Un po' mi preoccupava questa partita. Anzi, direi l'intera giornata calcistica. Il Verona era appena uscito ridimensionato da Sorrento non solo nel risultato, ma anche nella tenuta fisica e mentale. Aveva di fronte la trappola Remondina che aveva sconfitto la Reggiana e rilanciato la sua Spal per un posto nei playoff. Alessandria e Reggiana avevano un turno casalingo più agevole del nostro. Solo la Salernitana rischiava (come poi è stato) di non avere vita facile a Ravenna, ma questa è un'avversaria che deve temere più i suoi problemi finanziari che quelli agonistici. Insomma, gufi e deboli di spirito (parenti stretti degli scaramantici) sembravano essersi perfettamente organizzati per sferrare il loro penultimo assalto alle certezze di questo Verona lanciato verso i playoff. Tutto questo eccesso di consapevolezza mi stava logorando, forse perchè anch'io faccio parte della (nutrita) schiera di tifosi che trovano sempre
un buon motivo per soffrire. Ebbene, a parte i primi 39 minuti, durante i quali le forze negative sembravano realmente avere la meglio giustificando se stesse, tutto poi si è incanalato a nostro favore. Anzi, a bene vedere, meglio di così non si può.
Certo, l'inizio della gara è stato piuttosto confusionario da parte nostra, ci sono stati lo sciagurato gol di Volpe e l'errore incredibile di Russo ad un passo dalla porta ad incupirmi. Ma il Verona di Mandorlini è squadra che barcolla, ma non molla. Lo strepitoso pareggio di Berrettoni e il raddoppio di Russo, due realizzazioni di grande fattura, hanno cambiato completamente il verso della partita. E forse anche dell'intera stagione regolare (quella che non considera i playoff, per intenderci). A partire da quel momento, infatti, ha funzionato la legge del più forte, che ha fatto sbagliare a Ghetti il gol del pareggio (del resto, uno fa il terzino perchè ha i piedi quadrati ... ) e ha concesso a Mancini la carambola vincente del 3 a 1 finale.
I gialloblu in coro, da Mandorlini a Berrettoni, al termine si sono precipitati a proclamare la superiorità manifestata in campo e la legittimità del risultato. Quasi non ci credessero neppure loro. Del resto, visti gli episodi decisivi tutti a nostro favore del secondo tempo (tiro di Belleri e salvataggio sulla linea di Cangi a parte), hanno posto l'accento sulle doti che contraddistinguono l'Hellas di questo periodo: la superiorità tecnica e la volontà di non mollare mai. E su questo hanno proprio ragione: il Verona ha meritato di vincere non solo perchè è stato più bravo a concretizzare, ma anche perchè ha creduto fino in fondo nei propri mezzi. A differenza della Spal, sicura di sé fino al gol e poi solo nervosa e disperata. Una grossa squadra si vede anche e soprattutto per come sa chiudere a proprio vantaggio le situazioni che gli capitano, per il fatto che non perde la testa, per come sa cambiare il corso della
partita e degli episodi sfavorevoli.
Con situazioni (ambientali, tecniche e tattiche) completamente diverse noi abbiamo preso alla Spal ciò che avevamo concesso al Sorrento. Gli episodi, la concentrazione, le giocate - là individuali, qua collettive - hanno deciso il risultato finale decretando alla fine il migliore in campo. Questo è il calcio. Questa, in fondo, è la vita.
Ma non è stato solo il risultato finale a rendermi felici. Se era chiaro che Alessandria e Reggiana avrebbero avuto la meglio su Pavia e Pergocrema, prossimi avversari gialloblu, anche il successo della Cremonese ha creato una trincea piuttosto profonda tra chi chiuderà salvo il proprio campionato a maggio e chi invece è costretto a giocarsi la salvezza alla lotteria dei playout. 3 punti per il Pavia e ben 7 per il Pergocrema, a 270 minuti dalla fine, sono un solco molto profondo da superare. E anche questo giocherà a nostro favore: anziché trovarci di fronte avversari che disperatamente cercano il sest'ultimo posto in classifica, affronteremo formazioni che provano ad arrivare agli spareggi nella condizione migliore. In questo momento la situazione per loro è così confusa che non è nemmeno possibile fare calcoli su come evitare la tostissima Paganese piuttosto che il derelitto Sud Tirol.
Il Pavia è, a mio avviso, l'ultimo ostacolo verso i playoff. Pur rispettandolo, lo considero molto meno insidioso della Spal. Almeno nelle condizioni attuali. È sì un avversario abbastanza temibile in casa, tanto da riuscire a battere il Sorrento e a fermare sul pari il Gubbio, ma ha una difesa davvero imbarazzante che ha incassato la bellezza di 11 reti nelle ultime 4 partite. Teoricamente, battendoci potrebbe sfruttare l'eventuale contemporanea sconfitta di Cremonese e/o Ravenna nei loro rispettivi derby con Pergocrema e Spal per rilanciarsi. Ma credo poco a questa combinazione di risultati e comunque avrà di fronte un Verona nettamente più forte e altrettanto motivato a vincere. Sarà probabilmente una partita aperta (ecco perchè gli concedo il beneficio dell'ultimo ostacolo), che non possiamo fallire. Tra l'altro, giocheremo senza Ferrari (squalificato) e sarà un'ottima occasione per il fantasma
di Schonbrunn, oppure per i derelitti Selva e Tiboni per sentirsi meno inutili. Del resto, per vincere i playoff abbiamo bisogno di almeno uno di loro in condizione accettabile.
Per concludere, mi piace anche la confusione che si è generata c'è dietro di noi tra Salernitana e Reggiana - con lo scontro diretto a Reggio Emilia tra 15 giorni a decretare l'ordine definitivo (Disciplinare a parte) - perchè stresserà ancora di più il quarto contendente.
Il Verona, battuta la Spal, è entrato nella terza fase del campionato, quella della gestione della classifica finale. La rincorsa di Mandorlini (fase due) è praticamente finita. Ora bisogna mantenere la posizione e, se possibile, rinforzarla. Per come i gialloblu sono riusciti a girare a proprio favore la trappola Remondina, ora mi fanno sentire più sicuro. Il traguardo playoff è più vicino.
L'ho detto e lo ripeto: l'Hellas deve puntare al terzo o quarto posto per giocarsi prima la sfida (tutt'altro che agevole) con l'Alessandria. Il Sorrento, unico vero antagonista alla promozione in B, è meglio tenerselo alla fine. Quando anche loro avranno tanta e tale pressione addosso da poter commettere degli errori. Ma questo è un ragionamento che rinvio a suo tempo. Nel frattempo ci attende Pavia, capitale longobarda, conquistata da Carlo Magno. Domenica prossima, io credo, lo sarà anche dal nostro Andrea, il Magno.
Massimo
Colonna sonora: La vie en rose suonata (al violino) da mia figlia Vittoria.