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5. Il Campionato in numeri

IL CROATO APPAGATO

Non v'è alcun dubbio, l'attore protagonista della stagione sportiva gialloblu, appena conclusa, è lui, il fumantino mister di Spalato.

Forte di una fiducia ormai consolidata e meritata in tutto l'ambiente, grazie anche all'insperato posto ottenuto nel Campionato precedente, ad inizio torneo Juric comincia a lamentarsi e a mettere le mani avanti pensando che la squadra si sia indebolita, ritenendo, i nuovi arrivati non all'altezza di quelli che avevano cambiato casacca.

Le sue insoddisfazioni non hanno riscontro nel pratico, fortunatamente, perchè l'Hellas ingrana subito una partenza scoppiettante che porta la squadra nelle zone nobili della classifica.

La compattezza difensiva (alla 12^ giornata, seppur in coabitazione, siamo ancora i meno battuti), i clean sheet di Silvestri e la crescita esponenziale di qualche nostro rampollo ci fanno decollare e il Verona torna alle cronache del grande calcio con la convocazione in Nazionale dello stesso Silvestri e dell'emergente Zaccagni (esperienza, invero, inconcludente per entrambi).

Juric ci porta al giro di boa con 30 punti (Mandorlini è ancora avanti con 32) e la proiezione degli stessi ci consente di sperare in una lotta, fino all'ultimo, per un posto in Europa.

Il nome del tecnico adesso è spendibile e compare nei taccuini di dirigenti importanti. Il personaggio, ormai, ha un suo clichè e aumentano le sue quotazioni.

Al raggiungimento del totemico 40° punto (vittoria a Cagliari), mancano 9 giornate alla fine del campionato e la salvezza è virtualmente conseguita.

C'è tutto il tempo per pianificare, guardarsi intorno e giocare senza apprensione le restanti partite.

Invece è solo l'inizio di una novena di non vittorie (4 pari e 5 sconfitte), condite con espulsioni e relative squalifiche del nostro allenatore.

I 15 punti ottenuti nel girone di ritorno battono soltanto quelli delle tre retrocesse.

Juric si incarta, emergono incomprensioni, qualche taccuino si chiude ed è così che ci lascia, di sicuro appagato, lui ha fatto quello che doveva fare (il 10° posto è di tutto rispetto), ma in qualche modo scottato da un epilogo che poteva essere diverso.

Abbiamo evidenziato l'importanza dell'assetto difensivo del Verona, soprattutto nella parte iniziale del torneo, a questo aggiungerei anche una certa spregiudicatezza nell'affrontare le gare fuori casa.

Sono riferiti a questi due aspetti i nuovi primati ottenuti in questa 6^ partecipazione alla Serie A a 20 squadre:

-         punti in trasferta    21 (21 – 2013/14)

-         partite consecutive vinte in trasferta    2 (2 – 2013/14)   

-         minor numero di reti subite    48 (51)

-         minor numero di reti subite in casa    23 (25)

-         minor numero di reti subite in trasferta    25 (26)

-         miglior quoziente reti    0,958 (0,921)

-         miglior differenza reti    -2 (-4)

 

Dicevamo del 10° posto assoluto con 45 punti (11v 12n 15p).

24 in casa (6v 6n 7p) e 21 in trasferta (5v 6n 8p).

30 all'andata (8v 6n 5p) e 15 al ritorno (3v 6n 10p).

Le partite giocate in Serie A sono ora 980 (488 in casa, 483 in trasferta, 9 in campo neutro) (257v 324n 399p).

Zaccagni e Silvestri (i nostri gioielli) hanno il primato, il primo delle partite giocate (36) e il secondo dei minuti in campo (3254).

32 sono i giocatori schierati, 17 i nuovi arrivati.

Lo stato di servizio raccoglie ora, in totale, le prestazioni di 406 gialloblu.

L'alfiere principe rimane Mascetti con 232 presenze con 35 reti.

Le reti attive sono 46 (38+5+3) (15^/20) con una media di 1,21 a partita (9^ posizione su 30 partecipazioni).

13 i realizzatori andati a segno 38 volte, guidati da Barak con 7 reti (con 1 doppietta, unico marcatore multiplo stagionale) che passa alla storia gialloblu per aver segnato il 1000° gol in Serie A.

Una sola rete su punizione diretta: Lazovic in Sampdoria-Verona.

Entrano in classifica 8 nuovi goleador per un totale di 198.

Nei conti totali la squadra più battuta è la Fiorentina con 66 reti (35 in casa, 31 fuori).

Il totale delle reti fatte va a 1018 con una media a partita di 1,04  (1018/980).

Il cannoniere inarrivabile è Toni con 48 reti in 95 partite.

Con 5 autoreti a favore viene eguagliato il record che resiste dal 1973/74 e porta il numero totale a 53 (Cagliari, Lazio e Milan con 5, sono le squadre che più ci  hanno favorito).

3 reti vengono deliberate a tavolino in occasione della partita interna con la Roma che aveva inserito per errore Diawara ancora nella lista degli Under 22.

48 le reti passive (6^/20), con una media di 1,26 a partita (14^ posizione su 30 partecipazioni).

42 subite da Silvestri e 6 da Pandur. Da segnalare la prima presenza in A di Berardi (38° portiere) dopo il suo debutto nel 2012/13 in serie B.

C'è un'autorete a sfavore, quella di Magnani in Milan-Verona.

Il totale delle reti subite va a 1330 con una media a partita di 1,36 (1330/980).

Il portiere più battuto è Rafael con 116 gol subiti in 69 presenze.

Esemplare il comportamento in campo dei nostri giocatori, abbiamo subito una sola espulsione a carico di Barak.

In compenso "l'irrispettoso, insultante, veemente e polemico" (sono parole del Giudice Sportivo) Juric, ha raggiunto 3 volte anzitempo gli spogliatoi.

(In calce al Dossier c'è uno speciale "Espulsioni" che riassume statisticamente quanto è avvenuto nei 30 campionati nella massima serie).

Solo un'espulsione, ma 91 ammonizioni:

Dawidowicz (9), Ceccherini, Faraoni, Magnani (8), Dimarco, Tameze, Zaccagni (6), Barak, Lovato, Sturaro (5), Gunter (4), Lazovic, Salcedo (3), Ilic, Kalinic (2), Bessa, Cetin, Colley, Di Carmine, Danzi, Empereur, Favilli, Silvestri, Udogie, Veloso, Vieira (1).

Per 5 volte è stato sanzionato anche Juric.

13 le giornate di squalifica a carico di Barak (3), Ceccherini (2), Dawidowicz, Dimarco, Faraoni, Lovato, Magnani, Sturaro, Tameze, Zaccagni (1).

4 giornate a Juric accompagnate da 25.000 € di ammenda

Anche Faraoni a seguito dell'ammonizione in Verona-Spezia, essendo capitano, viene multato di 1.500 €.

Ce n'è anche per Gunter che viene segnalato per un'espressione blasfema in Bologna-Verona, ma non c'è nessun provvedimento disciplinare nei suoi confronti.

Poi, come si è già detto, il caso Diawara in Verona-Roma, la prima di Campionato.

Pochi i rigori a favore, solo 3, tutti andati a segno (2 Veloso in Atalanta-Verona e Fiorentina-Verona e 1 Zaccagni in Verona-Sampdoria).

Totale rigori attivi 147, realizzati 114, % realizzati 0,78.

La Fiorentina è la squadra che ne ha subiti di più: 10.

Pazzini e Toni ne hanno realizzati 11 entrambi.

7 quelli contro con 6 realizzazioni: 2 li segna Vlahovic (Fiorentina), 1 Orsolini (Bologna), Kucka (Parma), Malinovskyi (Atalanta), Gabbiadini (Sampdoria).

A sbagliare è Ibrahimovic, ipnotizzato da Silvestri in Milan-Verona.

Totale rigori passivi 171, realizzati 124, % realizzati 0,73.

Mai una sfilata di Arbitri così numerosa a dirigere le 38 partite del Verona: ben 27.

8 li abbiamo incontrati per la prima volta in serie A: Dionisi (L'Aquila), Fourneau (Roma 1), Marchetti (Ostia Lido, RM), Massimi (Termoli, CB), Prontera (Bologna), Rapuano (Rimini), Ros (Pordenone), Santoro (Messina).

Il più presente è Chiffi con 4 incontri (1v, 1n, 2p) e 7 ammonizioni.

Dionisi, l'ultimo arrivato, è il 195°.

Longhi guida la classifica con 22 partite dirette (9v 6n 7p).

Nello spulciare le varie statistiche finali riferite alle squadre e ai giocatori, si può notare come il Verona e i gialloblu quest'anno non abbiano brillato particolarmente.

Mi ha colpito un  dato riferito ai "pali o traverse colpiti": il Verona è con 21 ( il Milan con 24), ma la particolarità, e penso che sia un record, è che sono 15 (sic!) i giocatori riusciti nell'intento.

Mi accorgo ora di aver scritto un sacco di "pippe" su Juric, quando a me interessava una cosa sola: che superasse il Vicenza nel numero di  partecipazioni al Campionato di Serie A a girone unico (31vs30), per cui missione compiuta.

E allora, buon viaggio croato (più o meno appagato).

CARLO

Scarica le statistiche della rosa della Stagione 2020/21

Scarica le statistiche delle Espulsioni Gialloblu in Serie A




Hellastory, 13/06/2021

UNA REGOLA SBAGLIATA CHE PUO' DANNEGGIARE IL VERONA


Lo spettacolare pareggio dell'Olimpico con la Lazio chiude adeguatamente una stagione strepitosa. Tudor, stupendo condottiero, ha migliorato la posizione di classifica dell'anno scorso, ha ottenuto il record di gol realizzati (65) e sigillato il saldo positivo reti fatte/subite (+ 6), risultato questo non riuscito né a Mandorlini (-6) né a Juric (- 2 e -4) prima di lui. Adesso però inizia una settimana decisiva per capire cosa farà, quando scioglierà la riserva circa la permanenza o meno in gialloblu. Perso D'Amico, la questione che tiene in sospeso tutti non è un problema di soldi, contano le sensazioni. Bisogna vedere se ci sono i presupposti. Da cosa scaturisce questo stato di incertezza? Tutto ci porta ad affrontare un periodo di incertezza societaria che non aiuterà certo a lavorare con la stessa serenità che ha trovato e che, infondo, ha agevolato il conseguimento di prestazioni di questo rilievo. Non c'è alcun dubbio che D'Amico, anche lui sotto contratto, abbia colto l'opportunità Atalanta anticipando in tal modo la conclusione di un ciclo. Un ciclo vincente, aggiungo, visti gli splendidi risultati ottenuti non solo sul campo (grande calcio, 1 promozione e 3 piazzamenti stabilmente tra il 9º e il 10º posto), ma anche e soprattutto dal punto di vista della rivalutazione della rosa e degli indici di bilancio. D'Amico, direttore sportivo silenzioso e scrupoloso, è stato anche in grado di porre rapido rimedio nei rari errori di valutazione (l'esonero veloce di Di Francesco e l'aver tolto dal mercato Tameze in agosto quando ci si è accorti che Hongla non avrebbe risposto subito alle aspettative). Ora però se ne sta aprendo un altro di difficile valutazione. Non tanto perché Marroccu, che è comunque un dirigente esperto, valga meno di D'Amico, quanto per il contesto in cui si troverà ad operare. E Tudor deve stabilire se valga la pena oppure no restare alle nuove condizioni.

[continua]
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