" in qualche amichevole internazionale. Ovviamente nessun giocatore dell'Hellas è selezionato, così come nessun giocatore del girone Veneto-Emiliano. Tuttavia a fine novembre una amichevole di preparazione viene fissata contro la "selezione mista stranieri" del campionato. Ebbene, sono solo due i giocatori del girone Veneto-Emiliano: il primo è Guardigli del Bologna e il secondo è il nostro Liniger. Questo la dice lunga sulla qualità del nostro svizzero e sul tesoro che custodiva la nostra squadra.
La squadra dell'Hellas per non farsi trovare impreparata alla ripresa del campionato, con quasi due mesi di pausa davanti organizza diverse amichevoli. Doppia amichevole andata e ritorno col Vicenza (sotterrati di gol in trasferta ci riprendiamo alla grande in casa), amichevole internazionale ospitando il Bordeaux (vinta 2-0), ancora una vittoria in casa contro la Libertas Milano per 3-0 soverchiando l'avversaria. Questo ultimo risultato infonde coraggio nei giornalisti che fanno notare che la settimana successiva il Vicenza vince sulla Libertas con 1 solo gol di scarto facendo una certa fatica.
Una settimana prima della ripresa del campionato arriva invece l'amichevole di lusso: trasferta a Milano per incontrare l'Internazionale. E' questo il primo incontro tra le due squadre. I cronisti di Milano si chiedono quale possa essere il senso di incontrare una squadra del girone Veneto Emiliano così inferiore. Dal lato nostro, ancora una volta la società non riesce a portare la squadra al completo e ci presentiamo senza Ruberti, Rossi e Forlivesi. Finisce male, perdiamo 8-2, coi due gol segnati dall'esordiente Strapparava e dal sempre ottimo Liniger.
Durante questi due mesi c'è spazio anche per il gossip di calciomercato. Si dà il caso infatti che il popolare giocatore del Milan, Pietro Lana, sia ospite dell'ospedale militare di Verona in convalescenza dopo una febbre malarica contratta in Libia, in guerra. Il ragazzo, marcatore prolifico rossonero e primo marcatore in assoluto della Nazionale, si allena con la nostra prima squadra, probabilmente per recuperare la forma. Gioca anche una amichevole contro il Verona FBC. Probabilmente i nostri dirigenti (complice Sandro Trerè) qualche proposta devono avergliela fatta tanto che per alcuni giorni si parla di un sicuro passaggio all'Hellas e questo sarebbe stato un colpaccio incredibile. Passa forse una settimana e lo stesso Lana fa sapere tramite le pagine della Gazzetta dello Sport che non ha mai avuto intenzione di cambiare maglia e che resterà rossonero. Pazienza.
Il campionato ricomincia con una agevole, almeno sulla carta, trasferta a Lido di Venezia contro il Volontari. L'Hellas forse prende sottogamba la gara e si presenta ancora con defezioni. Mancano Masprone, Benini e il portiere Villardi. Pellegrini della seconda squadra è anche lui indisponibile così in porta ci va Eugenio Scandolara (I). La gara finisce comunque in vittoria. ma che sudata!
Il derby contro il Vicenza si gioca la settimana successiva sul solito pantano impraticabile di Borgo Casale. L'Hellas gioca in maniera valorosa ma alla fine non riesce a marcare nemmeno una rete così basta solo un gol al Vicenza alla fine del primo tempo per portare a casa la vittoria. Masprone è rientrato, in porta ci va Pellegrini e in attacco abbiamo Girardi. La situazione si fa tesa perché l'Hellas scivola al terzo posto a -2 dal Vicenza e a -1 dal Venezia. Con tre partite da giocare oramai il primo posto viene dato per perso. ma resta importante qualificarsi almeno secondi per poter giocare la fase finale con le squadre degli altri gironi.
Sopra un campo pesante e sotto il nevischio si gioca quindi lo scontro diretto allo Stadium contro il Venezia. Il pubblico è quello delle grandi occasioni e l'Hellas, pur con qualche elemento di novità come Boggio, Costa e il ritorno di Vigevani II, gioca una partita perfetta e diremo quasi "moderna".
Le cronache sottolineano come la gara sia stata particolarmente accesa e combattuta, con l'Hellas che passa in vantaggio sbloccandola con la più classica delle occasioni estemporanee: calcio d'angolo, mischia in area, Masprone in qualche maniera dirige la palla in rete. Gli assalti del Venezia si fanno sempre più insistenti e il risultato resta in bilico fino a 5 minuti dal termine quando, l'Adige ci racconta cosa succede:
"Partendo dal fondo del campo, quasi dall'area di rigore, sotto la rete di Pellegrini, Vigevani II fugge velocemente guidando l'avanzata dei nostri forwards. A una ventina di metri dalla rete veneziana passa a Boggio, questi a sua volta rinvia il pallone a Vigevani I che rapidamente si impossessa della palla, sguscia agevolmente tra i due bachs avversari, fattigli incontro e corre contro il goal di Stritzel. Quando il piccolo giocatore veronese è a circa quattro metri dalla rete il portiere veneziano, visto l'avversario libero gioca il tutto per il tutto. Ma Vigevani aspetta che Stritzel avanzi quasi a lui, lo dribbla con un abile e fortunata mossa, calmo e freddo, segna il secondo goals per la sua squadra"
Poco dopo l'arbitro fischia la fine e l'Hellas festeggia questa vittoria "perfetta" che ci ricorda tante imprese del nostro Verona contemporaneo. Fortuna volle che il Vicenza pareggiasse al Lido contro il modesto Volontari e la classifica si rivoluzionasse: Hellas a -1 dalla vetta, possiamo ancora farcela visto che le ultime tre partite sono tutte "facili".
La settimana successiva l'Hellas va in trasferta a Modena, fanalino di coda. Pur passando subito in svantaggio riesce a recuperare e vincere per 4-1, segnando tre reti nell'ultimo quarto d'ora. Classifica invariata ma si affaccia all'orizzonte lo scontro diretto tra Venezia e Vicenza.
L'Hellas col Bologna vince 3-0 ma fatica oltremisura vista l'accanita resistenza felsinea. Due reti di Bianchi e una di Masprone ci danno la gioia della vittoria e in contemporanea, udite udite, il Venezia blocca sullo 0-0 la capolista Vicenza. L'Hellas torna insperatamente al primo posto a pari merito col Vicenza e mette al sicuro la qualificazione al prestigioso girone successivo.
L'ultima gara di campionato pare quasi una formalità contro il Volontari Venezia. In realtà ci complichiamo come sempre la vita, passando subito in svantaggio. Tuttavia dominiamo in lungo e in largo e alla fine portiamo a casa un 3-2 che ci permette di arrivare a pari punti col Vicenza.
Hellas - Volontari Venezia 3-2 del 23 febbraio 1913, Le Tre Venezie. Il terzo da sinistra è Masprone in veste di Mister
Si affaccia all'orizzonte quindi uno spareggio per determinare il "campione" del girone Veneto-Emiliano ma l'attenzione mediatica sembra dare poco peso alla questione. proiettandosi già verso la seconda fase del campionato che ci vede inseriti in un girone da 10 squadre, quasi una Champions League!
Lo spareggio per il primo posto si gioca al Sant'Elena di Venezia e il cronista dell'Adige non è per niente soddisfatto del piglio che i giocatori mettono scendendo in campo. Racconta che la gara viene affrontata quasi come se fosse una amichevole e, testuale, "pare che i giocatori dell'Hellas fossero indifferenti e freddi, come se ne impippassero". Fatto sta che passiamo subito in svantaggio per una papera di Pellegrini. Aggiungici il campo impraticabile, l'arbitro che non vede un nostro pallone entrato nella porta vicentina e i soci del Vicenza che si comportano in maniera deplorevole (e non è una novità).
A distanza di 112 anni dobbiamo dire che ci fa male leggere di queste cose perché ci avrebbe fatto molto piacere mettere in una virtuale bacheca una vittoria del girone contro gli acerrimi rivali di Vicenza, ma tant'è.
Testa quindi al girone finale. L'Hellas affronta delle squadre incredibili e quasi inavvicinabili, ma che prestigio! Milan, Genoa, Pro Vercelli e Casale. Di meglio non potevamo chiedere.
Il girone è costruito in modo che le due squadre provenienti dallo stesso girone non si debbano incontrare e che conservino i punti fatti nella prima parte della stagione nello scontro diretto. Una antesignana "fase ad orologio" del basket. Così pur essendo inseriti nello stesso girone, non incontriamo il Vicenza ma partiamo entrambe con 2 punti a testa in classifica frutto di una vittoria e una sconfitta. Le altre squadre invece le incontriamo con gare di andata e ritorno.
La prima, attesissima trasferta contro il Genoa viene prontamente rinviata a data da destinarsi in attesa di definire il "caso Grant". Si tratta di un controverso reclamo da parte dell'Inter che accusava la stella genoana Jimmy Grant di aver giocato partite in Inghilterra mentre era tesserato con la squadra ligure. L'Inter che lottava proprio coi genoani per lo scudetto chiedeva che venissero date perse tutte le gare giocare da Grant. In un primo momento si ritiene che la partita possa essere data persa al Genoa a tavolino ma infuriano le polemiche e si rimanda in attesa di decisione. La decisione arrivò qualche settimana più tardi quando la Federazione in maniera pilatesca deliberò per l'assoluzione di Grant a causa della mancanza di giurisdizione sul campionato inglese e quindi tutto tornò come prima.
La seconda partita è in casa contro i fenomeni della Pro Vercelli. Finisce male, come da pronostico con un passivo di 5 gol e il nostro portiere Pellegrini migliore in campo. Il cronista è sollevato perché si prevedeva che i piemontesi potessero vincere con una dozzina di gol di scarto. Per la serie teniamo basse le aspettative. Ci accontentiamo del record di incassi allo Stadium: ben 1.200 lire.
Dopo una pausa in occasione della Pasqua, il campionato riprende ma iniziano a formarsi delle crepe tra squadra e società. Si mette in dubbio il ruolo di Masprone nella formazione, altri giocatori vengono relegati tra le riserve, come ad esempio Enrico "Riri" Benini mentre altri ci sono e non ci sono, vedi Forlivesi, Girardi, Cavallaro, Vigevani I. Si prova comunque a tenere botta, si va a Milano, persa ancora prima di partire, contro il Milan e siamo imbottiti di riserve. Finisce quindi 5-1 con un unico acuto gialloblù dato dalla giovane ala sinistra Costa.
Ce le prendiamo noi ma se le prende anche il Vicenza, tanto permane la differenza tra il nostro girone veneto-emiliano e quelli occidentali. Da Vicenza salgono anche grida di sdegno perché a quanto parrebbe, si legge sulla stampa piemontese, la Pro Vercelli avrebbe vinto contro il Vicenza senza metterci impegno, con sufficienza.
Il nostro calvario continua e si ospita la giovane, agguerrita e forte Casale. Squadra che solo da questo anno è stata promossa in Prima Divisione ma che si è dimostrata formidabile nel proprio girone. La cronaca parla più di "baraonda" che di partita di calcio. Si dà la colpa ai casalesi di essere violenti oltre misura e all'arbitro di non porre limite a questo modo di giocare. La partita si incattivisce a tal punto che il pubblico viene aizzato dai giocatori del Casale che lo provocano "con basse contumelie". Il nostro pubblico, che sappiamo già, da sempre sensibile a quel che succede sul campo, risponde con bordate continue di fischi e urla tanto da mandare ulteriormente in confusione l'arbitro Comazzi. Finisce con un incontro di boxe, con un casalese e Liniger espulsi, noi che prendiamo 4 gol in 10 minuti più uno su rigore. Salviamo l'onore con due reti, una di Vigevani I e l'altra di Liniger. Saranno anche gli ultimi che segneremo per quell'anno.
Tanto fu burrascosa la sconfitta contro il Casale, quanto fu gaudiosa la sconfitta casalinga contro il Genoa. Secondo i cronisti dell'Adige infatti la partita contro i fuoriclasse "inglesi" del Genoa è stata fin da subito una festa sugli spalti, col pubblico pieno di dolci signore e signorine (elencate una ad una come si faceva all'epoca parlando di spettacoli teatrali), col pubblico gioioso nel vedere i campionissimi rossoblu, con i giocatori avversari che riuscivano ad esprimere un gioco sopraffino senza abbassarsi al livello di altre squadre, come ad esempio il Casale. L'atmosfera era così soave che sempre l'Adige un paio di giorni dopo pubblica una lettera della dirigenza genoana che si complimenta per l'accoglienza ricevuta a Verona. E insomma, tutto molto bello, peccato che perdiamo per 4-0 senza provarci minimamente.
Il match successivo ci vede in campo a Vercelli contro la capolista che ci batte anche lei molto agevolmente per 4-0, l'attenzione è talmente scemata che le cronache non degnano nemmeno di raccontare la partita. Tuttavia ci teniamo strette due belle e rare fotografie pubblicate da La Stampa Illustrata. La prima vede il nostro portiere Girardi in azione e si scorgono Bascheni e Ferrari, la seconda è una bella foto di gruppo sotto la struttura in stile Liberty dello stadio vercellese.
L'Hellas a Vercelli con Girardi in presa, 20 aprile 1913, La Stampa Illustrata
L'Hellas a Vercelli il 20 aprile 1913, La Stampa Illustrata
Il calvario sta per finire, ospitiamo il Milan e perdiamo miracolosamente solo per 3-0, infine si va a Casale e qui arriva la debacle definitiva con un disonorevole 6-0, primo per quel che si vede in campo e secondo perché si sperava in una rivincita contro i macellai piemontesi. Polemiche da parte della stampa casalese che pretende di dimostrare che il proprio pubblico sia più educato di quello veronese, botta e risposta mezzo stampa da parte de L'Arena che sostiene che in primis i nostri giocatori siano stati molto più educati e corretti di quelli del Casale, insomma, una polemica senza fine, giusto perché di calcio non c'è nulla di decente di cui parlare.
Sempre L'Arena invece stavolta parla chiaro e dice che qualcosa in società non funziona, parla di difetti di organico della squadra, di assoluta indisciplina e di grave disorganizzazione. Probabilmente giocando con la serietà dei mesi precedenti e a ranghi completi qualcosa di più si sarebbe potuto vedere. In fondo, il Vicenza un paio di pareggi contro il Milan e contro il Casale è riuscito a portarseli a casa.
Ma prima che questo calvario finisca davvero, deve arrivare per forza anche la crocefissione. La Federazione, risolta in un nulla di fatto la questione Grant e dando torto al ricorso dell'Internazionale, decide a campionato finito che la prima giornata Genoa-Verona deve essere recuperata alla bella data del 26 di maggio, 22 giorni dopo l'ultima gara ufficiale. L'Hellas non è in grado di formare una squadra e si presenta alla oramai inutile partita in 10 uomini, prende 5 gol e dimostra che qualcosa non funziona.
Proprio nella settimana precedente però inizia la Resurrezione. Il Presidente della società (ancora affiliata alla Bentegodi) l'Ing. Righetti viene chiamato dal ministero a svolgere importanti lavori in Somalia. Si rende necessario rimettere mano non solo alle nomine ma proprio allo statuto della società. Dice L'Arena che l'Hellas è nata come squadra di studenti e ora che invece rappresenta i colori e l'onore di tutta la città non può più soffrire di questo "difetto d'origine", si deve emancipare e deve organizzarsi in maniera moderna ed efficiente.
Il nuovo direttivo prevede quindi che il presidente sia Luigi Bellini Carnesali, già sindaco della città e fervente politico radicale di cui abbiamo già parlato. Vice Presidente Aldo Ettore Kessler, giornalista de L'Adige, artista, avvocato, oltre ad altre varie personalità cittadine tra cui l'avvocato Ferrari, padre del nostro Paolo e il nobiluomo Gerolamo Fietta, che era presente in quella mitica foto da cui è scaturita tutta questa lunga storia.
Quanto ad Alberto Masprone, di sua spontanea volontà non ha voluto far parte del progetto e si è defilato, probabilmente colpito nell'orgoglio e in pieno scontro con la nuova dirigenza. Il 28 giugno 1913 leggiamo su L'Adige che Masprone lascia Verona per stabilirsi a Venezia per seguire degli affari personali.
Il campionato 1912-13 finisce e con esso termina mestamente sia l'epoca di Masprone che l'affiliazione alla Bentegodi. In realtà di fatto l'Hellas si era già sufficientemente affrancata dall'Istituzione Comunale tanto che a marzo si era costituita una nuova squadra di calcio, la Bentegodi, nata grazie alla squadra giovanile del Verona FBC.
La nuova società però è forte e si guarda al 1913-14 con vivo ottimismo.
Continua con la Parte VIII
Valeriano
Hellastory, 10/03/2026
SOGLIANO (PER ORA) RILANCIA, TRA MILLE INCERTEZZE
Da un mese a questa parte si discute spesso intorno al silenzio di Sogliano in merito al suo possibile addio e relativo passaggio ad altre società (pare infatti sia stato avvicinato da Lazio, Roma e Lecce), ma tutto si giustifica con il rispetto del contratto in essere. O si chiudeva un accordo o era inutile parlarne. Altro discorso invece riguarda il suo attuale silenzio in merito al prolungamento contrattuale proposto da Presidio: Sogliano vuole giocarsi ogni opportunità di riscatto quest’anno. Non ha senso allungare il brodo, come è costretta a fare la proprietà per recuperare l’investimento. Anche perché, se il Verona non dovesse farcela a risalire subito in serie A si tratterebbe del secondo fallimento stagionale consecutivo. Questo è chiaro a tutti, al Direttore Sportivo in primis. Tutto ciò premesso, mi sento molto sollevato. Pensare di precipitare in B lasciando (quel che resta della) baracca e burattini in mano a questa proprietà mi metteva i brividi. La serie B è difficile da affrontare, abbiamo tutti davanti agli occhi le frequenti storie di insuccesso post retrocessione dalla Salernitana alla Sampdoria, dall'Empoli allo Spezia, al primo anno del Frosinone. Al contrario, sono poche le storie di un veloce riscatto; Sassuolo, Venezia e Monza hanno potuto contare sulla conferma dei giocatori più rappresentativi (condizione improponibile per il Verona) rilanciati attraverso scelte oculate in panchina. Noi invece siamo costretti a ricostruire tutto. Per l'ennesima volta, aggiungo. Quello che ci aspetta l'anno prossimo sarà dunque un campionato completamente diverso, al quale non siamo più abituati, dove il rango non conta, si lotta su ogni pallone e ogni partita fa storia a se. E poi, ci aspettano tutti quei derby !
[continua]

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Prima Categoria 1911/12
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Prima Categoria 1921/22
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Lega Nord 1924/25
Lega Nord 1925/26
Lega Nord 1926/27
Campionato Nazionale 1927/28
Campionato Nazionale 1928/29
Campionato Nazionale 1929/30
Serie B 1930/31
Serie B 1931/32
Serie B 1932/33
Serie B 1933/34
Serie B 1934/35
Serie B 1935/36
Serie B 1936/37
Serie B 1937/38
Serie B 1938/39
Serie B 1939/40
Serie B 1940/41
Serie B 1941/42
Serie C 1942/43
Serie C 1943/44
Campionato Alta Italia 1944 1945/46
Campionato Alta Italia 1946/47
Serie B 1947/48
Serie B 1948/49
Serie B 1949/50
Serie B 1950/51
Serie B 1951/52
Serie B 1952/53
Serie B 1953/54
Serie B 1954/55
Serie B 1955/56
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Serie A 1958/59
Serie B 1959/60
Serie B 1960/61
Serie B 1961/62
Serie B 1962/63
Serie B 1963/64
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Serie B 1968/69
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