VERONA - NAPOLI - Hellas Verona: Accadde Oggi su HELLASTORY.net
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HELLAS VERONA / Accadde Oggi

VERONA - NAPOLI

NUOVO BESTIARIO

Da quando il Verona è ritornato in serie A dopo il lungo viaggio nelle serie inferiori, ovvero dal 2013 in poi, le sfide in campionato con il Napoli sono state 10, con ben 9 sconfitte e una sola vittoria, quella del 15 marzo 2015 al Bentegodi firmata dalla doppietta di Luca Toni.

Ancor più sconfortante il bilancio dei gol in queste 10 gare: 6 i gol fatti, 28 quelli subiti. Negli ultimi 3 confronti in serie A il Verona è sempre uscito sconfitto per 2-0.

In termini di punti, abbiamo fatto peggio solo con l'Inter (guarda caso) raccogliendo dal 2013 in avanti 3 punti in 11 partite, frutto di 3 pareggi (e quindi 3 punti raccolti sui 33 disponibili). In termini assoluti, contro l'Inter abbiamo però evitato la sconfitta in 3 occasioni, mentre con il Napoli solo una volta. E il computo delle reti contro l'Inter in queste 11 gare non è poi così umiliante: 12 reti fatte e 26 subite.

Insomma, pare proprio che il Napoli si stia candidando al ruolo di nuova bestia nera per il Verona. Non va scordato che il Verona ha pure subito un'altra larga sconfitta (3-0) al San Paolo nella Coppa Italia edizione 2015-16, quando il neoarrivato allenatore Del Neri decise che impegnarsi a Napoli per una competizione secondaria avrebbe soltanto tolto energie al nostro vero obiettivo: retrocedere matematicamente il più presto possibile. Così, la sera del 16 dicembre 2015 a Napoli scendemmo in campo con Checchin titolare e Fares centravanti ed eravamo sotto per 2-0 dopo 12 minuti. Per fortuna il Napoli di Sarri non volle infierire. Luca Checchin, che ha annunciato il ritiro dal calcio a settembre 2020, a soli 23 anni, andò vicino al gol della bandiera colpendo la traversa con un bel tiro a giro che avrebbe meritato miglior fortuna.

VERONA - NAPOLI

Già nel 2013-14 ci era capitato di ospitare il Napoli all'ultima giornata del girone di andata e non era finita affatto bene. Il Verona di Mandorlini, dopo aver costruito al Bentegodi uno strepitoso quinto posto in classifica, con 32 punti frutto anche di una striscia di 6 vittorie casalinghe consecutive, subì una pesante sconfitta interna. Il Napoli vinse per 3-0 con le reti di Mertens, Insigne e Dzemaili. Da notare che sulla panchina azzurra sedeva Rafa Benitez con al fianco l'allievo Fabio Pecchia. In tema di allievi, preferisco la Mastronardi.

LA SQUALIFICA DEL BENTEGODI NEL 1974

Verona-Napoli si giocherà per la seconda volta consecutiva in regime di porte chiuse per i protocolli sanitari dell'emergenza Covid. Assente il pubblico, svanisce ogni possibile polemica sulla rivalità fra le tifoserie che talvolta è sfociata in atti da condannare.

Nel 1974, dopo la sentenza che mandò il Verona in serie B per la telefonata di Garonzi a Clerici, il sorteggio di Coppa Italia si divertì a creare tensione, inserendo il Verona nel secondo girone con Napoli e Sampdoria, oltre a Catanzaro e SPAL. Il Napoli era stato causa “indiretta” della retrocessione attraverso la segnalazione partita dal giornalista Acampora de Il Mattino, mentre la Sampdoria aveva cavalcato l'onda del ricorso e beneficiato della retrocessione del Verona rimanendo in serie A.

Il Verona di Cadè, dopo aver osservato il turno di riposo nella prima giornata, fece il suo esordio nella Coppa Italia 1974-75 il primo settembre 1974 al Bentegodi, proprio contro il Napoli. I gialloblu arrivarono alla prima gara ufficiale della stagione in condizioni non proprio ottimali: ancora scossi per la sentenza che aveva confermato la retrocessione in serie B, molti giocatori non ne vollero sapere di scendere di categoria. Luppi non aveva ancora firmato, mentre Domenghini, neo acquisto, addirittura si rifiutò di aggregarsi al gruppo e si stava allenando con il Vicenza, in attesa che Garonzi accogliesse le sue richieste. Busatta era fuori per risentimento muscolare.

Sulla carta, era un Verona costruito per giocare in serie A, ma la situazione psicologica non giocava a favore. Va anche detto che il Napoli edizione 1974-75 è uno dei migliori della storia pre-Maradona del club partenopeo, e chiuderà al secondo posto in campionato dietro la sola Juventus, con il rammarico di aver buttato al vento le occasioni negli scontri diretti.

Sul campo, il Verona si difese con buona volontà di fronte al Napoli, pur palesando un ritardo di preparazione e alcuni problemi a centrocampo, e passò in vantaggio per primo grazie ad una clamorosa autorete del portiere Favaro che si buttò in porta un cross di Taddei. L'errore fu così vistoso che Valentino Fioravanti, nel servizio sulle pagine de L'Arena, ironizzò su un'ulteriore presunta combine: “... colossale papera di Favaro (su cui De Biase potrebbe aprire un'inchiesta per accertare se qualche telefonata sia giunta al portiere napoletano).” Ufficialmente il gol fu registrato come autorete di Favaro, togliendo così a Taddei la possibilità di lasciare il segno fra i marcatori della storia gialloblu (26 presenze e zero reti con il Verona per il centrocampista toscano).

VERONA - NAPOLI

Il Napoli la ribaltò con un rigore del futuro gialloblu Esposito e con una rete nel finale di Giorgio Braglia, scattato in sospetto fuorigioco: finì 2-1 per i campani. Il Verona non rimase molto contento dell'operato dell'arbitro Picasso di Chiavari, ma ancora peggio la presero alcuni scalmanati presenti allo stadio. Alla fine del primo tempo, con il punteggio sull'1-1, una decina di persone tentò di invadere il campo per raggiungere l'arbitro. L'intervento dei carabinieri e degli addetti in campo scongiurò la tentata invasione e, dopo qualche attimo di attesa, la terna arbitrale raggiunse incolume gli spogliatoi.

Fu però alla fine della partita che si scatenò del tutto la rabbia di una parte della tifoseria che, ritenendosi defraudata della serie A e oggetto di soprusi, non trovò di meglio che accalcarsi fuori dal Bentegodi, dove venne preso a sassate il pullman del Napoli, fortunatamente senza nessuno a bordo. La terna arbitrale dovette attendere per più di un'ora prima di poter lasciare lo stadio in sicurezza.

La mano severa del giudice non si fece attendere; leggiamo dal testo della condanna inflitta al Verona: “premesso che (...) diversi sostenitori locali si fermavano all'esterno dello stadio ed inveivano contro l'arbitro e la squadra ospitata, accompagnando le invettive con fischi e con colpi, come di bastone, inferti alle infrastrutture dello stadio, che, inoltre, detti sostenitori arrecavano, con sassi e con bastoni, gravi danni alla carrozzeria dell'automezzo riservato alla squadra ospitata, mentre questa era negli spogliatoi (...) delibera di infliggere alla soc. H. Verona la squalifica, con decorrenza immediata, del campo di gioco per due giornate effettive di gara; di porre a carico della soc. H. Verona il risarcimento dei danni subiti dall'automezzo riservato alla squadra della soc. Napoli...”.

Le giornate di squalifica furono poi ridotte ad una, scontata dal Verona nel successivo turno interno di Coppa Italia contro la SPAL che venne giocato sul neutro di Bologna. Fu in ogni caso una serata nera per lo sport veronese, con tanto di corollario del presidente Garonzi che, contestato da una parte del pubblico e avvilito per l'episodio, meditò nuovamente di lasciare la società. Alla fine il presidente rimase ancora al comando per riportare il Verona in serie A.

Paolo


La prima foto, che ritrae un elegantissimo Pecchia a fianco di Benitez, è tratta dal sito larena.it

Nella seconda foto una formazione del Verona 1974-75, per la precisione quella che scese in campo contro il Genoa il 31 marzo 1975. In piedi da sx: Busatta, Zigoni, Vriz, Nanni, Taddei, Porrino; accosciati: Turini, Cozzi, Gasparini, Franzot, Domenghini.



Hellastory, 22/01/2021
Coppa Italia 1974/75 | Girone eliminatorio | 1/9/1974
AC VERONA HELLAS
AC VERONA HELLAS
1
  SSC NAPOLI
SSC NAPOLI
2
16' (aut.) Favaro marcatori 27' (rig.) Esposito, 85' Braglia
M.Giacomi; C.Cattaneo, A.Gasparini, F.Nanni, P.Sirena; S.Maddè, S.Taddei; W.Franzot, A.Turini (75' G.Fagni), S.Vriz (75' R.Mazzanti), G.Zigoni   Favaro, Bruscolotti, Pogliana, Burgnich, La Palma, Orlandini, Rampanti, Juliano, Massa, Esposito, Braglia
G.Cadè ALL Vinicio

Arbitro
A.Picasso (Chiavari - GE)


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SETTI ACCOMPAGNA IN B IL VERONA


Dopo la decima, gravissima sconfitta consecutiva, il Verona è quasi condannato. E pensare che lo Spezia, per condizione e posizione di classifica, avrebbe potuto essere l'avversario più adatto per chiudere decentemente l'anno solare ed accendere speranze di salvezza. Invece no, ci sono stati superiori non solo nel risultato ma anche nel gioco e in intensità. Il Verona sta pagando le sciagurate scelte societarie, come ha ammesso Marroccu dopo Monza. Setti invece, che vive evidentemente in un altro pianeta, non si rende conto di quello che ha combinato e nemmeno perché, chiunque a Verona raggiunge un certo livello qualitativo, poi chiede di andare via. Non si rende conto che è lui l'artefice di questa condizione di precarietà che non consente di trovare in questa società la propria dimensione sportiva. E per questo, ogni anno batte cassa frettolosamente al valore acquisito, vivendo di nuove scommesse e di improvvisazione. In effetti, a voler essere precisi, non è ancora stato chiarito se tutto ciò dipenda da costanti bisogni personali, oppure dalla sua supponenza (sono il Presidente che ha disputato più stagioni in serie A, conosco il calcio meglio di tutti voi ...). Fatto sta che questa volta Longo, D'Amico e Tudor hanno capito in fretta quello che sarebbe successo di lì a qualche mese e, vista l'impossibilità di proteggere un giocattolo troppo prezioso per le sue mani grezze, si sono defilati con lungimiranza. Come se uno, vincendo casualmente alla lotteria, finisce per sprecare tutto e si riduce a chiedere l'elemosina sotto i ponti. Povero e abbandonato. Forse perché erano proprio loro la componente saggia e competente della società, quella che ha permesso di rivalutare fino a quel punto il Verona. Loro, e non certo Setti che ha solo avuto la fortuna di averli per sè. Comunque, tutti i nodi sono venuti rapidamente al pettine: ceduti male Barak, Simeone, Caprari e Casale, rimpiazzati solo numericamente con giocatori scadenti (alcuni persino pagati cari), preso Marroccu come suo braccio destro (velocissimo a squalificarsi nel giro di poche settimane) e infine scelto Cioffi per l'ennesima scommessa assurda anche se l'ambiente, svilito e senza indirizzo, stava cercando invece disperatamente continuità, esperienza e buon senso. Cosa è rimasto di quel Verona che tanto ci ha divertito e sentiti rispettati? Niente. Per non parlare della soluzione frettolosa e senza alcuna logica di affidare la squadra a Bocchetti, che non ha niente a che vedere con quella adottata dal Monza con Palladino. Infatti, il povero cristo è stato assunto a uomo simbolo della società dopo essere stato prima dirottato in Primavera e poi, come un profeta, beneficiario di addirittura 5 anni di contratto. Lui che non ha neppure il patentino da allenatore. Ora cosa ci aspetta? un lento ed umiliante cammino verso l'inferno o abbiamo ancora qualche briciolo di speranza di salvezza?

[continua]
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