RAFAEL E I RIGORI (INCASSATI): QUATTRO ANNI E MEZZO IN ATTESA DEL MIRACOLO! - Hellas Verona: Carl Attacks! su HELLASTORY.net
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HELLAS VERONA / Carl Attacks!

RAFAEL E I RIGORI (INCASSATI): QUATTRO ANNI E MEZZO IN ATTESA DEL MIRACOLO!


RAFAEL E I RIGORI (INCASSATI): QUATTRO ANNI E MEZZO IN ATTESA DEL MIRACOLO!

Quello dei rigori sta diventando un incubo per i tifosi gialloblu non solo per la frequenza con cui le casacche nere continuano a fischiare penalty a sfavore ma anche per il sentimento di rassegnazione che abbraccia il popolo gialloblu al momento della trasformazione. Rafael, impressionante per rapidità e riflessi tra i pali, si sa, non ha invece nelle uscite alte e nell'uno contro uno dagli undici metri il suo punto di forza. E allora in molti hanno provato a chiedersi in questi giorni quale sia lo score del nostro portiere brasiliano sui rigori a sfavore e quante volte il nostro numero uno sia riuscito a neutralizzare un tiro dagli undici metri. Uno sforzo di memoria, diciamocelo, al limite dell'umano, anche per il tifoso più attento ed incallito.

E allora, come al solito, abbiamo deciso di ricorrere alla nostra memoria storica, Carlo che dal suo archivio ha prontamente spolverato la risposta alle nostre domande.

Ebbene il trend di questo campionato di serie B, con 5 gol subiti su 5 rigori (miglior performance della serie B) non fa che proseguire l'andamento storico di queste ultime cinque stagioni: Rafael con la maglia gialloblu ha affrontato 24 rigori: di questi 21 sono finiti in rete e solo due sono stati parati.
Il primo nella partita Cavese-Verona 1-1 del 23 settembre 2007: il tiro di De Giorgio, respinto da Rafael, finisce però sui piedi dello stesso De Giorgio che agevolmente ribadisce in rete.
La seconda parata arriva solo due settimane dopo, il 7 ottobre 2007, a Legnano, con Rafael bravo a respingere in angolo il rigore di Lantieri.
Il terzo rigore non realizzato dagli avversari risale invece al 25/01/2009 contro la Sambenedettese (partita finita 4-2 per i locali) con Carrozza che centra la traversa; anche qui la beffa è in agguato: la palla infatti ritorna a metà campo e viene poi rimessa nella nostra area con successiva rete dei locali.

Nel dettaglio lo score di Rafael è: in C1/Lega Pro 18/15 realizzati, in Coppa Italia 1/1 realizzato, in Serie B 5/5 realizzati. Chicca finale: nell'ultima partita di Coppa Italia vinta a Sassuolo dopo i calci di rigore 7-5, dei 4 rigori tirati dai neroverdi, 2 sono andati a segno e gli altri 2 alti. Insomma, anche in vista della prossima sfida di Coppa Italia contro il Parma i tifosi dell'Hellas si rassegnino: per passare il turno l'unica possibilità è la vittoria sul campo. E se mai si andasse alla lotteria degli undici metri, non ci rimangono che delle grandi gufate, contando su pali e traverse.

Francesco

[la scheda di De Andrade Bittencourt Pinheiro Rafael]



Hellastory, 01/11/2011
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SETTI ACCOMPAGNA IN B IL VERONA


Dopo la decima, gravissima sconfitta consecutiva, il Verona è quasi condannato. E pensare che lo Spezia, per condizione e posizione di classifica, avrebbe potuto essere l'avversario più adatto per chiudere decentemente l'anno solare ed accendere speranze di salvezza. Invece no, ci sono stati superiori non solo nel risultato ma anche nel gioco e in intensità. Il Verona sta pagando le sciagurate scelte societarie, come ha ammesso Marroccu dopo Monza. Setti invece, che vive evidentemente in un altro pianeta, non si rende conto di quello che ha combinato e nemmeno perché, chiunque a Verona raggiunge un certo livello qualitativo, poi chiede di andare via. Non si rende conto che è lui l'artefice di questa condizione di precarietà che non consente di trovare in questa società la propria dimensione sportiva. E per questo, ogni anno batte cassa frettolosamente al valore acquisito, vivendo di nuove scommesse e di improvvisazione. In effetti, a voler essere precisi, non è ancora stato chiarito se tutto ciò dipenda da costanti bisogni personali, oppure dalla sua supponenza (sono il Presidente che ha disputato più stagioni in serie A, conosco il calcio meglio di tutti voi ...). Fatto sta che questa volta Longo, D'Amico e Tudor hanno capito in fretta quello che sarebbe successo di lì a qualche mese e, vista l'impossibilità di proteggere un giocattolo troppo prezioso per le sue mani grezze, si sono defilati con lungimiranza. Come se uno, vincendo casualmente alla lotteria, finisce per sprecare tutto e si riduce a chiedere l'elemosina sotto i ponti. Povero e abbandonato. Forse perché erano proprio loro la componente saggia e competente della società, quella che ha permesso di rivalutare fino a quel punto il Verona. Loro, e non certo Setti che ha solo avuto la fortuna di averli per sè. Comunque, tutti i nodi sono venuti rapidamente al pettine: ceduti male Barak, Simeone, Caprari e Casale, rimpiazzati solo numericamente con giocatori scadenti (alcuni persino pagati cari), preso Marroccu come suo braccio destro (velocissimo a squalificarsi nel giro di poche settimane) e infine scelto Cioffi per l'ennesima scommessa assurda anche se l'ambiente, svilito e senza indirizzo, stava cercando invece disperatamente continuità, esperienza e buon senso. Cosa è rimasto di quel Verona che tanto ci ha divertito e sentiti rispettati? Niente. Per non parlare della soluzione frettolosa e senza alcuna logica di affidare la squadra a Bocchetti, che non ha niente a che vedere con quella adottata dal Monza con Palladino. Infatti, il povero cristo è stato assunto a uomo simbolo della società dopo essere stato prima dirottato in Primavera e poi, come un profeta, beneficiario di addirittura 5 anni di contratto. Lui che non ha neppure il patentino da allenatore. Ora cosa ci aspetta? un lento ed umiliante cammino verso l'inferno o abbiamo ancora qualche briciolo di speranza di salvezza?

[continua]
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