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HELLAS VERONA / Flashback

20 Maggio 1973, Verona-Milan

Hellastory: Flashback

dal nostro amico Marco Mastronardi

20 Maggio 1973, Verona-Milan

Verona-Milan 5-3. Solitario come un'ostrica simpatizzavo Hellas dal 69, minoranza talmente esigua da essere l'unico del clan. Attorniato da ammiratori delle squadre strisciate, ebbi la grande rivincita in quel maggio del 73. Ascoltavamo, in cortile, a Cinecittà, dove son nato, tutto il calcio minuto per minuto, e all'intervento di Ameri che irruppe sentenziando "cinque gol del Verona al Bentegodi, tiro di Busatta", un ragazzino milanista, che amava scherzare, per via della mia "strana" fede calcistica, mi incrociò gli occhi. Lo guardai sornione, e abbozzando un sorriso beffardo, sulla falsariga di De Niro col sig. Roberto nel secondo padrino, proferii un "non finisce qui, il sesto lo segna Zigo".

20 Maggio 1973, Verona-Milan

Mai, avrei pensato, quel giorno, che 12 anni dopo, il grande Osvaldo, con poesia e raziocinio, cristallina logica e puro sentimento, e con una squadra quasi tutta italiana (alla faccia del leicester) avrebbe scaldato e saziato il cuore di tutti noi appassionati, traslandoci in una favola da vivere ad occhi aperti, intensamente, quasi una pellicola del miglior Tornatore. Vibranti emozioni, che ancora resistono all'incedere del tempo... l'Hellas nell'Olimpo del calcio italiano. Si, l'indimenticabile Gianni Brera, coniò il termine «classica», per indicare una gara disputata tra 2 squadre che hanno vinto almeno uno scudetto...ragion per la quale, quando una nostra avversaria ci affronta, quella partita, può essere definita classica del calcio nostrano, solo, se quest'ultima abbia vinto anch'essa un campionato.

Foto da Il Nuovo Adige e heraldo.it



Hellastory, 07/01/2022
Serie A 1972/73 | 30a giornata | 20/5/1973
AC VERONA HELLAS
AC VERONA HELLAS
5
  AC MILAN
AC MILAN
3
17' P.Sirena, 25' (aut.) Sabadini, 29' e 70' L.Luppi, 72' (aut.) Turone marcatori 32' Rosato, 81' Sabadini, 91' Bigon
P.Pizzaballa; A.Batistoni, F.Nanni (32' G.Cozzi), P.Sirena; P.Busatta, E.Mascetti; F.Bergamaschi, L.Luppi, L.Mascalaito, R.Mazzanti, G.Zigoni   Vecchi; Anquilletti, Zignoli, Sabadini; Rosato, Turone, Sogliano, Benetti; Bigon, Chiarugi, Rivera.
G.Cadè ALL Rocco
- ammoniti Sogliano, Zignoli

Arbitro
F.Monti (Ancona - AN)
Note
Spettatori paganti 32.808, abbonati 7241. Incasso di 131.537.200 lire.






CIOFFI ALLA RICERCA DEL VERONA PERDUTO


Ho l'impressione che, dopo la confusione generata dal mercato, si continui crearne di nuova anche nelle soluzioni tattiche partita dopo partita. Laddove Tudor aveva trovato la fortuna del Verona dando continuità al lavoro di Juric migliorandolo gradatamente con il suo stile personale, Cioffi invece, ha stravolto priorità e leadership cancellando di fatto ogni tipo di continuità. Quando in conferenza stampa parla dei singoli, traspare evidente il suo concetto di base secondo cui «tutti sono in discussione, nessuno è sicuro di giocare». Questo probabilmente dipende dal fatto che lui ritiene efficaci alcune teorie aziendali (peraltro, recentemente messe in discussione dalle prove dei fatti) che mettono in competizione tutti i collaboratori ponendoli gli uni contro gli altri al fine di migliorare la produttività. Giovani contro vecchi, arroganza contro esperienza. Ma così facendo, il mister ha di fatto eliminato tutti i riferimenti degli ultimi anni. Ogni partita scende in campo una formazione diversa e i 5 cambi a disposizione, anziché consolidare, sperano di ribaltare quello che non sono riusciti ad esprimere in campo i titolari. O sbaglia la formazione iniziale, o non trasmette la giusta concentrazione, fatto sta che il Verona sbaglia quasi sempre l'approccio (salvo forse solo il primo tempo con la Lazio). Quello che emerge è infatti un Hellas continuo cantiere aperto dove la paura di sbagliare (e quindi di perdere l'opportunità a disposizione) condiziona ogni singolo giocatore che non riesce poi ad esprimersi al meglio per due partite di seguito. E' una squadra che non costruisce gioco, che fatica a difendersi, che non ha un'identità. Gunter, Ilic, Tameze, lo stesso Lazovic costretto a cambiare più ruoli, non sono più gli stessi. D'altra parte, in questa confusione generale, purtroppo continuano a trovare spazio i modesti Lasagna, Depaoli, Dawidowicz e Djuric di cui non comprendo il valore.

[continua]
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